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Bimba contesa - La denuncia di Mario Pili (Unidos): “Il giudice di Viterbo ha ordinato di sfondare porte e finestre di casa” - Scaduto l’ultimatum di dieci giorni concesso alla madre

“Le strapperanno la figlia di due anni e mezzo dalle braccia”

Bimba contesa - La mamma barricata in casa - La foto pubblicata su Facebook da Mauro Pili

Bimba contesa – La mamma barricata in casa – La foto pubblicata su Facebook da Mauro Pili

Bimba contesa - La protesta - La foto pubblicata su Facebook da Mauro Pili

Bimba contesa – La protesta – La foto pubblicata su Facebook da Mauro Pili

Bimba contesa - La protesta - La foto pubblicata su Facebook da Mauro Pili

Bimba contesa – La protesta – La foto pubblicata su Facebook da Mauro Pili

Viterbo – Bimba contesa, “il giudice di Viterbo ha ordinato di strapparla dalle braccia della madre. Potranno sfondare porte e finestre dell’abitazione”.

La denuncia è di Mario Pili, ex parlamentare e leader di Unidos, che sta seguendo la vicenda da vicino. Quella di una bambina contesa dalla mamma, che vive in Sardegna, e dal padre che invece risiede a Viterbo.

“Quello che sta per succedere nel piccolo paese di Baressa (in provincia di Oristano, ndr) è di una gravità inaudita – scrive Pili su Facebook -. Il giudice di Viterbo ha ordinato di strappare la bambina di due anni e mezzo dalle braccia della madre. Potranno sfondare porte e finestre dell’abitazione.

I servizi sociali del piccolo comune sono stati destituiti dal giudice, la Asl e il servizio psichiatrico dell’Asl di Oristano sono stato dichiarati inutili. L’unica colpa di questa giovane madre – conclude Pili – è quella di essere disoccupata, laureata, e soprattutto di vivere nel piccolo paese di Baressa”.

Lo scenario della vicenda è quello di una separazione conflittuale. La piccola sta con la madre in Sardegna, ma il papà ha ottenuto dal tribunale che sia affidata a lui. Ma risiede a Viterbo, e per la donna sarebbe impossibile, anche rispettando l’ordinanza, poter vedere la figlia nei giorni consentiti.

A maggio, quando i servizi sociali prima e i carabinieri poi hanno bussato alla sua porta, la mamma ha detto no e si è rifiutata di consegnare la bambina. La giudice Fiorella Scarpato, del tribunale civile di Viterbo, le ha così dato un ultimatum di dieci giorni, affinché consegnasse “spontaneamente” la piccola. Sennò, scaduto il tempo, “l’esecuzione forzata”.

A supporto della donna molti residenti di Baressa che si sono schierati, anche fisicamente, con un sit-in.

12 giugno, 2018

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