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Tribunale - Capranica - 4 anni per rapina aggravata per un pregiudicato e un anno e 8 mesi ciascuno per gli altri due, incensurati, per ricettazione

Rapine seriali al Todis, chieste tre condanne per oltre sette anni

Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Viterbo - La conferenza stampa dell'operazione Birretta - Il procuratore capo Paolo Auriemma

Viterbo – Il procuratore capo Paolo Auriemma

Capranica – Rapine seriali al Todis di Capranica, il procuratore capo Paolo Auriemma, ieri in aula nelle vesti di pm, ha chiesto la condanna dei tre imputati ancora sotto processo per rapina aggravata e ricettazione davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone.

Rispettivamente quattro anni di reclusione per rapina aggravata per un pregiudicato e un anno e otto mesi ciascuno per gli altri due, incensurati, per ricettazione.

A suo tempo furono arrestati in cinque. I banditi, tra ottobre e novembre del 2013, fecero irruzione tre volte nel supermercato, usato come una sorta di bancomat, facendosi consegnare l’incasso a volto coperto e armati di una pistola, risultata poi un’arma giocattolo priva del tappo rosso.

Il covo era in pieno centro storico, in un appartamento all’ultimo piano del civico 8 di piazza del Palazzaccio. Nella cantina i carabinieri del comandante Filippo D’Angelo, che hanno brillantemente risolto il caso, hanno rinvenuto anche la refurtiva frutto dei furti messi a segno nottetempo, nello stesso periodo, sempre all’interno dello stesso esercizio commerciale.

Auriemma, in particolare, ha chiesto la condanna a quattro anni per rapina aggravata di uno dei tre, un pregiudicato 23enne che, al momento degli assalti al Todis, aveva appena finito di scontare una pena di tre anni e quattro mesi, sempre per reati contro il patrimonio. Ha invece chiesto un anno e e otto mesi ciascuno per i presunti complici, accusati del solo reato di ricettazione perché, a differenza dell’altro, non furono arrestati in flagranza di reato. 

Non c’è due senza tre. Tre rapine in un mese – il 16 e il 26 ottobre 2013 e il 4 novembre 2013 – ma è una sola quella per cui i banditi sono finiti sotto processo, l’ultima, quando i carabinieri appostati fuori del market hanno fatto scattare le manette a uno dei banditi, catturato dallo stesso personale che gli ha impedito di darsi alla fuga serrando le porte. 

Era la sera del 4 novembre 2013, verso le 19.30, poco prima dell’orario di chiusura. Furono gli stressi dipendenti del discount, esasperati, a bloccare uno dei due banditi armati di pistola e col volto travisato da passamontagna che avevano fatto irruzione nel supermercato al chilometro 54 della Cassia.

In coppia con un complice aveva puntato la pistola contro la cassiera per farsi consegnare l’incasso della giornata. Il complice armato di una scacciacani riuscì a scappare a bordo di una vettura che lo aspettava nel parcheggio, una Giulietta di colore bianco, presumibilmente con un palo a bordo. Finì invece subito in manette, arrestato in flagranza dai carabinieri, l’altro bandito, un pluripregiudicato originario di Roma ma residente a Capranica, di appena 23 anni, riconosciuto dai testimoni anche per le due rapine precedenti.

A casa del baby-rapinatore, i carabinieri trovarono i circa 5mila euro del bottino, due taglierini tipo “cutter”, un passamontagna scuro, un martello rosso e diversi cellulari. Ma soprattutto trovarono i cinque presunti complici che, in virtù della presenza della refurtiva, furono tutti denunciati a piede libero per ricettazione in concorso.

Nei guai finirono un 24enne anche lui di Capranica; un 33enne, un 21enne e un 20enne di Sutri; e un 37enne di Roma, quest’ultimo arrestato per evasione dai domiciliari. Per due di loro il gup Stefano Pepe ha deciso il non luogo a procedere, mentre sono tuttora sotto processo gli altri tre, come chiesto dal pm Paola Conti.

La sentenza è stata rinviata al 17 ottobre, quando saranno sentite prima le difese. 

Silvana Cortignani


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14 giugno, 2018

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