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Sutri - Primo consiglio comunale show per il sindaco - critico d'arte - Il vescovo benedice la sala ma l'effetto dura poco

Sgarbi dichiara guerra a raddoppio della Cassia e Talete

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – Dichiara guerra al raddoppio della Cassia e conferma un’altra guerra, intrapresa dal suo predecessore. A Talete.

Vittorio Sgarbi sindaco di Sutri, partenza col turbo. Nella sede decisa dal critico d’arte, non più il comune ma villa Savorelli, dove d’ora in poi si terranno tutte le sedute, e dove trova spazio anche il suo ufficio di sindaco. Scelta contestata da Lillo di Mauro, capo dell’opposizione.

La sala è piena. Ci sono ospiti illustri, dal prefetto Bruno al questore Suraci, passando per il presidente della provincia Nocchi, al vescovo Rossi. A lavori iniziati passa per un saluto anche il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti.

Sutri - Debutto di Sgarbi in consiglio comunale

Con Sgarbi sindaco, pure una seduta di consiglio fatta di regole, consuetudini, adempimenti non è una normale seduta. Partendo dall’appello dei consiglieri. Al debutto, tutti presenti. “Invito – esordisce Sgarbi – dalla prossima volta a chiamare con prima il nome e poi il cognome e non il contrario. Per quanto, questo modo ci riporti alla mente ricordi piacevoli dei tempi della scuola, non lo reputo opportuno”.

Opportuno, invece, per Sgarbi, è il suo arrivo alla guida del comune. In questo preciso momento.

“Momento propizio – spiega Sgarbi – quando qualche deficiente minaccia di realizzare una strada a quattro corsie per arrivare a Viterbo. Non so chi sia, ma è una scelta da pena di morte.

Come ho salvato Tuscania dal parco eolico, così sarà a Sutri per la superstrada. Le quattro corsie io le vedo come il demonio e per quanto potrò, le combatterò”. La sua filosofia è altra. “Odio la velocità, a Sutri si arriva lenti”.

Al suo debutto anche il presidente della provincia Pietro Nocchi. Non è bastata la sua presenza, però, a convincerlo della bontà di Talete. Sollecitato dal consigliere Di Mauro, ha spiegato che nulla cambierà rispetto al passato. Sutri non entrerà nella società idrica. “Darò tutte le indicazioni – dice il sindaco – affinché si prosegua sulla linea fin qui tracciata. Non entreremo”.

Felice Casini e Vittorio Sgarbi

Si considera per la città, una sorta di fuoriclasse, come lo può essere il giocatore straniero chiamato in una squadra di calcio. “Dal quale si spera arrivi qualche gol in più. Consideratemi un amico della città”.

Il vescovo Rossi benedice la sala, ma l’effetto svanisce in fretta. Sgarbi si scalda, quando sempre Di Mauro dall’opposizione lo attacca. Non gli piace la cittadinanza onoraria ad alcuni personaggi scelti da Sgarbi. Non apprezza lo spostamento della sede del consiglio. Da statuto va decisa dal consiglio e non dalla giunta o dalla sola maggioranza.

“Quella nel palazzo comunale – ribatte con veemenza Sgarbi – è indecorosa e troppo angusta per accogliere i cittadini. Ci possono stare venti persone, qui 200. Come pensa che avrei potuto accogliere questore, vescovo, prefetto, in quel luogo? Le persone devono partecipare, questo è il luogo adatto. Se lei preferisce parlare da solo, lo faccia a casa sua”.

Bruno, Suraci e Sgarbi

Sul finire, però, il clima si rasserena. Al punto che Sgarbi, alle osservazioni della minoranza, non fa votare una proposta della maggioranza su presidenza del consiglio e assessore esterno. “Mi ha talmente convinto della bontà delle sue ragioni – dice Sgarbi a Di Lillo – che non la metto ai voti, lo faremo la prossima volta, accogliendo le sue osservazioni”.

Le differenze restano. Sulle cittadinanze onorarie a Buffon, Vissani, Moratti. “Vorrà dire che dissuaderò Buffon e Vissani dal visitare la città sapendo della vostra contrarietà…”.

Ribadisce il via alla plastica. Fuori e dentro il comune. Compresi bottigliette e bicchieri distribuiti in consiglio.

Non trascura, tra un discorso e l’altro, anche un riferimento a vicende nazionali: “La schedatura dei rom – osserva Sgarbi – non la trovo strana. Noi tutti siamo controllati, l’intenzione del ministro Salvini è garantire che non ci siano persone che godano d’impunità. Si parla di sicurezza, seppure sia una posizione espressa in modo così poco elegante”.

Trova invece, curiosa, l’iniziativa voluta dal suo vice, Felice Casini. Una sorta di attestato – ricordo a tutti i consiglieri. Di solito si danno alla fine i diplomi e non al primo giorno di scuola. Ma dove c’è Sgarbi, tutto è possibile.

Giuseppe Ferlicca


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21 giugno, 2018

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