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Cronaca - L'ong spagnola mostra una donna e un bambino morti e si scaglia contro la guardia costiera di Tripoli: "Assassini arruolati dal governo italiano"

Due cadaveri in mare, Open Arms accusa Libia e Italia

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Oscar Camps

Oscar Camps, fondatore di Proactiva Open Arms

Roma – La guardia costiera libica avrebbe lasciato morire una donna e un bambino su una barca in mezzo al mare.

È la denuncia di Proactiva Open Arms, l’ong spagnola alle cui navi cariche di migranti il governo italiano lo scorso giugno aveva negato l’accesso ai porti.

Il fondatore dell’ong, Oscar Camps, ha pubblicato su Twitter le foto dei due cadaveri in mare, in mezzo ai resti di una barca distrutta.

“La guardia costiera libica – ha scritto Camps – ha detto di aver intercettato una barca con 158 persone fornendo assistenza medica e umanitaria, ma non hanno detto che hanno lasciato due donne e un bambino a bordo e hanno fatto affondare la barca perché non volevano salire sulle motovedette”.

In un ulteriore tweet, Camps ha spiegato che, quando sono sopraggiunti sul posto gli uomini della sua organizzazione, solo una delle due donne era ancora viva, mentre per l’altra e il bambino non c’era più nulla da fare.

L’attivista spagnolo ha concluso con un attacco violentissimo alla guardia costiera libica e all’Italia: “Per quanto tempo avremo a che fare con gli assassini arruolati dal governo italiano per uccidere?”

Il tweet di Camps con le foto dei cadaveri è stato rilanciato da Erasmo Palazzotto, deputato di Liberi e uguali, che si è rivolto al ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Questo è quello che fa la guardia costiera libica quando fa un salvataggio umanitario. Open Arms ha salvato l’unica superstite mentre i tuoi amici libici hanno ucciso una donna e un bambino. Almeno oggi abbi la decenza e il rispetto di tacere e aprire i porti”.

Salvini, che proprio questa mattina aveva invitato Open Arms a “risparmiare tempo e denaro”, perché i porti italiani li avrebbero visti “solo in cartolina”, ha risposto alle accuse con un post su Facebook: “Bugie e insulti di qualche ong straniera confermano che siamo nel giusto: ridurre partenze e sbarchi significa ridurre i morti e ridurre il guadagno di chi specula sull’immigrazione clandestina. Io tengo duro”.


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17 luglio, 2018

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