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Elezioni comunali 2018 - Viterbo - Intervista a Filippo Rossi, candidato sindaco per Viva Viterbo e Area Civica

“Mi sono ribellato all’immobilismo di Michelini…”

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Filippo Rossi

Filippo Rossi

Viterbo – “Mi sono ribellato all’immobilismo di Michelini per dimostrare ai miei concittadini che si può cambiare che il futuro della città”. Filippo Rossi, candidato sindaco per Viva Viterbo e Area Civica, spiega le sue ragioni e motivazioni. Tra i suoi obiettivi: un comitato misto tra Comune, rappresentanti dei comitati di quartiere e dei gestori delle attività produttive per rilanciare il centro storico, redigere rapidamente il capitolato per la nuova gara d’appalto per il servizio di raccolta rifiuti e una politica culturale che parta da una forte collaborazione con gli altri sindaci della Tuscia.

Centro storico, come pensa di valorizzarlo? È intenzionato ad estendere la ztl, chiudendolo definitivamente?
“Andiamo per ordine – dice Rossi -. Io non credo che a Viterbo esista un solo centro storico se lo si osserva per quello che ora offre ai Viterbesi e ai turisti.

Cerco di spiegarmi meglio: il quartiere medievale di San Pellegrino ha un certo numero di residenti, un’attività commerciale che è prevalentemente rivolta verso la ristorazione; la parte del centro storico che ha come asse centrale via Roma e corso Italia oltre ai residenti vede una offerta commerciale molto più variegata dove le attività dedicate alla ristorazione sono invece minoritarie.

Inoltre, le vie laterali hanno ormai perso ogni tipo di attività commerciale, artigianale o di servizi. Quindi, le problematiche sono ben differenti e le soluzioni devono essere adattate alle esigenze in primis dei Viterbesi residenti nel centro storico e delle attività commerciali e artigianali che vi operano.

Come ho scritto nel mio programma elettorale, non è mia intenzione imporre una soluzione calata dall’alto. Certamente le chiusure al traffico dei non residenti ad orari fissi e indipendentemente dalla stagione dell’anno non sta soddisfacendo nessuno. Serve un comitato misto tra comune, rappresentanti dei comitati di quartiere e dei gestori delle attività produttive per analizzare le situazioni specifiche e decidere le misure da adottare, ben convinto che la chiusura del centro storico è necessaria non solo per la salute dei cittadini che vi vivono e vi lavorano ma anche per il flusso turistico che porta ricchezza alla città.

Quindi la scelta anche di estendere la zona ztl verrà da un confronto periodico all’interno del comitato misto. Attenzione, però, non facciamo lo stesso errore delle piazze sottratte al parcheggio selvaggio delle automobili e lasciate, poi, desolatamente vuote. Al comitato misto il comune deve andare con delle proposte di sviluppo del centro storico che devono essere un tutt’uno con le esigenze della sua salvaguardia e fruibilità. Che senso ha chiudere al traffico una zona provocando contemporaneamente la chiusura di negozi e la fuga dei residenti? Su questo punto io farò in modo di mettere in cantiere una serie di opere che avranno tempi di realizzazione differenti”.

Tipo?
“Rimodulare la rete del trasporto pubblico della città con l’introduzione di minibus elettrici che possano collegare il centro storico con il resto della città; definire in modo operativo insieme alla Regione Lazio una strategia a medio termine per la riqualificazione dopo 50 anni d’abbandono dell’ex-Ospedale dei Grandi Infermi come centro espositivo, centro studi gestito dall’Università della Tuscia e residenze d’artista; ristrutturazione e messa in sicurezza della Torre Civica per renderla fruibile a cittadini e turisti; trasformazione del Palazzo dei Gruppi Consiliari in Palazzo delle Associazioni gestito dal comune, dove tutte le Associazioni che ne faranno richiesta possano avere a disposizione uffici, sale riunioni, collegamento internet, fotocopiatrici e altri servizi utili allo sviluppo delle loro attività associative purché di particolare rilievo storico, culturale e sociale; ristrutturare l’ex cinema Genio di proprietà del comune in una multisala cinematografica che sarà data in gestione a privati tramite bando ad evidenza pubblica; trasformare la scuola musicale in conservatorio perché sia di stimolo per la diffusione della cultura musicale e che possa offrire un’alta formazione culturale, artistica e didattica anche con l’organizzazione di Master Class nazionali e internazionali; ricollocare il mercato del sabato dal Sacrario nelle vie del centro cittadino lasciando così libero e utilizzabile il parcheggio; definire una programmazione di eventi artistici nelle piazze del centro storico affinché possa di nuovo essere il luogo d’incontro dei Viterbesi.

