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Finito il massacro a pugni e calci, una forchettata al collo

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Azzurra Cerretani [3]

Azzurra Cerretani

Viterbo - Omicidio in via Fontanella del Suffragio - Il fermato Stefano Pavani e la vittima Daniele Barchi [4]

Stefano Pavani e Daniele Barchi

Viterbo – Feroce omicidio in centro, in via Fontanella del Suffragio.


Multimedia: Uomo ucciso nel centro storico [5] – Omicidio in via Fontanella del Suffragio [6] – Video [7]


Maria Rosaria Aromatario, il medico legale incaricato dalla procura di Viterbo di eseguire l’autopsia sul cadavere di Daniele Barchi, non dovrà solo stabilire quando il 42enne sia morto. Ma anche come e per mano di chi. E sembrerebbe che il suo esame si stia concentrando sopratutto su una forchettata inferta al collo di Barchi, i cui segni erano ancora visibili al momento del ritrovamento del corpo. È stata letale o quella ferita era solo superficiale? Il 42enne ha spirato per quei calci, pugni e schiaffi con cui sarebbe stato riempito per quasi due giorni o no? Lo potranno stabilire solo i risultati dell’autopsia, che finiranno sulla scrivania del pm inquirente Stefano d’Arma non prima di fine luglio.

Ma sembrerebbe che la venticinquenne Azzurra Cerretani, indagata insieme al fidanzato Stefano Pavani per l’omicidio volontario di Barchi, davanti al pubblico ministero abbia detto di essere stata lei a infliggere quella forchettata. Ma, avrebbe aggiunto, “Pavani mi ha messo la forchetta in mano, ha stretto la sua mano sulla mia e ha spinto sul collo di Barchi. È stato lui a uccidere quell’uomo”. Ora quella forchetta, insieme a un coltello, ritrovati insanguinati nel cestino dei rifiuti del monolocale in cui è stato consumato l’omicidio, verrà analizzata dopo essere stata sequestrata. Gli inquirenti cercano impronte digitali e tracce di dna.



Mentre Cerretani è a piede libero, Pavani è rinchiuso nel carcere di Mammagialla da mercoledì e presto sarà sottoposto a perizia psichiatrica. Nei prossimi giorni il 31enne sarà infatti visitato dalla psichiatra viterbese Cristiana Morera. È stata incaricata dalla procura, ma anche la difesa sta valutando la nomina di un proprio consulente che prenderà parte all’accertamento. Quattro anni fa Pavani, finito a processo per aver sfregiato a colpi di bottiglia e reso cieco un 60enne di Corchiano, è stato giudicato “incapace di intendere e di volere” a causa di “un disturbo di personalità”. E ora la psichiatra Morera deve stabilire se quel disturbo di personalità sia ancora persistente o se le condizioni del 31enne si siano addirittura aggravate.



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