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Elezioni comunali - Viterbo - Intervista a Francesco Serra, candidato sindaco delle liste civiche Viterbo dei cittadini e Impegno comune

“Sento anch’io il bisogno di cambiamento espresso da tanti cittadini”

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Viterbo - Francesco Serra

Viterbo – Francesco Serra

Viterbo – “Sento anch’io il bisogno di cambiamento espresso da tanti cittadini”. Francesco Serra, candidato sindaco delle liste civiche Viterbo dei cittadini e Impegno comune, si presenta. Tra i suoi obiettivi: risolvere il ripopolamento del centro storico, edilizia sovvenzionata e housing sociale, condizioni migliori per le imprese, perché possano tornare a investire e a far crescere l’economia, cultura e politiche sociali al centro della sua idea di città.

Centro storico, come pensa di valorizzarlo? E’ intenzionato a estendere la ztl, chiudendolo definitivamente?
“Il centro storico – dice Serra – deve essere abitato e vissuto. Il primo problema da risolvere è il ripopolamento. Sono necessari lavori di riqualificazione e messa in sicurezza del patrimonio edilizio.

Al riguardo sarebbe importante avviare progetti di edilizia sovvenzionata e di housing sociale con intervento pubblico e privato, per offrire appartamenti a prezzi calmierati ai giovani e alle famiglie.

Inoltre, si potrebbe pensare a un accordo tra università, comune, costruttori e proprietari di appartamenti per mettere a disposizione degli studenti alloggi riqualificati e a costi contenuti.

Sulla viabilità credo che il centro storico non vada blindato. Alcuni quartieri vanno chiusi completamente al traffico. In altri, occorre introdurre zone a traffico limitato. Il tutto va fatto con una programmazione intelligente, rispettando le istanze dei residenti e dei commercianti.

Servono nuovi parcheggi e su questo punto ci sono buone notizie. Sono stati aggiudicati i lavori del parcheggio per auto e pullman fuori da valle Faul e ci sono i fondi per un’area di sosta attrezzata per camper in via Vico Squarano”.

Come crede di gestire l’emergenza rifiuti in città?
“Lo definirei “il problema” che ha condizionato questi cinque anni di amministrazione. Vanno riconosciute alcune criticità del servizio attuale: il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti e la scarsa efficienza delle isole di prossimità; i servizi aggiuntivi insufficienti; il decoro urbano; il controllo della qualità del servizio e la trasparenza.

Le linee guida per il nuovo appalto, approvate di recente, rispondono a molti di questi problemi. Le mie proposte sono: estensione del porta a porta per raggiungere l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata, riduzione drastica delle isole di prossimità con controlli costanti e più efficaci, appalti differenti per i servizi aggiuntivi quali bagni pubblici, caditoie, diserbo, gestione separata degli ecocentri e della pulizia delle aree verdi, inserimento della tariffazione puntuale per premiare i cittadini che differenziano maggiormente (“chi più differenzia meno paga”), massima trasparenza e condivisione per favorire la partecipazione dei cittadini alle fasi delle gestione dei rifiuti, con la possibilità di segnalare criticità e valutare le risposte, un ente terzo, indipendente da Comune e società appaltante, che certifichi la qualità del servizio”.

Traffico e buche. Quali soluzioni?
“Abbiamo 400 chilometri di strade comunali. È evidente che risolvere in poche settimane il problema della scarsa manutenzione della rete viaria non è possibile. L’amministrazione uscente nell’ultimo periodo ha approvato interventi per 6 milioni di euro. I risultati si vedranno nei prossimi mesi.

Certamente dovremo lavorare per reperire risorse e fare investimenti e, allo stesso tempo, mettere in atto una manutenzione ordinaria costante per mantenere le strade in buone condizioni. Per il traffico è fondamentale incentivare l’uso dei mezzi pubblici, facendo crescere in modo considerevole l’utenza, creando nuovi parcheggi e individuando nuove soluzioni per rendere più fluida la circolazione”.

Qual è il suo piano per valorizzare le periferie e le frazioni?
“Abbiamo una grande occasione per valorizzare le periferie legata ai 17 milioni di euro stanziati dal governo Gentiloni, che permetteranno di potenziare i servizi, migliorare la viabilità urbana, realizzare nuove strutture di aggregazione sportiva e sociale nella zona nordest di Viterbo: Poggino e Santa Barbara.

