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Elezioni comunali 2018 - Viterbo - Intervista a Luisa Ciambella, candidata sindaco delle liste Pd, Orizzonte comune e la Voce dei viterbesi

“Abbiamo lavorato seriamente creando discontinuità col passato”

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Lisetta Ciambella

Lisetta Ciambella

Viterbo – “Abbiamo lavorato seriamente creando discontinuità con gli errori del passato”.  Luisa Ciambella, candidata sindaco delle liste Pd, Orizzonte comune e la vice dei viterbesi, si presenta. Tra i suoi obiettivi: politiche abitative per il centro storico, completamento della pedonalizzazione, un bando per la gestione dei rifiuti realistico e trasparente, una città che collabora fattivamente su un progetto culturale che non si fermi alla discussione artistica e finire nella prossima consiliatura i progetti iniziati nella precedente esperienza amministrativa di cui Ciambella era vicesindaca.

Centro storico, come pensa di valorizzarlo? E’ intenzionato a estendere la Ztl, chiudendolo definitivamente?
“Quando si parla di Ccentro storico – dice Ciambella – dobbiamo partire da una considerazione generale, ovvero quella dello spopolamento che ciclicamente negli anni ha ridotto la presenza di abitanti all’interno delle mura e in particolare nei quartieri storici della città.

L’intenzione primaria è quella di invertire questa tendenza con un piano specifico che si concentri su politiche abitative per il centro storico.

In questo progetto il Comune deve sicuramente coinvolgere l’Ater prevedendo, perché si può fare, un piano di rilancio dell’edilizia residenziale pubblica finalizzata al recupero di immobili nel centro storico.

Altrettanto l’amministrazione, che può disporre di fondi per un valore di 200mila euro annui, deve destinare queste risorse al sostegno di un programma di housing sociale finalizzato alla locazione calmierata, nell’intenzione di rispondere a chi resta fuori dalle graduatorie per alloggi popolari e da quelle nuove povertà che hanno colpito i padri separati che dormono in macchina o quei nuclei che sono stati sfrattati a cui la banca ha tolto la casa per non aver pagato il mutuo a causa della perdita del lavoro.

Altrettanto il Comune investirà 200mila euro per incentivare la ristrutturazione delle abitazioni nel centro storico restituendo il 20% dell’investimento. Rientra in questa misura anche l’incentivo a chi installa un ascensore per l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle abitazioni del centro che, sommate all’agevolazione fiscale del 55% prevista dallo Stato, la ristrutturazioni rappresenterebbe un modo per rendere concreta la rivitalizzazione del centro e dei suoi volumi.

Altro concetto è quello della vivibilità del centro storico che, sicuramente, passa dalla fruibilità dei luoghi storici di interesse culturale e turistico. Quello della pedonalizzazione è un percorso di civiltà, che va completato per essere competivi con le tante città turistiche che, a pochi chilometri da noi, hanno scelto da anni questi percorsi ottenendo risultati tangibili. Resta chiara la volontà di dialogare con i commercianti che popolano il centro. Non siamo per la città blindata, sia chiaro, ma per una città vivibile in cui la fruibilità diventa opportunità di sviluppo ed economica”.

Come crede di gestire l’emergenza rifiuti in città?
“La risposta si riassumerebbe in poche parole: facendo un bando per la gestione dei rifiuti realistico, trasparente, rispondente alle esigenze di Viterbo e dei viterbesi. Tutto questo poteva essere operativo da tempo se il centrodestra non avesse fatto un bando completamente all’opposto di quanto si doveva fare.

Chi si candida oggi a voler ri-amministrare la città ha votato la delibera che ha approvato il bando per l’appalto della raccolta dei rifiuti che disgraziatamente è toccato a questa amministrazione gestire. Le indagini di due procure differenti hanno riconosciuto l’estraneità dell’amministrazione Michelini alla quale è toccato l’onere di tamponare i problemi creati da scelte politiche sbagliate.

Noi ripartiremo da quel bando, con un’idea chiara di realizzare un progetto di gestione dei rifiuti che allevi al massimo i disagi ai cittadini e consenta all’amministrazione di raggiungere quegli obiettivi che competono ad una città come Viterbo.

Ricordo che questo appalto lascia sulle spalle dell’amministrazione dopo, la vicenda giudiziaria, un interdittiva antimafia, e un accantonamento di 600mila euro per far fronte al contenzioso con la ditta che ammonta ad una cifra di circa 5 milioni di euro. Non so dove si trovi la dignità per far finta di nulla”.

Traffico e buche. Quali soluzioni?
“Comprendo con estrema responsabilità che il problema della viabilità cittadina e dello stato in cui versano le strade sia una priorità alla quale non è possibile sottrarsi. Ma voglio anche ragionare sul fatto che dopo anni di piccoli e talvolta inesistenti interventi che hanno lasciato le strade viterbesi nel totale abbandono, dal 2013 si è riusciti a programmare delle riqualificazione complesse di molte strade e vie della città.

Intanto per intervenire ci vogliono i fondi e figuriamoci se il centrodestra, che aveva devastato il bilancio, era riuscito a lasciare in eredità le somme che oggi spudoratamente sbandierano.

