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Le buche e i rifiuti, Gabbianelli e Fioroni

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Viterbo – Luisa Ciambella da una parte, Chiara Frontini dall’altra. Faccia a faccia tra due donne in corsa per la carica di sindaco.

Da una parte l’attuale vice, per il Pd, dall’altra la consigliera Viterbo 2020, dopo cinque anni d’opposizione. Da Schenardi, ieri sera l’affollato faccia a faccia, moderato dal direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti. Non c’era spazio nella sala adibita, è servito uno schermo anche in quella principale per fare spazio a tutti.

– Fotocronaca: Ciambella – Frontini, il confronto [4]

I progetti per la città, i riferimenti politici locali e nazionali, gli inizi, il lavoro oltre la politica. Grandi temi, turismo, sviluppo, lavoro e la realtà di tutti i giorni, le buche, i rifiuti. Un confronto a tratti molto acceso, in un momento particolare per Viterbo. Per la prima volta, tre candidate alla carica di sindaco. Non tanto per esserci, ma con possibilità di farcela.

Chiara Frontini, Carlo Galeotti e Luisa Ciambella [5]

Tre priorità per Viterbo

“I viterbesi, quelli che prima risparmiavano – dice Ciambella – si sono impoveriti e sono in difficoltà – c’è un’emergenza abitativa. Ogni anno arrivano ottocento richieste all’Ater e ai Servizi sociali per avere una casa. Ne sono soddisfatte al massimo trenta. Chi è stato sfrattato, chi non riesce a pagare mutui e vede andare la casa all’asta”. Problema inquadrato. Il comune può provare a fare qualcosa. “Stanziare 200mila euro per stipulare contratti di locazione calmierati – spiega Ciambella – 250 euro al mese, per il periodo di tempo necessario”. Quindi, lavoro e sviluppo, che per Ciambella passano per il turismo: “Abbiamo gli etruschi, che piacciono molto a tedeschi e russi, il Medioevo e il Rinascimento. Tre ingredienti che rendono straordinaria la nostra offerta turistica. Riuscendo in cinque anni, con un trend che stiamo già vedendo in crescita, a triplicare le visite, di conseguenza ci saranno più operatori nel settore, strutture ricettive e più posti di lavoro”. Il terzo punto è la sicurezza. Per le periferie, ma sicurezza anche nelle scuole, con un piano per mettere gli edifici a sistema, dal punto di vista sismico. Chiara Frontini, invece, parte da quello che molti viterbesi quotidianamente segnalano: “Viterbo è bella ma sporca, non sfruttata per le sue possibilità turistiche. I duecentomila euro della tassa di soggiorno sono un introito importante, non utilizzato in modo importante. Soldi finiti in mille rivoli. Poi le periferie. Pagano le tasse a Viterbo, ma hanno in terzo dei servizi”.

Chiara Frontini, Carlo Galeotti e Luisa Ciambella [6]

Ciambella, Frontini, come nasce la passione per la politica

“Fin da piccola – ricorda Ciambella – con mio padre. A 19 anni mi sono iscritta ai giovani del Partito popolare. Dirigevo un giornalino. Un’insegnante di liceo ha cambiato la mia vita. La professoressa di lettere, Rosetta Piergentili. Nel 2008, al settimo mese e mezzo di gravidanza di mio figlio, mi sono candidata. Un anno e mezzo dopo è nata mia figlia, dopo la campagna per le Europee”. Passione condivisa col marito, Federico Grattarola: “Abbiamo gli stessi ideali, stavolta siamo impegnati in due campagne elettorali in contemporanea”. Mentre per Chiara Frontini non c’è stato un momento preciso: “Con certe doti e passioni ci nasci – spiega la candidata Viterbo 2020 – te lo porti dentro. La mia è stata prima un’attività civile, quindi politica. Proseguita all’università. Un giorno mi hanno chiamata come assessore esterno nella giunta Marini. Durai nemmeno nove mesi. Non era il modo serio e sano di fare politica per servire la mia città, così come io lo intendevo. A quel punto, potevo mettermi al riparo di qualche capo componente politico locale o andare da sola. Nel 2013, nessuno credeva che sarei riuscita a entrare in consiglio comunale, ad appena 24 anni. Presi 1800 voti”.

Viterbo - Ciambella-Frontini, il confronto [7]

Il lavoro oltre la politica. Ciambella, ristoratrice prima, dipendente regionale, Frontini specializzata in progettazione europea

“Nel 2005 – ricorda la candidata sindaco del Pd Ciambella – ho vinto un concorso in regione, ma due anni prima, nel 2003, con la liquidazione di mio padre, a Vignanello abbiamo aperto un piccolo ristorante con la famiglia. Ci siamo allargati, è andata bene e abbiamo preso la gestione di uno molto più grande. Ho lavorato fino a maggio 2014, poi lo abbiamo dato in gestione. Adesso sono in aspettativa. Pensavo di poter conciliare il lavoro con l’attività amministrativa, ma è un impegno a tempo pieno e anche di più”. È una libera professionista, invece, Chiara Frontini. “Ho uno studio di progettazione – racconta Frontini – nato a fine dicembre 2015, col quale abbiamo portato due milioni e 700mila euro nelle casse delle scuole viterbesi, con cinquanta progetti europei conclusi con successo e rendicontati”.

