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Ponte dell’Elce e la vergogna del marciapiedi che finisce nel nulla

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Anna Rita Petroselli e Chiara Frontini [4]

Anna Rita Petroselli e Chiara Frontini

Chiara Frontini [5]

Chiara Frontini

Anna Rita Petroselli e Chiara Frontini [6]

Anna Rita Petroselli e Chiara Frontini

Viterbo – (g.f.) – “L’assessore dov’è?”. Conferenza stampa di buon mattino allo spazio attivo Viterbo 2020 e Chiara Frontini si guarda attorno. Anna Rita Petroselli, predestinata in caso di vittoria, all’Urbanistica ancora non c’è.

“Qui – scherza Frontini – abbiamo sistemato tutto. Ci chiamiamo già sindaco, assessore”. Una campagna elettorale in positivo.

Oggi tocca al designato all’Urbanistica, Anna Rita Petroselli, presentare la seconda parte di un progetto in quattro punti, che partito dal centro di Viterbo, esce dalle mura. I collegamenti pedonali, oggi critici, tra Ponte dell’Elce e Viterbo e tra Bagnaia e La Quercia.

Il quartiere a sud del capoluogo è isolato, per chi si vuole spostare a piedi. A meno di non rischiare la vita.

“In zona – spiega Petroselli – esiste un marciapiedi che finisce nel nulla. Arrivare al completamento presenta difficoltà per la tipologia di terreno. Quello che abbiamo scelto, è un progetto che è alla quota della sede stradale. L’intervento va realizzato, è un’esigenza molto sentita dagli abitanti.

Chi deve andare in città a piedi mette a rischio la propria vita, ma finora il comune non ha mai dato risposte. Da quelle parti la popolazione è in aumento e serve operare, affinché il quartiere non faccia la fine di santa Barbara”.

L’altro intervento è tra La Quercia e Bagnaia. Completare il marciapiedi che oggi s’interrompe all’altezza del ponte. “In zona – continua Petroselli – oltre ai frontisti che devono mantenere le siepi, ci sono le barriere architettoniche da eliminare, pali della luce e segnaletica, vero problema soprattutto per i disabili”. Un intervento con effetti anche nella promozione turistica: “Si uniscono la cattedrale della Quercia – sottolinea Frontini – per la quale abbiamo chiesto il riconoscimento di patrimonio materiale dell’umanità Unesco e villa Lante.

Pure in questo caso, sottolineiamo come noi siamo differenti dalla politica vista negli ultimi dieci anni, con occasioni perse per la città, logiche che si stanno replicando in questa campagna elettorale.

Noi seguiremo progetti precisi, poche linee chiare. La nostra sarà una giunta che sceglie”.

A Ponte dell’Elce sono state valutate diverse opzioni per realizzare il collegamento, tanto sentito dai residenti, quanto ignorato dal palazzo.

“È stata presa in considerazione anche l’eventualità di scavare nella rupe – precisa Petroselli – ma significherebbe mettere in sicurezza la zona e servirebbero molti più fondi”. Così come la realizzazione di un sentiero che scende a valle. “Li abbiamo illustrati agli uffici comunali – sottolinea Frontini – seguendo un metodo che un anno fa è partito dall’ascolto di settemila viterbesi e nella zona sud, il marciapiedi è stata un’esigenza ricorrente.

Dopo l’ascolto abbiamo buttato giù idee, ci siamo confrontati con gli uffici, per capire se c’erano progetti in corso.

So che si sta valutando l’ipotesi del sentiero che scenda a valle, ma io lo reputo poco opportuno, in una zona isolata c’è il rischio d’attrarre sacche di degrado. Dopo una certa ora non tutti si sentirebbero sicuri nel passarci, seppure sarebbe riqualificata e illuminata”.


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