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Elezioni comunali 2018 - Viterbo Intervista a Paola Celletti, candidata sindaco per Lavoro e Beni comuni

“Rappresentanza civica in consiglio per valorizzare diritti ed esigenze”

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Paola Celletti

Paola Celletti

Viterbo – “Rappresentanza civica in consiglio comunale per valorizzare i diritti e le esigenze dei residenti”. Paola Celletti, candidata sindaco per Lavoro e Beni comuni, si presenta. Tra i suoi obiettivi: estendere la zona ztl per chiudere il centro con gradualità, interrompere una catena di esternalizzazioni del servizio di raccolta rifiuti costose e inefficaci, rilanciare il lavoro stabile e dignitoso e sviluppare un piano turistico attraverso un pacchetto che comprenda il rilancio del sistema termale e la valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico.

Centro storico, come pensa di valorizzarlo? 
“Il centro storico – dice Celletti -, gioiello architettonico e artistico, rappresenta per noi, insieme al piano per Viterbo città termale e a quello per la realizzazione di un distretto agroalimentare di importanza interprovinciale, il volano per il rilancio economico di questa città.

Il nostro scopo è far rivivere gli spazi del centro ai suoi abitanti e ai turisti attraverso un piano, finalizzato all’occupazione e al lavoro, che risponda al soddisfacimento delle esigenze di residenti, di piccole imprese e al rilancio dell’edilizia puntando sulla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

A tal fine necessita destinare contributi  significativi, spalmati su più anni, per l’apertura di nuove attività artigianali, artistiche e commerciali; destinare immobili comunali non utilizzati a centri di aggregazione culturale e ludica gestiti da associazioni culturali e di volontariato; mettere in atto sgravi fiscali  per chi ha intenzione di investire sugli immobili del centro; defiscalizzare in maniera progressiva  le attività  già operanti in centro; erogare contributi per affitto finalizzati a riportare le persone a risiedere al centro, con particolare attenzione alle coppie giovani; creare uno sportello di ascolto per residenti e imprese del centro storico. E ancora destinare un fondo annuale per la promozione e la pubblicità dello sviluppo turistico del centro della città.

Bisogna riservare posti auto ai residenti nelle immediate vicinanze alla zona ztl, che nel tempo sono stati cancellati senza prevedere un piano di servizi sostitutivi la creazione di nuovi parcheggi fuori le mura che nel nostro  progetto urbanistico della città sono individuati in modo preciso (un  esempio sfruttando l’area ricavata dall’interramento della ferrovia da Porta Romana sino al lato opposto della città).

Ridisegnare completamente un nuovo trasporto pubblico efficiente e capillare attraverso una forte intensificazione  di navette elettriche affinché si riesca ad eliminare  il traffico di auto al centro
rendere fruibile il centro storico ai disabili attraverso un piano di abbattimento delle barriere architettoniche ben dettagliato, attenzione per la pulizia, il decoro e la manutenzione delle vie anche attraverso l’aumento dei contenitori per i rifiuti e il controllo dell’arredo urbano delle piazze anche posizionando semplici fioriere decorative e avendo cura della loro manutenzione.

E’ intenzionata a estendere la
 ztl, chiudendolo definitivamente?


“Siamo intenzionati a estendere la zona ztl per chiudere il centro con gradualità. Per arrivare a ciò occorre realizzare però un piano di strutture e di servizi come i parcheggi adiacenti le mura, (sfruttando l’interramento della ferrovia da Porta Romana alla zona opposta), un trasporto pubblico efficiente e capillare attraverso una forte intensificazione di navette elettriche e mezzi no-oil e aver reso fruibile la città ai disabili e agli anziani attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche”.

Come crede di gestire l’emergenza rifiuti in città?
“A settembre 2018, scadrà il contratto per l’appalto del servizio dei rifiuti. Intanto, l’atto di indirizzo già approvato, in sostanza, riproduce il modello già applicato a Viterbo e annuncia nuove grosse stangate dopo il voto.

Noi riteniamo sia doveroso disegnare uno scenario da perseguire interrompendo una catena di esternalizzazioni del servizio costose e inefficaci.