Viterbo - Ciambella-Frontini, il confronto [8]

Un voto per cambiare, questione d’opinione

“Mi candido – spiega Luisa Ciambella – per migliorare la città, non inserendo i soliti noti ma persone che hanno a cuore il bene comune”. Il cambiamento della “rivale” non piace a Frontini. “Ha governato con la peggiore amministrazione che si ricordi, è vice sindaca, non un esponente qualunque”.

Chiara Frontini [9]

Città sporca e rifiuti, argomento da buttare

“L’appalto per la nettezza urbana è stato concepito dall’amministrazione Marini e subìto da quella Michelini – ci tiene a precisare Ciambella – abbiamo dovuto affrontare vicende penali, dal 2015 c’è un tavolo aperto in prefettura. Anche l’abbandono dei rifiuti, frutto della maleducazione di qualcuno, costa 450mila euro l’anno, oltre a quanto previsto in appalto. Che era fatto male, ma non siamo potuti recedere. Rischiavamo di pagare i danni, costi che si sarebbero riversati sulla gente. Abbiamo fatto la sola cosa possibile, tamponare la situazione con l’aiuto delle istituzioni”. Ma il passato rischia di ripetersi. “Le linee guida del nuovo appalto – fa notare Frontini – sono sulla falsariga del precedente. Un contratto scritto male, ma poi sono mancati i controlli. Serviva un’attenzione maggiore sulle criticità”.

Viterbo - Ciambella-Frontini, il confronto [10]

Riferimenti politici, da Aristotele a Platone. Meno quelli locali

“Quando sono entrata in politica – ricorda Frontini – mi hanno fatto leggere tre libri, Res publica di Platone, Il signore degli Anelli di Tolkien e il principe di Machiavelli. A livello locale, anche per il mio percorso giovane, onestamente non mi sento d’avere riferimenti”. Qualcosa in comune con Ciambella c’è: “I riferimenti tantissimi – spiega Ciambella – Aristotele, Platone e tanti personaggi d’ispirazione popolare, forse superati, ma per me importanti. A livello locale, la professoressa Piergentili mi ha sollecitato a portare avanti la mia passione politica. È la moglie di un noto personaggio politico locale, l’unico ministro della Tuscia, cui va riconosciuto un peso politico”.

Due nomi a caso. Giancarlo Gabbianelli e Giuseppe Fioroni

Su Fioroni, Luisa Ciambella taglia corto: “I cordoni ombelicali li ho tagliati. Gabbianelli è stato il mio primo presidente del consiglio. Da lui ho imparato l’arte dell’oratoria, la disciplina, il rispetto delle istituzioni e soprattutto la capacità di decidere”. Ha qualcosa su Gabbianelli anche Frontini: “Smentisco categoricamente che dietro Chiara ci sia Gabbianelli. Dietro Chiara ci sono tante persone e io finanzio da sola la mia campagna elettorale. Se Ciambella ha tagliato il cordone con Fioroni, tutti quelli che hanno ricevuto favori da lui negli ultimi venti anni devono sentirsi liberi di non votarla”.

Luisa Ciambella [11]

La manutenzione delle strade, una buca

“Appena arrivati abbiamo scoperto che mancavano 4 milioni e mezzo di euro – ricorda Ciambella – tasse riscosse da Esattorie e non versate. Altro che buche, c’erano a repentaglio i servizi essenziali. Abbiamo recuperato tre milioni e c’è ancora un contenzioso in atto. La situazione delle strade è tremenda un po’ ovunque, non solo a Viterbo. Ma noi abbiamo speso più di tre milioni, seppure in interventi non così visibili, pure nelle frazioni. In posti dove la politica non investiva, perché c’erano pochi elettori. Chi dice che può investire cinque milioni l’anno sulle strade a me fa sorridere. C’è un bilancio. Noi abbiamo anche recuperato i soldi che avevamo in cassa dal 2004, ma che rischiavamo di restituire, quelli per la viabilità aeroportuale. Nel 2013 eravamo un comune fallito. Da lì siamo partiti. Un’amministrazione migliore o peggiore la si giudica rispetto ai dati”. Chiara Frontini non concorda. “Migliore o peggiore – sostiene Frontini – lo stabiliscono i risultati. C’è una mancata manutenzione ordinaria e straordinaria che non è frutto solo degli ultimi cinque anni. Ci sono convenzioni da rivedere, risparmi possibili. Il comune paga 399mila euro in utenze e internet, col sito peggiore d’Italia. I 370 dipendenti, quest’amministrazione li ha demotivati. Ci sono solo centomila euro per la manutenzione ordinaria, il primo provvedimento sarà triplicare la somma e poi vedere sul resto il da farsi”. Ma Ciambella rivendica i 14 milioni di euro in opere e una fra tutte, il rifacimento di via Cairoli. Adesso è rimessa a nuovo, tuttavia per Frontini, c’è voluto troppo tempo. È rimasta chiusa al traffico più del dovuto, con problemi ai commercianti in particolare.

L’ultima domanda, da Frontini a Ciambella. Viterbo, dopo cinque anni d’amministrazione, le piace?

“Se mi fosse piaciuta e non ci fossero cose da fare non mi sarei candidata. Mi sono già misurata col consenso di recente, non immaginavo di rifarlo. Qualcuno ti chiede anche di sacrificarti. Mettersi a disposizione dei cittadini è sempre un onore. Mi candido per cambiare la città, a partire da quello fin qui fatto di buono, avendo rimosso all’origine il problema delle divisioni”.

Giuseppe Ferlicca


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