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Tarquinia - Carlo Leoni, coordinatore nazionale del No Trig, interviene dopo la mozione presentata dal consigliere Cesarini del M5s

“Con la geotermia la sismicità può essere significativa…”

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Tarquinia - Palazzo comunale - Sala del consiglio

Tarquinia – Palazzo comunale – Sala del consiglio

Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Martedì 19 giugno si è svolto il consiglio comunale di Tarquinia con tanti argomenti all’ordine del giorno tra cui una mozione presentata dal consigliere Cesarini del M5s, avente per oggetto: linee di indirizzo generale sulla geotermia nel territorio comunale di Tarquinia. Carlo Leoni, coordinatore nazionale del No Trig (no trivellazioni geotermiche), ha notato che nella mozione suddetta a pagina 3 è scritto quanto segue.

Il decreto Scajola, che ha dichiarato “di pubblico interesse e di pubblica utilità” la geotermia a “media entalpia”, scavalcando le amministrazioni locali, e ha liberalizzato le concessioni, causando una moltiplicazione di richieste: 31 permessi sono stati assegnati nella sola Toscana, mentre nel Lazio se ne contano 25.

Notiamo che le parole “media entalpia” per pubblica utilità non ci sono scritte. L’unica parola media entalpia è scritta solo nell’art. 1 comma b): sono risorse geotermiche a media entalpia quelle caratterizzate da una temperatura del fluido reperito compresa tra 90°C e 150°C;

Chiediamo al consigliere Cesarini del M5s di Tarquinia da dove ha tratto quella parola che sarebbe di pubblica utilità solo la media entalpia. Aspettiamo una sua risposta.

Invece nello stesso decreto negli articoli 1 e 15:

Art. 1: Ambito di applicazione della legge e competenze. La ricerca e la coltivazione a scopi energetici delle risorse geotermiche effettuate nel territorio dello Stato, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale italiana, quale definita dalla legge 21 luglio 1967, n. 613, sono considerate di pubblico interesse e di pubblica utilità […]

Art. 15: Dichiarazione di pubblica utilità. Le opere necessarie per la ricerca e la coltivazione, nonché per il trasporto e la conversione delle risorse geotermiche in terraferma, […], sono dichiarate di pubblica utilità, nonché urgenti e indifferibili”.

Ringraziamo l’assessore all’Ambiente Silvano Olmi, il quale, in consiglio comunale, ha detto che all’interno del piano energetico della regione Lazio è inserito l’offshore (sono centrali geotermiche nel mare, nelle coste e nei laghi) e l’egs (Enhanced geothermal systems), la cosiddetta “geotermia di terza generazione” che con la tecnica dell’idrofratturazione incrementano il grado di permeabilità dei serbatoi. Si tratta di una tecnica che utilizza pozzi di iniezione di fluidi (tipicamente acqua) ad alta pressione, generalmente tra 20 bar e 400 bar, producendo così fratture nella roccia e sismicità indotta.

In tal caso la sismicità può essere significativa, con magnitudo superiori alla soglia di avvertibilità e talvolta con magnitudo tali da generare danni (vedi i casi di Egs di Soultz-sous-Forets in Francia e Basilea in Svizzera).

Ci chiediamo come mai il consigliere Cesarini del M5s di Tarquinia, in consiglio comunale, non abbia parlato di questi ulteriori argomenti. Chiediamo anche in questa occasione una risposta dal consigliere Cesarini del M5s.

 

Carlo Leoni
No Trig


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25 giugno, 2018

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