Non è utopia, basta spostarsi di pochi km, nei comuni virtuosi dell’Umbria dove possiamo apprezzare pulizia, decoro nelle città e costi ridotti per i cittadini. Inoltre, applicando quel modello, il ricavato dei rifiuti riciclabili a favore del Comune permetterebbe di ridurre i costi della Tari.

La raccolta differenziata avviene, infatti, attraverso una tessera magnetica gratuita e personalizzata con cui si deduce il peso dello scarto ricliclabile che dà diritto a uno sconto, documentato al cittadino volta per volta tramite scontrino e totalmente detratto a fine anno sull’imposta Tari.

La ricicleria, inoltre, accoglie nello stesso momento tutti i tipi di rifiuti differenziati riducendo il disagio dei cittadini costretti a smaltire i rifiuti su giorni diversi.

Accanto alla raccolta attraverso la ricicleria, si ripropone lo stesso posizionamento dei contenitori dei rifiuti di quando non era ancora attiva la differenziata, questa volta, però,  introducendo contenitori differenziati.
Si eviterebbe così il degrado dei sacchetti di plastica in tutti gli angoli delle strade si otterrebbe un agevole servizio già sperimentato e condiviso dai cittadini.

Queste semplici misure, accanto ad una mirata informazione ai cittadini, porterebbe anche ad un aumento della differenziata e quindi  ad un ricavo per il Comune , alla riduzione dei  costi per i cittadini e al decoro per l’ambiente

Un progetto di questo genere si integra a un’idea di reinternalizzazione del servizio che azzeri il costo relativo all’utile dell’azienda privata e lo trasformi in qualità del servizio e risorse alla città. I rifiuti sono un terreno difficile, ma non può essere tollerabile che ogni amministrazione scarichi la responsabilità sulla precedente”.

Traffico e buche. Quali soluzioni?
“Due problemi assolutamente diversi: il secondo rientra nella sfera di una corretta manutenzione con appropriati materiali e adeguato spessore del manto stradale, che con oculate ed attente manovre di bilancio, potrà e dovrà essere sempre garantita. Corrette scelte nel modo di utilizzare le finanze pubbliche, derivanti da risparmi e oneste gestioni di appalti, determineranno gli stanziamenti necessari per una efficace e sistematica manutenzione.

Il primo, il traffico, come già illustrato nel nostro programma per il riassetto urbano e recupero del territorio, presentato il 2 febbraio 2018 alla cittadinanza, riguarda un studio preliminare alla stesura di un piano organico che comprenda tutta la città e che dovrà essere predisposto prima di intervenire con eventuali ed auspicabili, chiusure di parti della stessa.

Gli interventi sul territorio non possono essere improvvisati o eseguiti su pressioni emozionali, dovranno essere studiati e finalizzati ad interessi comuni.

Riservare posti auto ai residenti nelle immediate vicinanze alla zona ztl, che nel tempo sono stati cancellati senza prevedere un piano di servizi sostitutivi
– la creazione di nuovi parcheggi fuori le mura che nel nostro progetto urbanistico della città sono realizzabili anche utilizzando le aree liberate dall’interramento della ferrovia.

– redazione di un piano generale per la mobilità con bike sharing (con bici assistite elettricamente e ricaricabili in loco) e bus navetta elettrici che consentiranno una comoda percorribilità del centro senza ricorrere al mezzo privato.

– rendere fruibile il centro storico e l’intera città a disabili ed anziani attraverso un piano per l’eliminazione di ogni forma di barriera architettoniche. Il piano sarà redatto sulla base di uno studio approfondito volto alla rimodulazione della viabilità interna ed esterna”,
 
Qual è il suo piano per valorizzare le periferie e le frazioni?
“I cittadini delle frazioni pagano le stesse tasse, ma spesso non riescono a usufruire a pieno dei servizi e della dovuta attenzione. Prendiamo ad esempio Bagnaia dove da anni la delegazione comunale è chiusa e i residenti (penso in particolare agli anziani) per un semplice certificato sono costretti a recarsi a Viterbo; se non hanno un mezzo proprio perdono intere mattinate perché i trasporti pubblici da e per Viterbo sono insufficienti e in alcune ore sovraffollati.

