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Processo al capitano Massimo Cuneo - La difesa dell'ufficiale dei carabinieri scatenata contro il magistrato, che incassa la piena solidarietà della procura: "Si è scelta la linea della spettacolarizzazione"

“Il pubblico ministero è indagato, lo invitiamo ad astenersi”

di Silvana Cortignani
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Massimo Cuneo, ex comandante dei carabinieri di Tuscania

Massimo Cuneo, ex comandante dei carabinieri di Tuscania

 

I pm Franco Pacifici e Paola Conti

I pm Franco Pacifici e Paola Conti

Viterbo – Al via con un tentativo di colpo di scena da parte della difesa il processo all’ex comandante della compagnia dei carabinieri di Tuscania Massimo Cuneo.

“La pm Paola Conti è indagata a Perugia, la invitiamo ad astenersi”, ha detto l’avvocato Pierluigi Mancuso, che assiste l’ufficiale dell’arma, chiedendo l’estromissione dal processo del sostituto procuratore al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei. 

“Il pm è indagato – ha proseguito Mancuso – per un esposto alla procura umbra, competente per i magistrati viterbesi, in cui Cuneo è la parte offesa. Un esposto relativo a condotte del pubblico ministero ritenute penalmente rilevanti, per fatti legati a questa inchiesta. La invitiamo quindi ad astenersi”.

Un tentativo di colpo di scena duramente stigmatizzato dal procuratore facente funzione Franco Pacifici : “Mi meraviglio – ha detto – che l’invito ad astenersi sia giunto questa mattina in pubblica udienza. Evidentemente è stata scelta la linea della spettacolarizzazione, che certo non aiuta lo svolgimento del processo”.

“Sono qui perché sono state valutate tutte le cose che dovevano essere valutate. Sono qui a dire, d’accordo con il procuratore capo Paolo Auriemma, che il titolare del procedimento è Paola Conti”. ha proseguito Pacifici portando il ringraziamento della procura della repubblica di Viterbo alla dottoressa Conti per il lavoro svolto. “Non si può trattare così una persona”, ha concluso Pacifici. E l’umore non era dei migliori.

“Non spetta al tribunale dire di astenersi al pubblico ministero e il pubblico ministero non si astiene”, ha rimarcato la presidente Mattei, dopo una breve camera di consiglio del collegio, rispondendo all’eccezione preliminare del difensore di Cuneo.

L’udienza è quindi proseguita come da programma, con la rituale ammissione delle prove, tra le quali la pm Conti ha chiesto la trascrizione delle intercettazioni telefoniche, sottolineando, a favore della difesa: “Andranno scelte le conversazioni da trascrivere, dal momento che, come succede, ci sono anche conversazioni private, che riguardano la sfera privata dell’imputato”.

Il prossimo 17 luglio accusa e difese trarranno le rispettive conclusioni, quindi si procederà con la calendarizzazione del processo. 

Cuneo è stato rinviato a giudizio lo scorso 31 ottobre dal gup Savina Poli al termine di una lunga e travagliata udienza preliminare. 

L’ufficiale, che finì ai domiciliari l’11 febbraio 2015, deve rispondere davanti al collegio di peculato d’uso, abuso d’ufficio, rivelazione di segreto d’ufficio, truffa e falso in concorso. Questi ultimi due reati con l’imprenditrice Marinella Menichetti, per dei lavori di ristrutturazione nella caserma dei carabinieri di Tuscania, di proprietà del Comune, che si sente parte offesa e si è costituito parte civile.

Cuneo ha lasciato la Tuscia nell’estate 2014 per un incarico al ministero delle politiche agricole. Intercettato per altri motivi, si sarebbe tradito rivelando ad alcune ditte viterbesi – aziende agricole, caseifici e similari – che ci sarebbero stati degli accertamenti, invitando i titolari a mettersi in regola. Motivo per cui è finito indagato, tra le altre cose, per rivelazione di segreto d’ufficio. Il peculato d’uso, invece, è legato ad alcuni viaggi privati, si parla di 5-6 spostamenti, che l’ex comandante avrebbe fatto con la macchina di servizio.

Silvana Cortignani


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6 giugno, 2018

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