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Ho visto cose che voi umani... - Il centrodestra inizia nel segno dell'arroganza e della superficialità politica

Chiara Frontini la grillina… a sua insaputa

di Carlo Galeotti

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Chiara Frontini

Chiara Frontini

Viterbo – Oltre a ratificare la fine politica di tal Giuseppe Fioroni, le ultime elezioni comunali hanno sancito anche il fatto che il voto a Viterbo non è più vischioso.

Per anni mi è capitato di dire che il voto a Viterbo era vischioso, per non dire clientelare, ideologico, e, a volte, mafiosetto.

“Vischioso” riuniva questi tre elementi.

Le ideologie che, come predisse bene a suo tempo un maestro come Lucio Colletti, sono tramontate. Il problema, semmai, è che a queste non si è sostituito nulla. Intendo strutture linguistiche complesse, modelli, teorie che possano orientare e possano guidare l’azione politica.  

Strutture linguistiche complesse che non abbiano la velleità di carpire l’essenza del mondo e della storia, ma solo di orientare l’azione politica e non solo. Strutture che permettano di progettare il futuro e non semplicemente di subirlo.

L’aspetto clientelare è scomparso, vista la crisi economica che non permette più di fare regalie agli amici degli amici. Per dirla con una battuta popolare non c’è più trippa per gatti.

L’aspetto ricattatorio e mafiosetto evidentemente è scomparso in buona parte, si spera, per una crescita civica dell’elettorato. Che non si fa più ricattare o che qualcuno non riesce più a ricattare. Anche se non manca in questa landa desolata chi invece di fare politica crea anonime e infingarde macchinette del fango. Ma si tratta di personaggi ormai scoppiati e che nessuno bada più.

Chiara Frontini, va detto con grande determinazione, ha dimostrato che esiste un elettorato d’opinione consistente in questa città. E ha dimostrato che può raggiungere la maggioranza. Tentativi di attrarre questo elettorato erano stati fatti in passato. Basti ricordare il tentativo di Severo Bruno che, abbandonato nella sostanza da tutti i partiti del centrosinistra, tentò questa via in solitaria. Fece una campagna elettorale innovativa e per tanti versi spettacolare. E ottenne un risultato molto interessante ma non vincente. Forse i tempi non erano maturi e l’elettorato non era così “liquido” come è oggi.

Il secondo tentativo è stato quello di Filippo Rossi con Viva Viterbo. Anche in quel caso la campagna elettorale fu formidabile per creatività e bellezza. Il risultato fu eclatante e a quel tempo incredibile. Anche se il diretto interessato era convinto addirittura di vincere e fu deluso.

Ora arriva Chiara Frontini che si è posta sulla stessa strada. Facendo una serie di mosse vincenti. Rischiando veramente di conquistare palazzo dei Priori.

Va ricordato che quello di quest’anno è stato il secondo tentativo di Chiara Frontini. Il primo tentativo, come candidata di Viterbo2020 di scalare il palazzo, non andò alla grande. Fu un discreto risultato per una lista civica, nulla più. Ma lei non si è abbattuta, anzi. E questo va a suo merito.

Intanto è riuscita a far dimenticare le sue origini di centrodestra, Pdl in particolare e il rapporto politico con Giancarlo Gabbianelli. E’ stata infatti assessora nella giunta Marini. Ha quindi superato le discriminanti ideologiche novecentesche. Inserendo nelle sue liste anche persone di altre estrazioni politiche e avendo rapporti con movimenti trasversali. Ha quindi occupato lo spazio politico, che, a livello nazionale, è quello dei grillini. E in questa tornata elettorale si è giovata dal fatto che i grillini non sono stati in grado di elaborare delle candidature politicamente credibili. Non solo. I geniali dirigenti del Pd gli hanno steso un tappeto rosso che, a momenti, la porta dritta dritta al governo della città. Infatti il Pd presentandosi diviso ha reso molto più facile la conquista del ballottaggio. Una volta al ballottaggio, la partita è riiniziata. E per solo 530 voti il 2,18% (Arena voti 12.377 51,09% –  Frontini voti 11.847 48,91%) Frontini non è diventata sindaco.

