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“Violato il diritto di difesa, illegittimo l’immediato”

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Viterbo - La procura [4]

Viterbo – Il tribunale

Operazione Vox Populi - Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente [5]

Operazione Vox Populi – Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Acquapendente – Vox Populi, per gli avvocati difensori è stato “violato il diritto di difesa. Perché – spiegano – agli indagati è stato impedito di poter ascoltare tutte le intercettazioni, e per questi motivi il giudizio immediato non poteva né essere chiesto né accettato”.

I legali degli imprenditori Fabrizio Galli e Marco Bonamici, imputati insieme ai dipendenti pubblici Ferrero Friggi e Vincenzo Palumbo per una serie di presunti appalti truccati nel comune di Acquapendente, lo hanno detto ieri in aula. Davanti al collegio dei giudici del tribunale di Viterbo.

Gli avvocati hanno anche chiesto alla terna giudicante di unire questo processo a un procedimento parallelo, che sta seguendo il rito ordinario ma che è bloccato in udienza preliminare. Gli indagati sono sempre gli stessi, o quasi. Friggi e Bonamici. Insieme all’ex sindaco di Acquapendente Alberto Bambini, all’imprenditore Enrico Barberini e all’operaio Giuliano Colonnelli.

Mentre il pubblico ministero Stefano D’Arma e la parti civili, il comune di Acquapendente e le aziende Gioacchini Sante sas e Gmg costruzioni srl, si sono opposte alle eccezioni della difesa, i giudici si sono riservati. Il verdetto, a fine giugno.

Galli e Bonamici, Friggi e Palumbo sono accusati di turbativa d’asta e rivelazione di segreti d’ufficio. Presunti reati consumati ad Acquapendente tra il 2012 e il 2015, e contestati a vario titolo.

Il 17 ottobre dello scorso anno, il gip Stefano Pepe ha mandato ai domiciliari i due imprenditori, i due dipendenti pubblici e il funzionario della regione Lazio Giorgio Maggi (del cui reato di corruzione è competente per territorialità il tribunale di Roma). I cinque sono stati svegliati all’alba dagli agenti del Nipaf della Forestale, che hanno condotto l’operazione Vox Populi, coordinata dalla procura di via Falcone e Borsellino.

Nel mirino degli investigatori, l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente, quelli per l’asfaltatura delle strade dopo il nubifragio del novembre 2012, i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico e le autorizzazioni per la realizzazione del centro commerciale in località Cufaro.

A far finire nei guai gli imprenditori e i funzionari pubblici, le denunce dell’imprenditore Mauro Gioacchini e del presidente di un comitato cittadino di Acquapendente.


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