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Dopo quattro mesi di chiusura, riapre la copisteria del Paradiso

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Viterbo - I cuori "solidali" sulla serranda della copisteria di Luca Fazi [3]

Viterbo – I cuori “solidali” sulla serranda della copisteria di Luca Fazi

 

Viterbo - I cuori "solidali" sulla serranda della copisteria di Luca Fazi [4]

Viterbo – I cuori “solidali” sulla serranda della copisteria di Luca Fazi

 

L'avvocato Pietro Porri [5]

L’avvocato Pietro Porri

 

L'avvocato Marco Valerio Mazzatosta [6]

L’avvocato Marco Valerio Mazzatosta

Viterbo – Dopo quattro mesi di chiusura forzata, riapre la copisteria del Paradiso.

A distanza di quattro mesi dal clamoroso arresto del titolare della copisteria “Non solo copie” di via della Caserma, a Viterbo, ai domiciliari dallo scorso 16 gennaio, Luca Fazi ha ottenuto un alleggerimento della misura, con la concessione dei permessi lavorativi che gli consentono di riaprire la sua attività commerciale, cui contestualmente all’arresto erano stati posti i sigilli.

I lavori di ristrutturazione sono in corso e dalla prossima settimana i clienti, che avevano tappezzato la serranda di cuori rossi a sostegno di Fazi, potranno tornare a usufruire dei suoi servizi.

Luca Fazi è coinvolto nella maxi inchiesta della procura della repubblica di Milano sul crac dell società immobiliare quotata in borsa Hi Real Spa. Su nove arrestati, tre in carcere e sei ai domiciliari, ben cinque sono viterbesi. In carcere sono finiti il presidente del consiglio d’amministrazione della Hi Real Spa e l’ex promotore finanziario, Alberto Terzilli, e Franco Maria Mattioli, entrambi viterbesi, oltre al broker spezzino Marco Sturlese. Ai domiciliari i tre viterbesi Gianluca Palombo, Augusto Testa e Luca Fazi, oltre a Francesco Paganucci, Alessandro Colamonici e Claudio Nunzio Pezzella.

Nonostante Luca Fazi, titolare di una copisteria al Paradiso, assistito dagli avvocati Pietro Porri e Marco Valerio Mazzatosta, si sia sempre proclamato innocente, il tribunale della libertà di Milano, lo scorso mese di febbraio, ha confermato in blocco tutte le misure.

Adesso, dopo il decreto di giudizio immediato, alla vigilia della prima udienza del processo, che inizierà a giugno nel capoluogo lombardo, il collegio ha accolto la nuova istanza della difesa, concedendo all’imprenditore di riprendere l’attività lavorativa. 

Luca Fazi, secondo Porri e Marco Valerio Mazzatosta, si sarebbe limitato a fare il suo lavoro. “Non solo copie”, come si evince già dal nome dell’esercizio commerciale di via della Caserma, ma anche servizio fax e servizi informatici. Servizi che avrebbe fornito settimanalmente, nell’arco di cinque anni, anche a uno degli altri quattro viterbesi arrestati nell’ambito della stessa inchiesta, Franco Maria Mattioli. “Un cliente come tanti altri”, secondo la difesa. 

Contro l’arresto di Luca Fazi c’è stata una vera e propria mobilitazione popolare, con decine di “cuori solidali” appesi alla serranda del negozio, chiuso dopo il blitz della finanza. 

Sui foglietti a forma di cuore di colore rosso tanti messaggi rivolti direttamente all’imprenditore: “Io sto con Luca”, “Io mi fido di Luca”, “Forza Luca non abbatterti”. Pensa alla forza e al sostegno che ti può dare la tua famiglia”, “Fazi noi siamo con te”. 

Silvana Cortignani

 

 


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