Sono certo che già queste azioni saranno in grado non solo di rivitalizzare il centro storico ma anche di attirare nuovi investimenti”.

Dove trovare i soldi?
“Alcuni provvedimenti sono quasi a costo zero. Per quelli più importanti si opererà trovando sponsor privati mediante l’approvazione di una normativa specifica per il partenariato pubblico-privato che ora è completamente assente nei regolamenti del Comune; instaurando un apposito assessorato per l’Europa che avrà il compito di mettere insieme soggetti pubblici e privati per la presentazione di progetti su bandi europei;

mettendo in sinergia gli interessi del comune e quelli dell’Università della Tuscia per partecipare a bandi regionali, nazionali ed europei per la riqualificazione di beni artistici e monumentali; emanando un nuovo piano per il commercio con una completa revisione in chiave liberalizzatrice di tutti i regolamenti comunali; trasformando la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Tosap) in contributo per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap) per rendere possibile la concessione del suolo pubblico a titolo gratuito per lo svolgimento di manifestazioni di alto valore culturale e artistico.

Come vedete ai problemi del centro storico rispondo con delle soluzioni concrete e con la definizione degli strumenti amministrativi che saranno la base per la loro realizzazione”.

Come crede di gestire l’emergenza rifiuti in città?
“È necessario fare chiarezza sul servizio di smaltimento dei rifiuti in città per sgombrare il campo dalle tante chiacchiere che servono solo a non dare risposta ai disagi che in questi anni i cittadini viterbesi hanno patito.

La città è sporca e in questi anni il servizio di igiene e pulizia urbana ha funzionato in modo assolutamente insufficiente e inefficiente. Questa non è un’affermazione da campagna elettorale ma è un dato oggettivo che tutti i cittadini possono confermare.

Il contratto relativo all’appalto dei rifiuti che definisce i compiti della società che gestisce il servizio è fatto male, è sbagliato, frutto non di malafede ma sicuramente di incompetenza di chi lo ha predisposto sotto l’amministrazione del sindaco Marini.

Altrettanto incapace si è dimostrato il sindaco Michelini che non solo non ha saputo porre rimedio al disservizio ereditato dalla precedente amministrazione pur avendo la possibilità di rescindere subito il contratto d’appalto ma, addirittura, non è stato neanche capace di concordare delle azioni con la ditta appaltatrice per miglioralo con il risultato di lasciare tutta la città sempre più sporca ed abbandonata.

E questa incapacità gestionale di Michelini si è ancora di più evidenziata quando, in sede di approvazione dell’ultimo bilancio comunale, ha dovuto aumentare la tassa sui rifiuti urbani approvando, al contempo, le linee guida per il nuovo appalto che sono sostanzialmente molto simili a quelle vecchie.

Questa è l’ultima prova, se ancora ce ne fosse stato bisogno, della totale incapacità amministrativa della vecchia politica viterbese, perché errare è umano ma perseverare è diabolico.

Nei primi 100 giorni da sindaco mi occuperò personalmente di trovare una soluzione che garantisca di superare tutto ciò che di negativo i cittadini hanno vissuto in questi anni. Sarà il mio primo compito quello di formulare un forte indirizzo politico e le linee strategiche affinché il personale tecnico del comune possa redigere rapidamente il capitolato per la nuova gara d’appalto del servizio di raccolta dei rifiuti tenendo conto delle esigenze dei cittadini e non certamente di quelle della società che gestirà il servizio.

