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Sutri - Il neo primo cittadino scherza ai microfoni di Un giorno da pecora di Rai Radio 1 e aggiunge: "Mai più sindaco"

“Darò la cittadinanza onoraria a Luigi di Maio”

Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Luigi Di Maio

Luigi Di Maio

Sutri – “Darò la cittadinanza onoraria al mio nuovo amico Luigi di Maio”. Il neosindaco di Sutri, Vittorio Sgarbi, scherza ai microfoni di Un giorno da pecora, nota trasmissione di Rai Radio 1.

Da poche ore nuovo primo cittadino del comune, che “prima – dice – era in provincia di Viterbo e ora è capitale della Tuscia, il critico d’arte, che ha ottenuto il 58,79% dei voti, ha annunciato che per prima cosa cambierà illuminazione a Sutri. “Voglio dargli luce – spiega -, perché ora è triste. Io voglio una luce chiara, limpida, luminosa. Poi – continua – celebrerò solo le unioni civili, perché sono contrario ai matrimoni di qualunque natura. Anzi, vorrei un referendum per abolirlo. Per liberare l’umanità dal matrimonio. Le unioni civili sono invece una forma di autolesionismo. Infine – scherza – darò la cittadinanza onoraria al mio nuovo amico Luigi di Maio, con cui ho fatto pace”.

Ma come saranno i primi cento giorni di governo di Sgarbi a Sutri? “Ma non li farà mai – scherzano dallo studio di Un giorno da pecora -. Si dimette prima, si dimette sempre subito”. “Li farò, li farò – assicura il neosindaco -. Generalmente, però, vengo cacciato”.

Prima di Sutri, il critico d’arte è già stato primo cittadino di altri due comuni italiani: San Severino Marche e Salemi (Trapani). “Sono l’unico in Italia – sottolinea -, ma una quarta volta non ci sarà perché tra cinque anni sarò vecchio. Da onorevole? Non mi dimetto, perché ho scelto un paese compatibile con questa carica”. Ovvero che ha meno di 15mila abitanti. “Il miglior modo per fare spending review – continua Sgarbi – è avere quattro cariche e un solo stipendio, il contrario di quello che fanno gli altri”.

E sul suo avversario alle comunali, Lillo di Maulo, dice: “Era il candidato di una sinistra contaminata dalla destra. Io invece ho fatto una lista polifonica, che andava da Rifondazione Comunista al Pd, da Forza Italia a Fratelli d’Italia. Ho messo dentro tutti, meno i 5 stelle che però non si sono presentati”.

13 giugno, 2018

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