Dal 2013 abbiamo speso più di 4 milioni di euro, seppure in interventi non così visibili, pure nelle frazioni. In posti dove la politica non investiva, perché c’erano pochi elettori. Chi dice che può investire cinque milioni l’anno sulle strade a me fa sorridere. C’è un bilancio.

Noi abbiamo anche recuperato i soldi che avevamo in cassa dal 2004, ma che rischiavamo di restituire, quelli per la viabilità aeroportuale. Nel 2013 eravamo un comune fallito. Da lì siamo partiti e con altrettanta determinazione porteremo a compimento il piano di riqualificazione stradale di cui Viterbo necessità”.

Qual è il suo piano per valorizzare le periferie e le frazioni?
“L’attenzione per le periferie e le frazione è un dovere primario quando si parla di progetto di sviluppo della città. E’ facile, come fanno alcuni, promettere interventi, strategie e progetti senza poi avere il coraggio di metterci la faccia.

Noi ce l’abbiamo messa subito, in campagna elettorale, scegliendo di allestire il nostro comitato elettorale nel quartiere di Santa Barbara. Proprio verso questa zona abbiamo rivolto la nostra attenzione aprendo il primo emporio solidale e lo studio medico sociale per i cittadini più fragili, in collaborazione anche con l’ordine dei medici.

Nonostante questo riteniamo che ci sia ancora molto da fare per raccogliere la voce degli abitanti, tanto da scegliere un quartiere lontano dal centro dove saremo a completa disposizione dei cittadini per dialogare, confrontarci e costruire insieme un progetto concreto per il futuro della città.

Un luogo che si affaccia su un parco, su uno spazio verde dove giocano i bambini, dove si ritrovano le famiglie. La nostra idee di Viterbo è propio questa: una città bella, dalle periferie al Centro storico, dai quartieri fuori le mura ai luoghi della cultura.

Una città universale dove tutti vivono con la consapevolezza che chi amministra Viterbo non si dimentica dei viterbesi. Abbiamo un’idea molto chiara per le frazioni e le periferie, che va oltre gli interventi di ordinaria amministrazione e che in questi cinque anni ci ha visto impegnati nella realizzazione di opere per un valore di 5 milioni di euro.

Altrettante 500mila euro sono stati investiti nelle frazioni per attività di carattere culturale. Un’azione completamente opposta al “nulla di fatto” di chi ci ha preceduto, un percorso avviato che serve intensificare”.

“Come si rilancia l’economia della città? E il turismo?
Intanto non farei una divisione netta tra economia della città e turismo. Oggi città europee e italiane che hanno una struttura similare a quella di Viterbo, sia per la conformazione urbanistica sia per il contesto territoriale nel quale si collocano – pur essendo riconosciute per economie produttive storicamente insediate – rilevano nel turismo gli aumenti più sostanziali: sia in termini di ricavi, sia in termini di indotto.

Per Viterbo vogliamo proporre, con le dovute accortezze, questi modelli di città competitiva, integrata, innovativa e produttiva. Dobbiamo, quindi, partire dal rilanciare il ruolo di Viterbo come città fulcro di un sistema economico dell’Italia Centrale.

C’è bisogno di un progetto lungimirante che, agli investimenti previsti per le aree artigianali e industriali con i fondi della legge sulle Periferie, faccia corrispondere una attività di costante sollecitazione alla soluzione del problema collegamenti della città con Roma e con il proto di Civitavecchia e ancor di più il raddoppio della Cassia.

Altrettanto sul turismo abbiamo la possibilità reale di aumentare sostanzialmente il flusso turistico. Con il progetto di promozione del Distretto Turistico e di Expericne Etruria siamo riusciti in pochi anni a triplicare le presenza da 70mila a 220mila.

Altrettanto possiamo fare con un programma di promozione turistica mirato. Parte dei fondi della tassa di soggiorno – circa 200 mila euro all’anno – saranno impegnati per un campagna di marketing rivolta al turismo estero e nazionale in maniera mirata secondo le preferenze dei visitatori, contando di raggiungere una presenza turistica nel 2023 di oltre 600mila visitatori all’anno. A questa prospettiva deve corrispondere un piano di sostegno agli interventi privati sulla ricettività turistica”.

Quale sarà la sua politica culturale?
“La mia politica culturale mi sembra esagerato. Io vedrei una città che collabora fattivamente su un progetto culturale che non si fermi alla discussione artistica, ma sia capace di ampliarsi all’imprenditoria, al commercio e all’associazionismo attivo della città.

La riapertura del Teatro dell’Unione ha rigenerato una vivacità culturale che sta coinvolgendo tantissime realtà locali ed è su questo esempio di condivisione produttiva che va interpretato il rilancio della cultura. Daremo vita ad un grande momento di condivisione come gli “Stati Generali della Cultura” dal quale dovrà nascere un piano di sviluppo di Viterbo città della Cultura, degli Eventi e dell’economia della Conoscenza.

