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Viterbo - Ludopatie - FdI si concentra su una patologia in crescita - Bianchini: "Il comune non ha fatto nemmeno la mappatura"

“Nel gioco d’azzardo si spende quanto per il cibo”

Paolo Bianchini, Maria Teresa Bellucci e Giuseppe Talucci Peruzzi

Paolo Bianchini, Maria Teresa Bellucci e Giuseppe Talucci Peruzzi

Paolo Bianchini

Paolo Bianchini

Paolo Bianchini e Maria Teresa Bellucci

Paolo Bianchini e Maria Teresa Bellucci

Maria Teresa Bellucci

Maria Teresa Bellucci

Viterbo – (g.f.) – Un premio a chi toglie le slot da bar ed esercizi pubblici, ma anche un riconoscimento a chi le apparecchiature non le ha mai volute all’interno della propria attività.

Ludopatie, Paolo Bianchini (FdI), per combattere una vera e propria piaga che si abbatte migliaia di famiglie, ha ben chiaro cosa fare. Intanto, riprendere le iniziative avviate quando era assessore provinciale ai Servizi sociali.

“Avevo proposto una mappatura dei luoghi – ricorda Bianchini – e istituito un premio di responsabilità sociale ai bar che toglievano le slot. Premio poi tolto da chi è venuto dopo di me, parlo dell’amministrazione Mazzola”.

Bianchini è candidato al consiglio comunale di Viterbo: “Se dovessi essere eletto – lo riproporrei. Una delle prime iniziative in consiglio comunale, poi, sarebbe la mappatura di luoghi sensibili, parchi, scuole, luoghi di culto. Mai effettuata dal comune. Quindi, operare sugli orari d’apertura e le distanze di sicurezza”.

Il gioco d’azzardo è una patologia in continuo aumento e non ha un’età. Si diffonde tra giovani e meno giovani. Anche a Viterbo, molto diffusa. “Quando ero assessore – ricorda Bianchini – parlo del 2013, avevamo calcolato in 2800 i giocatori patologici nella nostra provincia”. Numero che probabilmente nel tempo è cresciuto.

“La raccolta del gioco d’azzardo – spiega Maria Teresa Bellucci, presidente nazionale Modavi – è arrivata a superare i 100 miliardi di euro. E mentre cresce la povertà e si allarga la crisi, si gioca sempre di più. Per mangiare si spendono 129 miliardi. Per il gioco d’azzardo si spende molto di più che non nell’istruzione.

Se si gioca sempre di più, vuol dire che ci si aspetta una risposta alle difficoltà. Attraverso una vincita basata sul nulla. E sul nulla si ritiene di poter uscire da crisi e sofferenza. Invece, si costruire la disperazione e non la soluzione”.

Sono 800mila i giocatori in Italia: “Ma il dato – sottolinea Bellucci – è sottostimato. Nel Lazio la spesa è di 10 miliardi l’anno e come regione siamo secondi solo alla Lombardia”.

Dieci miliardi è anche la cifra che lo stato incassa. “Destinando appena – continua Bellucci – lo 0,5% alla prevenzione. Mentre ha rinnovato 22mila concessioni per altrettante sale”.

L’incontro, alla Casa tricolore FdI, presente anche il responsabile provinciale del partito, Giuseppe Talucci Peruzzi. 

 

17 maggio, 2018

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