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Lettere al direttore - Montefiascone - L'appello del giornalista Silvano Olmi

“Una lapide per ricordare il sacrificio dei civili durante la guerra”

Silvano Olmi del Comitato 10 febbraio

Silvano Olmi del Comitato 10 febbraio

Montefiascone – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore, ho letto con attenzione l’ottimo articolo del collega Michele Mari dal titolo “11 giugno 1944, Montefiascone liberata” e mi permetto di scriverti per aggiungere alcuni aspetti poco conosciuti dell’occupazione militare alleata nel viterbese e in particolare a Montefiascone.

Il passaggio del fronte di guerra non fu certamente indolore per la popolazione civile della Tuscia.

Ai bombardamenti anglo-americani dei mesi precedenti, che provocarono un migliaio di morti, e ad alcuni episodi di violenze e uccisioni attuati dalle truppe germaniche, si aggiunsero le distruzioni operate dai genieri tedeschi che fecero saltare con l’esplosivo diversi edifici, nel tentativo di rallentare l’avanzata dei carri armati americani.

A tutto questo si aggiunsero le violenze di ogni tipo attuate in particolare dalle truppe coloniali francesi, composte da senegalesi, marocchini, algerini e tunisini.

Questi soldati, già macchiatisi di innumerevoli stupri in Ciociaria, anche nella Tuscia e successivamente in provincia di Siena, si abbandonarono a furti, violenze carnali, omicidi e rapine.

Da una mia ricerca, che presto diventerà un libro, risulta che a Viterbo e provincia, i francesi d’Africa in particolare e le truppe alleate in generale, effettuarono razzie di bestiame, furti con scasso, aggressioni, rubarono vino ed effetti personali, violentarono una settantina di donne e commisero alcuni omicidi.

Anche a Montefiascone diverse donne furono violentate e alcuni civili pagarono con la vita l’essersi opposti a questi barbari: Abele Mezzetti, macellaio, massacrato il 20 giugno con una raffica di mitra mentre cercava di difendere la figlia da una violenza carnale, Ada Andreini e un bambino di cinque anni, uccisi entrambi il 23 giugno 1944 nei pressi della loro fattoria nelle campagne tra Montefiascone e Bolsena, e il diciottenne Luigi Carloni, ucciso a fucilate senza un motivo dai marocchini il 14 ottobre 1944.

Nessuno ricorda queste vittime. Dimenticati da oltre 70 anni.

Per questo, tramite il tuo giornale, faccio un appello all’amministrazione comunale di Montefiascone affinché sia degnamente ricordato il loro sacrificio con l’apposizione di una lapide o l’intitolazione di una via.

Grazie per l’ospitalità.

Silvano Olmi
Giornalista

15 giugno, 2018

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