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Roma - Migranti e caso Aquarius - Il ministro parla al senato: "Su solidarietà e accoglienza l'Italia non prende lezioni da nessuno"

Salvini: “La Francia ha accolto 940 richiedenti contro i 10mila previsti”

Matteo SalviniMatteo Salvini

Matteo Salvini

Roma – “Se l’Europa c’è, parli adesso o taccia per sempre”. Migranti e caso nave Aquarius, il ministro all’Interno Salvini risponde al Senato. Al premier francese Macron che ha definito cinica la condotta dell’Italia, Salvini ha replicato invitando Parigi ad accettare i novemila migranti che la Francia dovrebbe ricollocare e che non ha mai accolto.

Il ministro, come riportano dal senato,  ha ricordato che il popolo italiano non ha lezioni da prendere in tema di solidarietà, accoglienza e volontariato. Dall’inizio dell’anno la Francia ha operato 10.249 respingimenti alle frontiera con l’Italia, sulla base di accordi europei avrebbe dovuto accogliere 9.816 richiedenti asilo e ne ha accolti solo 640, il premier Macron potrebbe quindi dare un segnale di generosità concreta.

Il governo si sta comportando con coerenza, dignità e umanità: il primo intervento è stato comunicare con il comandante della nave Aquarius per far sbarcare persone bisognose di cure, e mettere in sicurezza donne incinte e bambini, ma l’invito è stato respinto.

La guardia costiera italiana sta accompagnando la nave verso Valencia e il ministro ringrazia il premier Sanchez per la disponibilità, ricordando che l’Italia ospita 170mila richiedenti asilo, la Spagna ne ospita 16mila.

L’impegno del ministro Salvini, il quale ha riconosciuto l’operato del suo predecessore, è quello di ridurre i tempi di identificazione (tre anni sono inaccettabili) e i costi (l’Italia spende 35 euro al giorno per ogni richiedente asilo, la media europea è di 25 euro).

La gestione delle frontiere spetta allo stato, non a organizzazioni private e l’Europa deve assumere una posizione chiara sui confini. Il ministro Salvini ha preso contatti con i ministri dell’interno degli altri paesi europei per superare il regolamento di Dublino e con le autorità libiche e tunisine per accordi bilaterali. Intende inoltre affrontare il business dei ricorsi sulle domande d’asilo respinte e la questione dei finanziamenti occulti alle ong.

13 giugno, 2018

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