Non è più possibile continuare a pagare il prezzo di questa incapacità di governare un servizio di così vitale importanza per i cittadini e per il decoro della città: finora il disservizio lo hanno pagato a caro prezzo tutti i Viterbesi che hanno sopportato 5 anni di disagi e sporcizia.

Un disservizio che, tra l’altro, ha umiliato la città nei confronti non solo dei suoi cittadini ma anche dei turisti che l’hanno visitata. In questo quadro di interventi, affronterò in modo definitivo anche la questione relativa allo smaltimento dei rifiuti nel contesto del Piano della Regione Lazio. A tal proposito, farò in modo che il comune sia un soggetto protagonista e non più subalterno adottando le opportune iniziative per assicurare a Viterbo le migliori soluzioni. Pertanto il mio impegno sarà concreto”

In che modo?
“Ridefinizione delle linee strategiche per formulare un capitolato per l’appalto della raccolta dei rifiuti urbani che metta in primo piano l’esigenza dei cittadini, dei commercianti ed artigiani a tutto vantaggio della pulizia e dell’igiene della città e degli ex-comuni; istituirò in comune una task force di cui io stesso farò parte, con il compito di controllare tutti i giorni la situazione dello stato di raccolta dei rifiuti in ogni zona della citta e degli ex-comuni. Situazione che mi sarà riferirà direttamente e in tempo reale affinché si possa intervenire subito nei contesti di emergenza;

Cercherò insieme ad un comitato tecnico le soluzioni per l’istallazione di isole ecologiche ad alta tecnologia; migliorerò il servizio per la raccolta dei rifiuti ingombranti istituendo un servizio porta a porta con prenotazione”.

Traffico e buche. Quali soluzioni?
“Cominciamo dalle buche. Capisco che il problema delle buche del manto stradale è un problema molto sentito dai cittadini. Non è un problema di oggi perché è dovuto ad anni di incuria dove nessun piano organico di intervento è stato formulato dal Comune.

Lo stesso comune che, chiamato in causa dai cittadini che hanno subito dei danni personali o alle proprie autovetture, è costretto a risarcirli togliendo ulteriori risorse economiche per altri investimenti. Come sindaco io metterò tutto il mio impegno per far redigere da subito un piano organico di interventi nel brevissimo e breve termine ricercando le migliori soluzioni tecnologiche esistenti per risolvere in maniera duratura il problema.

Per questo sarà necessario stornare dei fondi o operare dei risparmi senza diminuire soprattutto la spesa sociale. Non penso ci siano altre soluzioni. Se altri hanno in mano improbabili bacchette magiche, le mostrino ora.

Per il medio e lungo termine si deve redigere un piano d’interventi periodici sul manto dei circa 440 Km di strade che deve andare di pari passo con lo sviluppo economico della città che verrà agevolato dalle azioni del comune nel campo del miglioramento dell’offerta turistica di tutto il nostro territorio, della ristrutturazione e funzionalizzazione degli edifici di pregio della città e delle agevolazioni agli insediamenti produttivi.

A differenza di altri, io sono consapevole che da tempo siamo entrati in un’epoca in cui i soldi si devono trovare con le idee e guardando con coraggio in avanti, mettendo insieme il pubblico e il privato, lavorando con e per l’Università della Tuscia, sburocratizzando gli adempimenti del comune verso i cittadini e le imprese, liberalizzando i regolamenti senza ledere gli interessi di nessuno.

È la somma di tutte queste iniziative che può rendere ricca la nostra città per permettere di avere un bilancio tale da risolvere per sempre il problema delle buche”.

Per quanto riguarda il traffico?
“Sono convinto che si deve pensare ad una strategia di incentivazione del mezzo pubblico rendendolo efficiente ed efficace. Una città connessa, infatti, deve avere un sistema di trasporto urbano rapido e puntuale esteso su tutto il suo territorio: dal centro alle periferie.

Prendere un autobus non può più essere una scommessa! Da sindaco rivedrò completamente la rete dei trasporti pubblici, aumentando il numero di mezzi pubblici, razionalizzando le linee e la frequenza delle corse degli autobus, con lo scopo di integrare le diverse reti di trasporto locale, regionale e ferroviario e aumentando le stazioni dei taxi al Sacrario e a Porta Romana.