Crediamo sia necessario un piano di utilizzo e valorizzazione di tutte le situazioni/spazi/risorse presenti nel territorio comunale. Favorire un accordo paritario tra istituzione e commercianti per pianificare le aperture e le chiusure durante tutto l’anno per dare una maggiore fruibilità dei servizi ai turisti”.

Dopo il poco o nulla che è stato fatto dalla precedente amministrazione di cui lei era vicesindaca, come pensa di poter fare diversamente e perché dovrebbero votarla.
“Da ormai settimane vado sfidando Giovanni Arena a un pubblico confronto perché, confidando, purtroppo sulla memoria corta – nessuno escluso – vuole evitare una operazione trasparenza e verità.

Negli ultimi 25 anni la destra ne ha governati 20 e il centrosinistra solamente 5. Per cui la vera domanda è: chi può pensare che in cinque anni si potessero riparare i danni di 20 anni di destra?

Facciamo alcuni esempi. Il disserto del bilancio, gravato da spese consistenti come quello di Esattorie (Un ammanco di 5 milioni di euro che questa Amministrazione ha dovuto recuperare e che è riuscita a fare almeno in parte); la questione “derivati” che costa ai viterbesi 800mila euro all’anno in interessi passivi;

l’Appalto Rifiuti che ci ha visto bloccare il bilancio per quasi 1 milione di euro, per i contenziosi di qualcosa fatto male e con superficialità e che ha generato gli interventi, ancora in corso, della Procura di Viterbo e di Roma.

Che dire degli altri 3/4 milioni di euro derivanti dall’attività amministrativa del Cev, della Robur e della Francigena. Esempio delle occasioni perse: dall’aeroporto ai milioni delle asfaltature delle strade. Insomma, tutto questo abbiamo dovuto sistemare e pagare trovando le risorse per farlo.

Abbiamo ritrovato i fondi per asfaltare le strade investito 7 milioni euro, di cui 4 realizzati e 3 in fase di assegnazione o realizzazione.

Un elenco corposo che va messo in evidenza. In questi giorni è stato assegnato l’appalto e presto renderanno il via i lavori per via Garbini, piazzale Gramsci, via Gaetana, via Polidori, via Tuscia e via Villanova. Sono in fase di aggiudicazione gli interventi in via delle Fortezze con la sistemazione del parcheggio, via Salicicchia, il completamento di via Vico Squarano, l’area camper, alcune strade dei quartieri Carmine e Salamaro compresa strada Salamaro.

E’ in fase di pubblicazione il bando per il completamento del parcheggio fuori Porta Faul. Per fine anno dovranno partire i lavori per via Sant’Antonio, via Del Pilastro, via di Prato Giardino, via San Paolo e strada Bagni.

Molto c’e’ ancora da fare e si potrà farlo impegnando nel prossimo quinquennio circa 6 milioni, e facendo ricorso ad una richiesta pressante alla Regione Lazio per un piano straordinario degli asfalti. Non possiamo dimenticare i 900mila euro finanziati con fondi di bilancio per riaprire il Teatro dell’Unione. Via Cairoli (rifatta nel 1984) dopo 34 anni viene riqualificata non solo nella pavimentazione in san-pietrini, ma con il rifacimento delle fognature sottostanti che, come molti viterbesi segnalavano, rappresentavano un rischio per lo sfondamento.

Nell’elenco degli interventi non può mancare la copertura dell’Urcionio fuori porta Faul, con relativo parcheggio finanziata e appaltata per la parte relativa al primo stralcio. Da rimarcare i 2 milioni di euro investiti nell’impiantistica sportiva.

Certo senza aver recuperato 3,5 milioni di euro su quasi 5 ( unico comune coinvolto nella vicenda Esattorie che ha recuperato parte dei soldi) rischiavamo di non garantire neanche gli stipendi dei dipendenti, invece abbiamo superato parte di quella criticità e trovato risorse per tanti interventi. E tutto questo nonostante le difficoltà di una maggioranza che ha combattuto il remare contro di una parte consistente che ha condizionato pesantemente e ha generato un’immagine offuscata dell’amministrazione.

Ma anche qui abbiamo fatto un’operazione verità e trasparenza ed il Pd ha preso atto che una parte se ne è andato per costituire un nuovo soggetto a livello locale, ma visto i silenzi omissivi sulla vicenda nazionale di questi giorni, anche a livello nazionale.

Quindi oggi ci presentiamo avendo risanato il bilancio con un progetto serio, una squadra coesa nei fatti su cui non peseranno le dinamiche politiche più basse che negli anni si sono susseguite in tutte le giunte.

Nessuno porrà veti personali su scelte che riguardano la comunità perché sono scesi in campo con la loro capacità e credibilità per lavorare per la città in un momento dove i meno motivati si lasciano muovere più dall’opportunismo che dalla correttezza.

Una squadra che condivide prospettive e programmi, fatta di persone perbene oneste che antepongono il bene comune agli interessi particolari con umiltà voglia di fare senza arroganza e con una visione di politica come servizio agli altri. Questi sono i motivi per votarmi; perché abbiamo lavorato seriamente, abbiamo creato discontinuità con gli errori del passato e abbiamo risistemato alcuni dei danni di vent’anni di destra. Il resto lo finiremo nella prossima consiliatura”.


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