Il tutto frutto di una serie di aiutini certamente, ma anche e soprattutto, va sottolineato, di un lavoro certosino durato cinque anni. Una campagna elettorale, durata cinque anni, minuziosa, fatta di incontri continui con i cittadini, di una comunicazione mirata fondata non sulla quantità illusoria dei media, ma sulla loro effettiva potenza ed efficacia, e di qualche sprazzo di inventiva politica. 

Il combinato disposto ha portato al risultato. Eccezionale per una lista civica. Ha portato il movimento che fa riferimento a Chiara Frontini a essere la prima forza politica della città. E se non fosse stato per qualche errore, il manifesto sull’immigrazione o certa eccessiva supponenza politica che non ha portato ad accordi neppure con un’altra civica, la vittoria ci stava tutta.

Ma al di là di tutto, il risultato politico di Viterbo2020 ha dell’incredibile. E va detto mi è costato anche una cena. Visto che Frontini mi aveva sfidato dichiarando prima delle elezioni la soglia che avrebbe superato al primo turno, che a me, vecchio nel mondo nuovo, sembrava a dir poco velleitaria. Ebbene ha superato la percentuale dichiarata ed è andata al ballottaggio, come aveva detto. Come dire che aveva il polso della città.

Va anche notato che nel tempo dei partiti leggeri, Chiara Frontini ha dato vita a un movimento politico pesante, insediato e radicato nel territorio. Con referenti territoriali per ogni quartiere. Che non saranno le sezioni ma gli somigliano. Con i responsabili di settore. Insomma sta tentando, cosa non facile, di dar vita a una vera e propria classe politica nuova. Come ha fatto Grillo.

Ora la cosa più sconcertante è che la corazzata del centrodestra, che ha rischiato di essere affondata da una giovane politica, non si è posta minimamente, almeno pubblicamente, il problema di cosa sia successo. E, come se nulla fosse, per creare la giunta Arena ha dato vita al più classico teatrino della politica della prima repubblica.

Il tutto nel segno dell’arroganza. Un esponente politico del centrodestra a ridosso del ballottaggio mi ha così apostrofato: “A questa  (Chiara Frontini, ndr) gli diamo due giorni di notorietà e poi a casa”. Come dire: comandiamo noi. Un atteggiamento che ovviamente, come accade a livello nazionale per i grillini, non fa che portare acqua al mulino di Chiara Frontini. Vi ricordate il geniale Piero Fassino che dice a Grillo: “Fatti un partito!”. Ebbene il centrodestra rischia di fare la stessa fine. 

Dal numero degli assessori alle parentele interne all’amministrazione, le mosse politicamente sconvenienti del centrodestra in questa fase sono state infinite. Come dire che la giunta Arena, nasce nel segno della vecchia politica: fatta di arroganza e superficialità. E dire che qualcuno con esperienza e intelligenza politica, anche giovane, c’è dentro il centrodestra. 

Ai membri della giunta Arena, se troverò il tempo, farò un regalo: una foto di Fioroni, Michelini e Ciambella, bella incorniciata, da mettere sul tavolo di ogni assessore. Una sorta di memento: non fate come l’altra giunta di “centrodestra” a guida Pd, non voltate le spalle alla città, non lasciatevi andare all’arroganza politica del potere per il potere e risolvete qualche problema. E non chiedo neppure un progetto per la città.

Attenti poi ai laudatori che salgono come tradizione sul carro del vincitore.

E badate che Chiara Frontini, per quel poco che la conosco, non molla e prepara l’alternativa. E non mi va proprio di perdere un’altra cena…

Carlo Galeotti

 


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23 luglio, 2018

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