Punterò decisamente su modelli di mobilità sostenibile che usino autobus elettrici più piccoli e capaci di accogliere persone con disabilità motorie, maggiore frequenza nei loro passaggi, ottimizzazione dei costi d’esercizio e abbattimento dell’inquinamento dell’aria in città.

E’, quindi, un progetto di rafforzamento del trasporto pubblico locale per portare al miglioramento della mobilità urbana con l’elaborazione e la sperimentazione di itinerari circolari e radiali che consentano l’uso costante e sistematico di ciascun punto-fermata.

Parallelamente lavorerò per progettare e realizzare un nuovo e più moderno piano del traffico capace di armonizzare e rendere efficaci e razionali i collegamenti tra il centro cittadino e le sue periferie così come verso gli ex comuni e i vari poli commerciali, artigianali e industriali.

Infine darò realizzazione a parcheggi di scambio a Porta Roma e Porta Fiorentina che saranno collegati tramite il trasporto pubblico verso il centro della città. Sarà mia cura migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini implementando l’uso della mobilità alternativa con la realizzazione di una rete di Sentieri Verdi all’interno del territorio cittadino, di una pista ciclabile attorno alle mura con corsia dedicata anche ai motorini elettrici a due ruote, del rifacimento del sistema dei marciapiedi nel centro storico e degli spazi riservati ai pedoni. Infine, mi adopererò presso tutti gli Enti competenti affinché possa essere finalmente progettato e messo in opera l’ampliamento a quattro corsie della strada statale Cassia nel tratto da Monterosi a Vetralla e il completamento del collegamento stradale verso Civitavecchia.

Dove trovare i soldi per queste opere? Come per altri interventi alcuni di essi possono essere realizzati con i fondi ordinari, per altri, invece, si dovrà interagire con la Regione Lazio per partecipare ai bandi nazionale ed europei dedicati al miglioramento della mobilità cittadina. Anche in questo caso, l’istituzione di un assessorato per l’Europa sarà un cardine per la realizzazione delle opere di mobilità urbana”.

Quale è il suo piano per valorizzare le periferie e le frazioni?
“Farei una distinzione tra periferie e le cosiddette frazioni e gli ex-comuni. I quartieri periferici di Viterbo come quelli in tutte le città piccole o grandi sono nati senza pensare a realizzare punti di aggregazione sociale.

Questi non sono solo mali italiani. D’altronde è bene ricordare che il tessuto sociale ha bisogno di molti decenni per svilupparsi. Costruire nuove abitazioni non significa che si è realizzato in quel nuovo quartiere una comunità di cittadini che ha, invece, bisogno di tempo per formarsi.

Per accelerare questo processo di formazione e per non creare una barriera tra i nuovi insediamenti e il resto della città “antica”, è indispensabile che l’azione del comune provveda ad avvicinare le periferie al centro della città con un efficiente ed esteso servizio di trasporto pubblico del quale ho già discusso rispondendo alla domanda sul traffico e mobilità urbana.

Ma ciò non basta! Come sindaco farò in modo che le periferie siano pienamente integrate nella programmazione annuale degli eventi artistici, culturali e sportivi di Viterbo. Inoltre, favorirò la nascita di comitati di quartiere, di associazioni e di centri sociali e sportivi. Tutto ciò affinché il processo di valorizzazione dei quartieri periferici e delle frazioni vada di pari passo con la loro integrazione con la vita sociale e culturale del resto della città.

Discorso differente va fatto per gli ex-comuni che sono entità collettive ben strutturate a cui è stato tolto il diritto a governarsi in modo autonomo.

Non posso come sindaco mutare questa situazione amministrativa perché non ne ho i poteri, ma cambierò drasticamente la politica del comune verso queste realtà così importanti. Per questo motivo ho deciso che aprirò in ognuno dei tre ex- comuni, Bagnaia, San Martino al Cimino e Grotte Santo Stefano, un ufficio del comune con la presenza quotidiana di un delegato del sindaco, impegnandomi io stesso ad essere presente almeno una volta al mese e, comunque, quando richiesto dai cittadini.

