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Viterbo - A proporlo i sindacati Cgil, Cisl e Uil durante la firma del protocollo sulla legalità siglato questa mattina in prefettura

“Austrada A12, chiediamo un tavolo per verificare la sicurezza sui cantieri”

di Daniele Camilli

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Viterbo - Giosuè Colella, Paolo Di Domenico, Giovanni Bruno, Giovanni Rizzo

Viterbo – Giosuè Colella, Paolo Di Domenico, Giovanni Bruno, Giovanni Rizzo

Viterbo - La firma del protocollo sulla legalità autostrada Tarquinia-Civitavecchia

Viterbo – La firma del protocollo sulla legalità autostrada Tarquinia-Civitavecchia

Viterbo - Carlo Proietti della Fillea Cgil

Viterbo – Carlo Proietti della Fillea Cgil

Viterbo - Diego Bottacchiari della Filca Cisl

Viterbo – Diego Bottacchiari della Filca Cisl

Viterbo - Francesco Palese della Feneal Uil

Viterbo – Francesco Palese della Feneal Uil

Viterbo - La firma del protocollo sulla legalità autostrada Tarquinia-Civitavecchia

Viterbo – La firma del protocollo sulla legalità autostrada Tarquinia-Civitavecchia

Viterbo – “Un tavolo per verificare e monitorare costantemente provenienza delle assunzioni e sicurezza sui cantieri”. Lo chiedono i sindacati Cgil, Cisl, Uil che hanno sottoscritto il protocollo di legalità riguardante il completamento della tratta autostradale Civitavecchia-Tarquinia. Questa mattina, in prefettura. A Viterbo, piazza del plebiscito.

A siglare l’accordo anche il prefetto Giovanni Bruno, Giuseppe Costanzo del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Luigi Massa della Sat, Ezio Maraschin della Mubre costruzioni e la rappresentante territoriale del lavoro Elda Gente Magnani. Per i sindacati hanno firmato il documento Carlo Proietti della Fillea Cgil, Diego Bottacchiari della Filca Cisl e Francesco Palese della Feneal Uil.

Al tavolo della presidenza, assieme al prefetto, il comandante provinciale della Guardia di finanza Giosuè Colella, il tenente colonnello Giovanni Rizzo del comando provinciale dei carabinieri e Paolo Di Domenico della Questura.

“Ci saremmo aspettati la firma del protocollo prima che partissero i lavori – ha esordito Proietti della Cgil -. Però siamo ancora nei tempi e le procedure sono state applicate lo stesso indipendentemente dalla firma del protocollo. È fondamentale che almeno il 50% della manodopera utilizzata sia fatta di lavoratori del nostro territorio. Anche la manodopera specializzata. Per questo motivo è necessario creare un tavolo istituzionale a garanzia di questa esigenza”.

Lo schema di protocollo firmato oggi è stato approvato con delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), sulla base delle linee guida indicate dal Comitato di coordinamento di alta sorveglianza delle grandi opere (Ccasgo). L’intervento riguarda il completamento della viabilità della tratta autostradale A/12 Civitavecchia-Tarquinia. “Per tale opera – spiega una nota della prefettura – il soggetto aggiudicatore concedente della concessione autostradale è il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la concessionaria, nonché stazione appaltante è la Società autostrada tirrenica (Sat) mentre l’appaltatore è la Mubre costruzioni”.

“Con la sottoscrizione di tale protocollo – prosegue la prefettura di Viterbo – i firmatari assicurano la realizzazione del preminente interesse pubblico alla legalità e alla trasparenza, in relazione alla realizzazione della grande opera indicata, comprese le procedure ablative, esercitando appieno i poteri di monitoraggio e vigilanza attribuiti dalla legge, anche ai fini della prevenzione, controllo e contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa e di verifica della sicurezza della regolarità dei cantieri di lavoro. Si rappresenta inoltre che al fine di garantire più elevati livelli di prevenzione antimafia nella esecuzione di tale opera, il regime delle informazioni antimafia è esteso anche a tutti i soggetti appartenenti alla ‘filiera delle imprese'”.

“Il Paese ha bisogno di infrastrutture – ha sottolineato Bottacchiari della Cisl -. Lo sappiamo bene. Soprattutto per rilanciare l’occupazione. Altrettanto importante è la sicurezza sui cantieri, le condizioni in cui lavorano i dipendente. Su questo bisogna prestare la massima attenzione”.

La sottoscrizione del protocollo garantisce inoltre la creazione di una banca dati attraverso un flusso di informazioni che consente il monitoraggio nella fase di esecuzione dei lavori, dei soggetti che realizzano le opere, compresi i parasubordinati e i titolari delle Partite Iva senza dipendenti, dei flussi finanziari connessi alla realizzazione delle stesse, così come delle condizioni di sicurezza dei cantieri e del rispetto dei diritti contrattuali dei lavoratori impiegati.

“Chiediamo poi – ha detto Palese della Feneal Uil – che il ‘settimanale di cantiere’ sia trasmesso pure alle organizzazioni sindacali. Cosa che finora non è prevista dal protocollo che abbiamo sottoscritto. È invece un ottimo modo per controllare la regolarità delle assunzioni e l’utilizzo di manodopera locale”. Il “settimanale di cantiere” riporta infatti settimanalmente le specifiche sui lavoratori assunti, a fine contratto oppure licenziati.

Le aziende locali utilizzate per i lavori sono finora due, mentre “i lavori – fa sapere Massa della Sat -, iniziati da un mese, sono al 20% di avanzamento. Abbiamo poi eliminato gli ordigni bellici rinvenuti. Stiamo infine realizzando le palificazioni per costruire il ponte che attraverserà il fiume Mignone. Massimo un anno e avremo terminato tutti i lavori.

Daniele Camilli


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31 luglio, 2018

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