I progetti preliminari sono stati approvati e in tempi ragionevolmente brevi saranno cantierabili. Un’altra sfida per la città è l’interramento della linea ferroviaria tra piazza Crispi e porta Fiorentina, con la riqualificazione urbanistica dell’area.

Un progetto fattibile senza appesantire il bilancio comunale. Sulle frazioni vogliamo che siano parte integrante della città. Dobbiamo migliorare i servizi, come la manutenzione stradale, il trasporto pubblico e le reti idrica e fognaria. Per le frazioni più grandi è indispensabile favorire la loro vocazione naturale: turistica e culturale per Bagnaia e San Martino al Cimino; agricola, con la valorizzazione delle eccellenze attraverso un’accorta gestione del territorio, per Grotte Santo Stefano”.

Come si rilancia l’economia della città? E il turismo?
“Compito dell’amministrazione è quello di creare le condizioni migliori per le imprese, perché possano tornare a investire e a far crescere l’economia. Dobbiamo avviare politiche che favoriscano le aziende esistenti e l’insediamento di nuove, in un tessuto fatto principalmente di piccole e medie imprese.

Anche in questo caso è fondamentale la riqualificazione del Poggino. Il turismo deve essere un punto di forza. Già nelle scorse settimane avevo affermato che non possiamo prescindere dal completamento della trasversale Orte-Civitavecchia, per collegare in modo rapido e sicuro il nostro territorio al più importante porto crocieristico italiano.

Penso inoltre a Viterbo città termale. L’amministrazione uscente ha intrapreso un percorso nuovo, con il riordino della distribuzione dell’acqua e l’avvio dell’iter burocratico per il recupero delle terme ex Inps (a breve oggetto di procedura a evidenza pubblica), cui si deve aggiungere il via al polo termale privato nella zona delle Masse di San Sisto, che insieme porteranno sviluppo in termini di occupazione e nuovi flussi turistici”.

Quale sarà la sua politica culturale?
“La cultura, insieme alle politiche sociali, è il centro della mia idea di città. Il teatro dell’Unione avrà un ruolo di primo piano.

Servirà recuperare la parte mancante per trasformare la struttura non solo in un contenitore di eventi ma anche una spazio dove fare cultura con corsi, laboratori e il ritorno della scuola di musica. Tra Viterbo e l’Università poi ci deve essere un “filo diretto”.

L’ateneo è cresciuto negli anni, diventando tra i migliori in Italia. Personalmente lo considero una straordinaria opportunità di crescita culturale e produttiva per la città. Sicuramente Viterbo deve fare molto di più per integrare i tanti studenti fuorisede nel tessuto culturale cittadino. Inoltre, ma non meno importante, Viterbo è la città dei papi e di Santa Rosa.

Due “brand”, due “marchi di qualità”, su cui investire risorse ed energie per essere ancora più competitivi. Sul trasporto della macchina di Santa Rosa molto è stato fatto, con il riconoscimento Unesco. Infine, credo che l’amministrazione debba valorizzare la ricchezza delle associazioni cittadine, attraverso la più ampia collaborazione e la condivisione di progetti in grado di promuovere il nostro patrimonio”.

La sua candidatura è più un gesto di ribellione verso il suo partito o una volontà vera si cambiare quello che a Viterbo non va e che non è comunque riuscito a fare pur facendo parte della vecchia amministrazione che ha governato la città?
“Voglio mettere a disposizione di Viterbo la mia esperienza maturata nei circa 15 anni in cui sono stato consigliere comunale. In questo periodo ho avuto modo di approfondire i problemi della città e di conoscere il funzionamento dell’amministrazione.

Oggi in prima persona propongo la mia idea di città. Una Viterbo capace di valorizzare le sue potenzialità e di essere una comunità più unita e più accogliente. Io non mi sono candidato contro nessuno. Mi sono candidato per amore di Viterbo, con la mia storia e la mia credibilità, facendo tesoro anche degli errori commessi.

Oggi – conclude Serra – sento anch’io il bisogno di cambiamento espresso da tanti cittadini e penso di poter interpretare al meglio queste domande e queste aspettative”. 

8 giugno, 2018

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