Questo è un modo concreto, rapido e a costo zero per essere vicino ai problemi di quelle comunità, controllando anche che tutti i servizi comunali siano garantiti. Per quanto riguarda l’investimento sul territorio presenterò specifici progetti di sviluppo.

Per Bagnaia mi impegnerò a stipulare un accordo con il ministero dei Beni Culturali affinché il comune possa assumere un ruolo più importante nella gestione di Villa Lante e attuare una serie di interventi per la sua promozione turistica a livello internazionale. Allo stesso tempo ciò consentirà al comune di investire su un bene non di sua proprietà ma di fondamentale importanza per lo sviluppo economico e turistico di tutto il territorio viterbese; porre fine al degradante parcheggio selvaggio di cui Bagnaia è vittima, riorganizzandolo in forma moderna e collegandolo al resto del paese; riprendere il progetto di un treno che da Roma arrivi a Bagnaia come fosse una sorta di ”crociera” culturale e monumentale; completare l’utilizzazione della sede della scuola media ristrutturata individuando spazi da assegnare ad associazioni con fini sociali e all’Università della Tuscia.

Per San Martino al Cimino mi impegnerò affinché il comune la consideri come una meta turistica autonoma dal resto della città capace di ospitare grandi manifestazioni ed eventi musicali in grado di riportare l’attenzione sulla nostra “città ideale” rilanciando il “marchio” San Martino al Cimino.

Il borgo dovrà diventare la nostra vetrina sul mondo dell’enogastronomia locale, una sorta di fiera delle fiere che possa attrarre decine di migliaia di turisti avendo individuato un’area parcheggio esterna alle mura.

Per Grotte Santo Stefano si deve agire subito perché risente più degli altri ex-comuni dell’isolamento da Viterbo, sia per ragioni storiche sia per l’effettiva distanza dal capoluogo. Mi impegnerò a creare le condizioni per il potenziamento dei trasporti da e verso Viterbo, per una regolamentazione urbanistica e l’ottimizzazione delle risorse produttive e per la creazione di uno spazio polivalente destinato alle attività delle associazioni culturali e sociali che operano sul suo territorio.

Inoltre lavorerò per la valorizzazione di alcune sue realtà storiche e culturali come le grotte sfruttando la vicinanza con Ferento, ridotta attualmente solo a location per spettacoli estivi”.

Come si rilancia l’economia della città? E il turismo?
“Per rilanciare l’economia di Viterbo bisogna investire su quello gli proviene dalla sua storia e dal suo territorio. In una sola parola investire nel turismo di questa meravigliosa città d’arte che è Viterbo, immersa in un territorio fantastico e unico per le bellezze paesaggistiche.

Cinque anni fa ero fortemente criticato dagli altri candidati sindaco perché affermavo con vigore queste stesse cose che ora, dopo cinque anni, fanno parte delle proposte dei miei competitori. Se permettete è una soddisfazione che la mia testarda ripetizione di investire in cultura, turismo ed eventi artistici sia arrivata alle orecchie di chi prima, sordo, mi criticava come uno snob che pensava solo ai libri e non parlava “dei problemi veri della gente”.

Ora per tutti loro il volano da utilizzare per invertire la tendenza economica negativa della città è il turismo. Peccato che, a dispetto di chi è salito maldestramente in corsa su questo treno, io ho dimostrato nei fatti che ciò è possibile. Non si può negare che Caffeina, con fondi nella maggior parte privati, abbia dimostrato che è possibile portare decine di migliaia di visitatori a Viterbo sia in periodo estivo con il Festival letterario, sia in quello invernale con il Christmas Village. Come sindaco metterò a disposizione questa mia esperienza di 12 anni di lavoro nel campo della promozione culturale e turistica della città.

Impegnerò delle risorse per la promozione turistica della città sui mezzi di comunicazione tradizionali (radio e televisione) e su quelli che offre la moderna tecnologia informatica. Amplierò la funzionalità dell’applicazione Visit Viterbo introducendo altre lingue oltre a quella inglese e la collegherò in maniera più diretta con gli operatori turistici, del commercio e dell’artigianato.

