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Sport - Calcio - Serie C - Intervista a Patrizio Fimiani, presidente del Calcio Tuscia neoaffiliato al club di Piero Camilli

“Vogliamo portare i giovani viterbesi a vestire la maglia della Viterbese”

di Samuele Sansonetti

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Sport - Calcio - Calcio Tuscia - I ragazzi del 2003

Sport – Calcio – Calcio Tuscia – I ragazzi del 2003

Sport - Calcio - Cristiano Lombardi con Patrizio Fimiani

Sport – Calcio – Patrizio Fimiani con Cristiano Lombardi

Sport - Calcio - Viterbese - Piero Camilli

Sport – Calcio – Piero Camilli

Patrizio Fimiani, presidente del Calcio Tuscia

Sport – Calcio – Patrizio Fimiani

Viterbo – Calcio Tuscia e Viterbese guardano al futuro. Insieme.

Si è chiuso con un accordo storico l’anno calcistico del Calcio Tuscia, che ha preso parte a quattro campionati regionali con altrettante formazioni giovanili.

Un mix di divertimento ed esperienza per i 2001 di Barbaranelli, i 2002 di Fimiani, i 2003 di Fraticello e i 2004 di Marchini, ai quali vanno aggiunti i 2005 di Rondini (che hanno disputato fuori classifica il campionato provinciale Giovanissimi fascia B) e i più piccoli della scuola calcio per un totale di quasi trecento giovani atleti.

Un numero alto ma che è destinato a salire ancora, dal momento che il club del presidente Patrizio Fimiani ha raggiunto un accordo di affiliazione con la Viterbese, con l’obiettivo di creare un polo calcistico dedicato ai giovani talenti made in Tuscia.

Presidente Fimiani, una collaborazione importante sia per voi che per la Viterbese. Com’è arrivata?
“Siamo stati contattati dal direttore generale Diego Foresti. Da parte della Viterbese c’era l’idea di creare un polo su Viterbo e siamo venuti in mente noi per struttura logistica e societaria. I nostri numeri sono importanti e hanno convinto anche la società gialloblù”.

Durante la presentazione del nuovo allenatore della Viterbese, infatti, Diego Foresti ha parlato del Calcio Tuscia come del settore giovanile più importante di Viterbo.
“Senza nulla togliere agli altri posso dire che il lavoro, la serietà e la programmazione fanno la differenza. I risultati e i numeri ci hanno dato ragione. Su Viterbo, comunque, esistono anche altre realtà molto importanti”.

In cosa consiste l’accordo?
“Saremo affiliati così come tante altre società della provincia. Una delle parti più importanti è l’esclusiva sulla scuola calcio: sviluppare un discorso sui bambini e farli crescere in un ambiente propenso a trasportarli nel mondo del calcio”.

Quando si parla di Calco Tuscia viene subito in mente Cristiano Lombardi ma nella scorsa stagione altri tre giovani viterbesi sono approdati alle giovanili di una squadra di serie B.
“Certo. Abbiamo dato tre calciatori alla Ternana e sono andati bene. Si sono ritagliati i loro spazi e le riconferme sono a portata di mano. Per il Calcio Tuscia è un vanto perché sono tre ragazzi cresciuti interamente da noi”.

A Viterbo, così come in molte altre città italiane, c’è carenza di strutture sportive. Voi, grazie al Centro universitario sportivo, non avete questo tipo di problema.
“Il Calcio Tuscia è cresciuto e maturato al Cus e vive lì da anni. Il rapporto con l’università della Tuscia è ottimo e speriamo che possa andare avanti nel tempo. La disponibilità del rettore dell’Unitus Alessandro Ruggieri è fondamentale e lo ringraziamo per questo”.

C’è un settore giovanile che ammira particolarmente?
“Quello dell’Atalanta. Negli ultimi anni ha sfornato tanti campioni. Hanno una metodologia importante, puntano molto sui giovani e sanno lavorare bene. Anche le grandi squadre come Roma, Juve, Milan e Inter arrivano sempre alle finali giovanili ma l’Atalanta ha il pregio di lavorare solo sugli italiani”.

Cosa comportano i troppi stranieri nel calcio giovanile italiano?
“Ovviamente tolgono spazio ai nostri giovani. La problematica si è notata in maniera forte a seguito dell’esclusione dell’Italia dal Mondiale. Senza settori giovanili prettamente italiani ti devi accontentare di fare una nazionale con quello che passa il convento”.

Si augura che a seguito di questa affiliazione qualche giovane del Calcio Tuscia potrà arrivare a esordire con la maglia della Viterbese?
“Il fatto che Piero Camilli ne parli in prima persona è una cosa importante. Il progetto nasce per questo, perché nessun ragazzo del settore giovanile riesce ad arrivare in prima squadra. Dobbiamo stare attenti ai giovani. Dobbiamo crescerli dentro casa. Vogliamo portare i giovani viterbesi a vestire la maglia della Viterbese. Siamo orgogliosi di questa collaborazione e ringraziamo Piero Camilli e Diego Foresti”.

Samuele Sansonetti


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27 giugno, 2018

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