La carenza di personale, che viene addensato sul cimitero di Viterbo città, crea difficoltà nella gestione dei cimiteri periferici. Problemi comuni un po’ in tutte le frazioni… Grotte santo Stefano poi ha un problema in più: l’eccessivo rilascio di licenze per allevamenti intensivi di bestiame senza adeguata regolamentazione che salvaguardi i residenti della zona.

Sono sorti negli anni, infatti, numerosi stabilimenti di allevamento di polli adiacenti alle abitazioni. Non esistono regole di distanza dalle abitazioni, regole che riguardino controlli sulla qualità dell’aria, o sull’impatto ambientale delle stesse. L’aria è spesso irrespirabile e sta portando all’esasperazione i cittadini. Sappiamo anche che il dearsenificatore è fermo da mesi.

Alcuni aspetti sono dirette conseguenze di una politica nazionale, come il blocco di assunzioni del personale e la forte tendenza alla privatizzazione che erode risorse al Comune il quale, di conseguenza, riduce i servizi.
Per prima cosa  occorre ristabilire gli equilibri tra Viterbo città e frazioni in modo che vi sia una ripartizione equa delle risorse e dei servizi.

Poi occorre riconnettere nelle frazioni una rappresentanza del comune con i cittadini ricostituendo forme simili alle circoscrizioni per  l’ascolto delle problematiche dei cittadini.

Ad esempio un problema come quello di Grotte santo Stefano potrebbe essere risolvibile emanando un regolamento con clausole precise che delimitino confini in grado di mantenere il rispetto tra lavoro e vita civile”.  

Come si rilancia l’economia della città? E il turismo?
“Il nostro primo obiettivo è rilanciare il lavoro, lavoro stabile e dignitoso e Viterbo ci offre tutte le opportunità.

Noi vogliamo sviluppare il nostro piano turistico attraverso un pacchetto che comprenda il rilancio del sistema termale e la valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico della città che comprenda in primo luogo il  centro storico, ma anche siti di interesse  come ad esempio  il parco archeologico di Castel D’Asso, Villa Lante ecc.

Disponiamo di un sistema termale tra i più pregiati d’Italia e mai valorizzato. Tutti i comuni d’Italia che dispongono di un solo zampillo di acqua termale offrono la possibilità di effettuare cicli di cure termali con soggiorni completamente sovvenzionati dall’Inps. 

Ciò permette lo sviluppo di un turismo di lunga permanenza (almeno 15 giorni), cui consegue benessere e sviluppo di esercizi artigianali e commerciali. E’ paradossale, ma ci risulta che nessuna struttura alberghiera di Viterbo, tantomeno quella comunale, sia convenzionata con l’Inps. Come può un Comune permettere che non si attui una così banale e, al tempo stesso, fondamentale opportunità?

Il nostro progetto prevede, inoltre, la realizzazione di un piano termale generale che distribuisca i 70 litri al secondo di acqua termale  garantendo un’offerta su più operatori, sia pubblici che privati: estensione delle concessioni termali, immediato bando per la riattivazione delle ex terme Inps, promozione pacchetto turistico “Viterbo Città Termale e d’Arte” e destinazione di un fondo annuale per la promozione e la pubblicità dello sviluppo turistico. Ancora, la riqualificazione delle aree archeologiche di Castel d’Asso, Norchia, Ferento, Acqua Rossa; la progettazione di un sistema di parchi suburbani che inglobi tutte le emergenze archeologiche e paesaggistiche e offra attrezzature ricettive di qualità; destinazione di contributi, spalmati su più anni, per l’apertura di nuove attività artigianali, artistiche e commerciali nel centro;
destinazione di alcuni  immobili comunali, non utilizzati,a strutture ricettive.

