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Viterbo - In camera di commercio i dati sull'economia nella Tuscia - Merlani: "10 anni di crisi pesano"

Esportazioni giù del 3% e fatturati in calo

di Giuseppe Ferlicca

Viterbo – Poco valore aggiunto. La Tuscia ancora indietro rispetto al resto d’Italia. Se a Viterbo il valore pro capite equivale a 18.890 euro, nel paese si arriva a 25.406 euro.

Segnale evidente di un ritardo che sconta il territorio. Soltanto uno dei dati proposti in camera di commercio nella 16esima giornata dell’economia. Difficoltà ancora molte, accanto a segnali d’inversione della tendenza.

“Scorrendo i numeri – spiega il presidente della camera di commercio Domenico Merlani – ci sono poche modifiche rispetto allo scorso anno. Una ripresa netta ancora non c’è. Dieci anni di crisi hanno segnato il paese e in particolare la Tuscia, anche se una certa vitalità nel mondo imprenditoriale esiste”.

Viterbo - Camera di commercio - 18esimo rapporto economia

Diversi settori, situazioni diverse. “Il commercio – osserva Merlani – è quello che più di altri segna il passo. L’agricoltura tiene, mentre dal manifatturiero arrivano in particolare segnali dal distretto, dove le imprese si sono riconvertite, dedicandosi in particolare all’export”. Quello che la camera di commercio può fare: “Investire nella digitalizzazione, per ridurre il gap esistente, come ente siamo chiamati ad agevolare le imprese”.

Qualcosa di positivo. In un anno, tra il 2016 e il 2017 la ricchezza prodotta è aumentata dell’1,5%. Guardando più indietro, dal 2013 la crescita c’è comunque stata, seppure modesta. Sono 37.826 le imprese registrate lo scorso anno. Quelle femminili perdono terreno dal 2014 e giù anche le giovanili. “Questo – spiega il segretario generale della camera di commercio Francesco Monzillo – dice parecchio dell’improvvisazione nella costituzione delle imprese. Se ne aprono molte e molte se ne chiudono. Vanno aiutate a essere più consapevoli”.

Pure nel comparto agricolo si registra un segno meno, in dieci anni, dal 2007 al 2017. Calano le imprese agricole, ma si rafforza l’aspetto qualitativo. “Anche attraverso accorpamenti – sostiene Monzillo – la produttività è cresciuta”. Stenta il commercio, tanto quello interno quanto l’export. Se l’Italia in esportazioni fa segnare un +7,4%, la Tuscia in un anno arretra del -3,4%. Il settore più robusto su questo fronte è la ceramica, (+5%)ma cresce anche l’agroalimentare.

Domenico Merlani

Capitolo lavoro. “La disoccupazione femminile è al 14,1% e la giovanile al 31,8%, seppure in miglioramento”. L’età presa in considerazione va dai 15 ai 24 anni.

Dal 2007 al 2016, poi, l’offerta turistica nella Tuscia è aumentata del 67,8%, ma con solo il 10,7% di posti letto in più. Crescono arrivi e presenze, ma i turisti stranieri sono pochi. In Italia rappresentano il 48,2%, nella Tuscia appena il 21,2%.Tanto le imprese quanto le famiglie tendono di più a risparmiare, con depositi in banca che crescono e meno a investire, mentre le sofferenze sugli impieghi rappresentano ancora un problema. Solo nell’ultimo anno, dopo una costante crescita, si è registrata la prima inversione di tendenza.

Alessia Mancini

Non c’è proprio da gioie anche scorrendo i dati sul fatturato delle imprese. Quelli nel primo trimestre 2018 sono tutti con segno negativo. Manifatturiero –14%, Commercio – 28%, servizi -4%. Magra consolazione, va meno peggio rispetto al primo trimestre 2017 e gran parte delle imprese che hanno risposto al questionario segnalano un fatturato stabile.

“Un quadro non ottimistico – sottolinea Francesco Monzillo – seppure migliore rispetto al passato. Segue il trend della media italiana”.

Al tavolo anche Tiziana Laureti dell’Unitus e nella sala conferenze, tra gli ospiti, il consigliere regionale Enrico Panunzi e quattro neo assessori comunali, Mancini, Nunzi, Ubertini e De Carolis, e qualcuno della vecchia guardia, come Perà o Delli Iaconi, oltre a rappresentanti delle varie realtà imprenditoriali.

A portare il saluto dal comune è la responsabile allo Sviluppo Economico. “Il comune – anticipa Alessia Mancini – intende collaborare pienamente alla crescita e mi fa piacere che in sala ci siano tutti gli attori della macchina economica di Viterbo. In sinergia si ottengono risultati”. Tra gli invitati c’è anche chi l’ha preceduta: “Ringrazio Sonia Perà – continua Mancini – ho ereditato un ottimo lavoro”.

Anna Maria Fausto

Mentre per Anna Maria Fausto, pro rettore Unitus, l’indagine è un utile strumento per capire, con forti spunti per il futuro. “Alla Tuscia – sottolinea Fausto – manca un brand comune, senza il quale, come si fa a comunicare? Ognuno fa per conto proprio, serve una collaborazione reale”.

Panunzi, guarda oltre la Tuscia per provare a capire come mai dalla crisi si fatica a uscire. “In Italia negli ultimi anni – spiega Panunzi – ci sono stati appalti in infrastrutture per nove miliardi di euro. In Grecia 18 e in Portogallo, che ha il pil del Lazio, 38 miliardi. E non si tratta di mancanza di fondi, piuttosto di procedure per arrivare inaugurare cantieri.

Non ce lo possiamo permettere, in un mondo che va veloce. Progettare un tratto di trasversale nel 2001 e appaltarlo nel 2006 non va bene, perché ormai è diventato vecchio.

Viterbo - Camera di commercio - 18esimo rapporto economia

Non si tratta tanto di facilitare, quanto di non creare orpelli. La regione, nel collegato alla finanziaria ha predisposto norme per snellire le procedure. Viviamo un momento d’incertezza e in questo non ci aiuta la reintroduzione di dazi e controdati. Così torniamo ai gran ducati”.

Giuseppe Ferlicca

12 luglio, 2018

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