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Processo Cev, rimane solo un imputato

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Viterbo - Giancarlo Gabbianelli all'uscita del tribunale [4]

Viterbo – Giancarlo Gabbianelli all’uscita del tribunale

I pm Franco Pacifici e Paola Conti [5]

I pm Franco Pacifici e Paola Conti

Viterbo – Buco milionario della società municipalizzata, si è chiuso con una pioggia di prescrizioni e una sola posizione ancora in piedi l’ex maxiprocesso Cev.

Oltre a Gabbianelli, ieri hanno accettato la prescrizione e sono fuori dal processo cinque imputati: Armando Balducci, Amedeo Orsolini, Mauro Di Stefano, Attilio Moretti e Maurizio Guerrini.

Il processo prosegue in solitaria per l’ingegnere Claudio Ciucciarelli, l’unico imputato di concussione (reato che si prescriverà in appello), parte civile un imprenditore. La discussione è stata rinviata al prossimo 11 settembre e quel giorno potrebbe arrivare anche la sentenza di primo grado, utile al fine di un eventuale risarcimento all’imprenditore che si sente danneggiato. 

Processo Cev. Un processo che nelle ultime udienze si è distinto per una lunga serie di colpi di scena. L’ultimo ieri, con la sofferta revoca della rinuncia alla prescrizione da parte dell’imputato numero uno, l’ex sindaco Giancarlo Gabbianelli che, con la voce rotta dall’emozione, ha letto davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei una lunga lettera (riportata sotto integralmente) nella quale spiega i motivi della sua decisione. 

Un gesto a sorpresa da parte dell’unico imputato che non ha mai mancato un’udienza, giunto a otto anni dall’inizio del processo e a un decennio dalla maxinchiesta dei pm Paola Conti e Franco Pacifici che ha fatto tremare i piani alti dell’imprenditoria e della politica viterbesi. 

Da parte di Gabbianelli un passaggio rivolto alla famiglia, ma anche uno rivolto ai viterbesi, chiamati fra pochi giorni a scegliere il loro nuovo sindaco.

“Questo processo – ha sottolineato l’ex sindaco ai giudici – impedisce a non meno dell’ottanta per cento dei cittadini viterbesi di tradurre il loro amore e la loro stima nella possibilità che il sottoscritto ricopra quel ruolo, per cui mi incalzano con affettuosa sollecitudine ogni giorno”.

La sensazione è che Gabbianelli, sindaco di Viterbo dal 1999 al 2008, voglia tornare all’agone politico. 

Durissima la reprimenda contro la  procura, che lo scorso 3 aprile aveva citato gli ex imputati prescritti, tra i quali ieri era presente, pronto ad essere sentito come testimone dell’accusa, l’ex assessore, nonché candidato, Paolo Muroni.

“Il comportamento processuale della procura – ha detto in aula l’ex sindaco – dimostra che essa stessa è ben cosciente dell’insussistenza delle accuse e sono certo che non le saranno sufficienti i nove testi citati, ma ci troveremo di fronte ad altre richieste, con prevedibile accoglimento del tribunale e quindi con allungamento dei tempi processuali di altri anni”. 

Tra i neo-promossi testimoni, avrebbero dovuto essere ascoltati anche il coordinatore comunale di Forza Italia, Giovanni Arena, e il deputato Mauro Rotelli, eletto lo scorso 4 marzo alla camera per Fratelli d’Italia. Oltre agli ex consiglieri comunali ed assessori dell’era Gabbianelli, Paolo Muroni e Marco Bracaglia e l’ex comandante della polizia locale Alfredo Matteucci.

Dopo un lunghissimo e durissimo braccio di ferro con le difese, sembrava l’avesse spuntata la procura. “La loro deposizione è indispensabile. Per amore della verità”, ha ribadito lo scorso 3 aprile alla presidente Silvia Mattei (a latere Giovanni Pintimalli e Giacomo Autizi) il sostituto procuratore Pacifici, sicuro di poter provare l’associazione per delinquere, contestata all’ex sindaco, all’ex city manager Armando Balducci e ad altri 14 dei 35 indagati iniziali, imputati a vario titolo di corruzione e abuso d’ufficio. 

Silvana Cortignani


 – Processo Cev, Giancarlo Gabbianelli: “Accetto la prescrizione” [6]


Il testo integrale della lettera letta in aula da Giancarlo Gabbianelli

La prima udienza di questo processo si è celebrata il 30 giugno del 2010 a meno di cinque giorni da quando mi sono stati chirurgicamente impiantati due stents alle coronarie. Non chiesi rinvii, come mai nel corso di questi lunghi otto anni.

Ho prestato, unico imputato, interrogatorio dinanzi a questo tribunale, ho rinunciato all’ascolto dei testi a difesa, ho richiesto lo stralcio della mia posizione per essere giudicato immediatamente, essendo questo processo maturo per la decisione già nel lontano 2015.

L’attuale collegio ha richiesto alle parti di ridurre le loro liste testimoniali onde arrivare alla conclusione del presente processo. Abbiamo aderito, anche perché avevamo già rinunciato ad ascoltare anche uno solo dei nostri testi indicati nei termini di legge. Ciononostante, rinvii semestrali hanno portato alla maturazione delle prescrizioni.

All’insediamento del presente collegio ci siamo dichiarati d’accordo alla lettura degli atti, ma la procura si è pronunciata in senso contrario, senza aggiungere alcunché ai vari “confermo le precedenti dichiarazioni” pronunciati dai testi ascoltati. Mi si dice che tale comportamento non trova riscontri rispetto a quello di tutti i tribunali italiani. 

Il fatto che il tribunale abbia accolto la richiesta della procura di sentire come testi ex imputati prescritti, non mi crea problemi dal.punto ri vista processuale. Non si può dimostrare, anche con certi mezzi che non voglio qualificare, la colpevolezza di chi ha già ampiamente dimostrato di essere completamente innocente.

Del resto il comportamento processuale della procura dimostra che essa stessa è ben cosciente dell’insussistenza delle accuse e sono certo che non le saranno sufficienti i nove testi citati, ma ci troveremo di fronte ad altre richieste, con prevedibile accoglimento del tribunale e quindi con allungamento dei tempi processuali di altri anni.

Ciò mi viene indotto da un comportamento dei rappresentanti della procura che non so da cosa sia motivato, perché ritengo che gli stessi siano assolutamente convinti, se non del bene arrecato ai cittadini viterbesi anche dal punto di vista dell’arricchimento dei bilanci comunali, della mia assoluta innocenza.

Ma quello che si è verificato alla fine, ma soprattutto all’inizio dell’udienza del 3 aprile scorso, mi fa ritenere che, per rispetto del mio profondo senso della giustizia con la “G” maiuscola, non è corretto continuare a sottrarre alla mia famiglia serenità, a sottoporla ad immotivate angosce e quindi aggiungere anche un solo attimo della mia vita alla dilapidazione di dieci anni della stessa provocatomi da questo ingiusto processo.

Processo che di fatto impedisce a non meno dell’ottanta per cento dei cittadini viterbesi di tradurre il loro amore e la loro stima nella possibilità che il sottoscritto ricopra quel ruolo, per cui mi incalzano con affettuosa sollecitudine ogni giorno.

Pertanto revoco la mia dichiarazione di rinuncia alla prescrizione.

Giancarlo Gabbianelli


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