La struttura del vecchio Ospedale al centro di Viterbo potrebbe essere riqualificata e adibita ad albergo. (Disponiamo di oltre 140 immobili pubblici non utilizzati, alcuni da ristrutturare come  il Palazzo di Donna Olimpia a porta S. Pietro; altri ristrutturati e chiusi da anni, come ad esempio Palazzo Calabresi,  o, ancora, il seicentesco Palazzo Doria Pamphilj, un altro esempio di tesoro artistico e architettonico da aprire a visite guidate, magari in collaborazione con l’Università… Immobili che potrebbero apportare risorse alle casse del Comune e che allo stesso tempo offrirebbero opportunità di lavoro in particolare ai giovani.)
mettere in atto sgravi fiscali  per chi ha intenzione di investire sugli immobili del centro; defiscalizzare in maniera progressiva  le attività già operanti in centro;

il recupero e l’utilizzo dei 170 ettari di proprietà comunale siti in località “Volpara” per la realizzazione di un distretto agroalimentare, che contenga un mercato per la distribuzione all’ingrosso ed una serie di attività correlate. L’area potrebbe contenere inoltre un nuovo stadio in sostituzione di quello attuale, da destinare ad un eventuale ampliamento di Prato Giardino;

la promozione di interventi di riqualificazione, ripristino e restauro del quartiere di San Faustino, così come della via Mazzini e delle aree adiacenti; una nuova e seria politica di tutela del suolo agricolo e delle aree naturali protette con la valorizzazione e il recupero dei parchi urbani dell’Arcionello e del Bullicame;

Quale sarà la sua politica culturale?
“Una città chiusa nella propria ‘identità storica’ non vive. E una città è aperta quando chi l’amministra è capace di moltiplicare le relazioni sociali e le interazioni culturali; quando è in grado di mettere a valore il senso critico (che poi produce ‘senso civico’) e di riconoscere la creatività diffusa, trasformandola in partecipazione reale ai processi conoscitivi.

La cultura è parola che andrebbe sempre declinata al plurale: le culture, perché si sostanzia nella socializzazione delle esperienze. E’ naturale che tutto questo significhi attenzione alle pratiche dei giovani, al pensiero femminile, alle differenze, agli scambi fra stranieri e residenti, a tutto quanto si muove ai margini del ‘mercato dei luoghi comuni’.

A Viterbo esistono (e resistono) delle istituzioni culturali – a partire dalle facoltà universitarie, i cui studenti costituiscono risorse non integrate nel tessuto della città – di cui poco ci si è accorti in questi anni,per privilegiare il ‘grande evento’, che troppo spesso si è rivelato ben poca cosa: imitazione provinciale e acritica, frullato di tutto un po’, sfruttamento di energie per un consumo autoreferenziale gestito in regime di monopolio.

Un’amministrazione che voglia invertire questa mortificante tendenza dovrà iniziare dalla creazione di una cabina di regia tra Comune, associazioni culturali e una rappresentanza di giovani studenti al fine dell’ascolto e della progettazione programmata concessione di spazi di aggregazione aperti e chiusi  in immobili comunali non utilizzati da mettere a disposizione dei giovani e  delle associazioni artistiche, musicali, teatrali etc., che a Viterbo operano spesso ignorate, perché escano dalla loro solitudine e ne nasca una progettualità condivisa e diffusa.

Proposta di eventi culturali diversificati e calendarizzati durante tutto l’anno, non occasionali
convenzioni con prezzi agevolati per studenti attraverso tessere studio polo culturale in immobile pubblico già individuato,  che ospiti e riunisca le biblioteche e spazi per giovani  con  orari di apertura estesi
 installazione della wi-fi  in spazi pubblici e punti di ritrovo per i giovani promuovere incontri, anche tramite convenzione, di  aziende e giovani  per connettere le esigenze imprenditoriali e realizzare un ruolo di vero orientamento al lavoro”.

E’ consapevole che la sua è una sfida molto difficile. Qual è il suo
obiettivo reale?
“Il mio obiettivo – conclude Celletti – è costruire la più larga rappresentanza civica all’interno del consiglio comunale in grado di valorizzare i diritti e le esigenze dei residenti, di offrire opportunità ai giovani e difendere i nostri beni comuni. In maggioranza o in opposizione lo decideranno gli elettori”.


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5 giugno, 2018

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