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Viterbo - A quarant'anni dall'uccisione dell'attivista siciliano - Il ricordo di Maria Immordino di Solidarietà cittadina

“Peppino Impastato è stato un grande figlio d’Italia”

di Daniele Camilli

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Viterbo - Il sindaco Leonardo Michelini

Viterbo – Il sindaco Leonardo Michelini

Peppino Impastato

Peppino Impastato

Viterbo - Maria Immordino dell'associazione Solidarietà cittadina

Viterbo – Maria Immordino dell’associazione Solidarietà cittadina

Viterbo - I ragazzi dell'Istituto Santa Rosa

Viterbo – I ragazzi dell’Istituto Santa Rosa

Viterbo - La commemorazione di Peppino Impastato

Viterbo – La commemorazione di Peppino Impastato

Viterbo – “Un grande figlio d’Italia ucciso dalla mafia 40 anni fa”. Peppino Impastato.

Fotogallery: La commemorazione di Peppino Impastato

Così l’ha ricordato Maria Immordino dell’associazione Solidarietà cittadina che oggi pomeriggio ha voluto ricordare il quarantesimo anniversario dell’uccisione del giornalista e attivista di Democrazia Proletaria, fondatore e animatore di radio Aut.

Una vita di denuncia contro le attività di Cosa Nostra. Assassinato dal clan di Gaetano Badalamenti il 9 maggio 1978. Lo stesso giorno in cui a Roma, in via Caetani, venne ritrovato il corpo senza vita del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, ucciso invece dalle Brigate Rosse.

La commemorazione di Impastato si è svolta oggi pomeriggio al parco Robinson di via Alessandro Volta a Viterbo. Parco che gli è stato dedicato nel 2013 su proposta del consigliere comunale Christian Scorsi.

“Peppino continua a parlare anche oggi – ha detto Immordino -, e lo fa attraverso le tante radio Aut nate in questi anni in tutta Italia. Radio gestite da ragazzi che informano le persone e fanno inchiesta. Radio Siano a Ercolano, Corto circuito in Emilia Romagna, Mtr a Palermo. Nessuno di loro molla. Sono la voce di Peppino che dice ancora: ‘non dormite, ribellatevi'”.

“È nostro dovere non dimenticare – ha poi aggiunto Franco Marinelli di Solidarietà cittadina -, è nostro dovere far conoscere ai giovani quanto la ‘cultura’ mafiosa continui a esistere e sia radicata in tutto il Paese, non solo in Sicilia. Ed è necessario che le nuove generazioni ne prendano coscienza e assumano la legalità e la giustizia come valori irrinunciabili, come fu per Peppino Impastato”.

Assieme alla Immordino anche il sindaco della città Leonardo Michelini, Scorsi stesso, Mario Brutti della fondazione Carivit e la IV AU del liceo per le scienze umane dell’istituto superiore Santa Rosa accompagnati dalla professoressa Valentina Sega, Iacopo Menghini, Rayssa Scoscina, Martina Sanetti, Matilde De Fondo, Caterina Saveri, Aurora Torromacco e Simona Virdieri che hanno letto alcune frasi tratte dal film “I 100 passi” di Marco Tullio Giordana e dalla canzone dei Modena City Ramblers, entrambi dedicati a Peppino Impastato.

“Quella di Impastato – ha sottolineato il sindaco Michelini – è stata una vita sacrificata per la libertà, la democrazia e la lotta contro il potere criminale della mafia. Valori che devono essere custoditi ogni giorno con un’incessante azione di educazione civica. Perché il potere criminale, oltre a utilizzare la paura e la morte come strumento per opprimere, ha tutto l’interesse che non vi siano conoscenza, confronto e informazione, per ridurre tutto al silenzio”.  

Al termine della commemorazione due mazzi di fiori sono stati lasciati all’ingresso del parco dove 5 anni fa venne messa la targa in ricordo di Impastato.

Daniele Camilli


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9 maggio, 2018

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