Come è presente nel mio programma, mi impegnerò in prima persona per la ristrutturazione e riqualificazione di importanti edifici pubblici da decenni in abbandono per aumentare l’attrattiva turistica. Così farò anche per migliorare l’offerta culturale della città: dalla riqualificazione e ampliamento del Museo Civico, alla realizzazione di un Museo multimediale della Macchina di Santa Rosa con una sala per proiezioni 4D e di realtà virtuale aumentata per far assaporare al visitatore le emozioni del trasporto della Macchina da integrare con il materiale conservato nel Museo del Sodalizio dei Facchini a cui resterebbe la gestione dell’intero Museo Multimediale.

Infine, darò vita alla Viterbo Film Commission che, in partnership con la Lazio Film Commission avrà il compito di proporre il nostro territorio per la realizzazione di film e serie televisive.

Questo sarà solo il punto di partenza della mia attività amministrativa rivolta allo sviluppo economico di Viterbo che permetterà, comunque, di ottenere un grande aumento di posti di lavoro nel settore turistico, culturale e dell’accoglienza.

Voglio ricordare che un euro speso per il turismo ne genera almeno dieci per la città. Finalmente, partendo da queste azioni, si potrà iniziare ad agire su altre problematiche che sono state completamente ignorate da decenni di immobilismo delle Amministrazioni comunali: lo sviluppo di una seria politica per il lavoro per non vedere i nostri figli e nipoti partire per trovare fuori un lavoro soddisfacente.

A mio avviso, per avviare questa politica è necessario mettere insieme tutte le forze sane del territorio: gli associazioni imprenditoriali, i sindacati e l’Università della Tuscia. Il primo passo lo deve fare il comune.

Darò vita ad una normativa specifica per il partenariato pubblico-privato che ora è completamente assente nei regolamenti del comune.

Questo strumento amministrativo permetterà di formare società con imprenditori e finanziatori privati per sviluppare progetti ad alto valore aggiunto nel rispetto di quelle che sono le potenzialità e professionalità del nostro territorio. Inoltre, farò ogni sforzo verso gli enti competenti per il completamento della trasversale Viterbo-Civitavecchia e l’ampliamento a quattro corsie della strada statale Cassia nel tratto da Monterosi a Vetralla.

Sarà una battaglia politica importante giocata a tutto campo perché questi lavori sono destinati a cambiare la storia economica del nostro territorio collegandolo al porto laziale e agli aeroporti internazionali di Roma Fiumicino e Ciampino”.

Quale sarà la sua politica culturale?
“Io ho una visione a tutto campo della politica culturale che intendo sviluppare per Viterbo e per l’intero territorio della Tuscia. In primis farò in modo di stabilire una forte collaborazione con gli altri sindaci della Tuscia nella convinzione che uniti si vince, di campanilismo, se va bene, si sopravvive.

Prospetterò ai Sindaci la creazione di un Distretto Culturale della Tuscia che metta in rete e in sinergia le bellezze artistiche ed architettoniche di tutti i centri del territorio e lavori per la promozione dei nostri prodotti tipici per ottenere la denominazione di origine di prodotto della Tuscia. Questo progetto avrà ricadute per la città di Viterbo perché la farà rientrare in un percorso turistico più vasto aumentando il numero di giorni di pernottamento per turista.

Per quanto riguarda la città il mio indirizzo culturale sarà portato avanti da un apposito ufficio comunale che curerà l’organizzazione di tutti gli eventi culturali e le manifestazioni artistiche e musicali della città da sviluppare durante tutto l’anno.

Ma non solo questo: ho intenzione di recepire le idee delle associazioni che operano nel campo della cultura, dell’arte, del ballo, del sociale e dello sport creando per loro un luogo di incontro che sarà il palazzo delle associazioni che prenderà vita nell’attuale palazzo dei gruppi consiliari.

Sarà un luogo attrezzato con risorse multimediali per favorire l’incontro e il confronto di idee tra le realtà associative viterbesi operanti in centro come in periferia. Dalle loro attività dovranno scaturire idee di manifestazioni ed eventi che arricchiranno l’offerta e la crescita culturale della città. Particolare attenzione dedicherò alle associazioni sportive perché svolgono un importante ruolo nell’educazione civica dei giovani, degli adulti e della terza età”.

Lei ha governato con la precedente amministrazione. Per un periodo è stato anche nella maggioranza. Perché stavolta le dovrebbero dare fiducia, visto anche che il consiglio comunale non era il luogo da lei più frequentato?
“Per mia natura sono ottimista e fiducioso del mio prossimo e credo nella sua buonafede fino a prova contraria. Io avevo e ho un grande amore per la mia città e credo di averlo dimostrato ai miei concittadini.

Sono convinto di avere le competenze e la visione politica per contribuire a darle una nuova vita. Di conseguenza, cinque anni fa ho ritenuto che fosse la migliore scelta quella di allearsi per fare o tentare di fare piuttosto che non fare nulla.

Quella decisione, sia ben chiaro, non la rinnego. Solo per questo motivo ho appoggiato al secondo turno il sindaco Michelini perché speravo che mi fosse data l’opportunità di raggiungere qualcuno degli obiettivi del mio programma elettorale, almeno quelli che potevano facilmente essere posti in sintonia con quelli di Michelini.

Così non è stato. C’era sempre un qualche motivo più o meno reale che impediva di portare avanti qualsiasi progetto da me proposto. Quindi, dopo poco più di un anno e mezzo, mi sono dimesso da presidente del consiglio comunale rinunciando al gettone di presenza. Mi sembra già questo un fatto raro nella politica italiana e locale.

Non ho addotto problemi personali per le mie dimissioni, ma ho esposto di fronte al consiglio comunale la mia insoddisfazione per l’andamento politico voluto e impresso dal sindaco Michelini.

Pensavo che questo fatto potesse far riflettere il sindaco, ma così non è stato. Nonostante ciò abbiamo continuato, come Viva Viterbo, a dare il nostro contributo fino a quando abbiamo capito che nulla poteva modificare la situazione e l’imbarazzo per la immobilità dell’azione amministrativa e politica di Michelini è diventata così pesante che ci ha indotto ad uscire dalla maggioranza per il rispetto dovuto ai nostri elettori e a tutti i cittadini viterbesi.

Noi siamo stati coerenti, convinti fino all’ultimo di poter fare qualcosa di significativo, apportando la nostra esperienza e le nostre idee. Non ci è stato permesso. Questa nostra coerenza, questa nostra volontà di portare avanti con ostinazione le nostre proposte è la migliore assicurazione che diamo agli elettori per amministrare il futuro della nostra città.

Sì, è vero, la mia presenza in consiglio comunale non è stata così assidua. Ma non è il caso di prenderci in giro e nascondersi dietro un dito. Il sistema maggioritario che regola la vita dei comuni è un ottimo sistema elettorale che concede al sindaco grandi poteri.

Come contropartita, se il sindaco si dimostra debole e inadeguato, o viene sfiduciato dalla sua maggioranza o non fa niente. Quest’ultimo è stato il caso di Michelini: una brava persona, per carità, ma un sindaco inutile, evanescente.

Lo affermo con decisione: in questa situazione io ho deciso che era meglio lavorare duramente per dimostrare che qualcosa si può fare anche a dispetto di un’amministrazione comunale immobile, senza idee e con lo sguardo perso nel vuoto.

Ho realizzato dal nulla con l’apporto volontario di tantissimi amici, il Caffeina Christmas Village che ha visto per ogni edizione quasi 100000 visitatori; con l’apporto della curia di Viterbo ho realizzato il Teatro Bistrot e Libreria Caffeina in via Cavour riportando in vita “il pidocchietto”, un edificio abbandonato che è ancora nel cuore e nella memoria di tantissimi Viterbesi.

Ho fatto male? Non lo so. So solo che è stata una ribellione contro l’immobilismo politico e amministrativo di Michelini, contro coloro che nella maggioranza ritenevano troppo difficile realizzare ogni tipo di progetto, per dimostrare ai miei concittadini che si può cambiare che il futuro della città e della vita di ciascuno di noi è solo nelle nostre mani e che, insieme, possiamo farcela: basta volerlo”.


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7 giugno, 2018

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