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La discarica di Cinelli vista dal drone


 

Vetralla – Discarica di Cinelli, nulla di fatto. Non una parola, nemmeno un gesto. Solo il fatto.

La copertura, 13 anni dopo la messa in sicurezza, è in parte saltata, riversando il terriccio anche in una pozza d’acqua dove si abbeverano gli animali.


Multimedia: La discarica di Cinelli vista dall’alto [1]Video [2] – La bomba ecologica della discarica del Cinelli [3]Video [4]


Le immagini realizzate da un drone rimarcano il tutto. L’estensione dell’area, la copertura, il promontorio dei rifiuti sottostanti, affossamenti e sfaldamenti. Tutt’attorno la magnifica campagna maremmana con coltivazioni e pascoli.


Vetralla - La discarica di Cinelli vista dall'alto [5]


Sessanta ettari a rischio e 9 poderi coinvolti, scriveva Arsial (l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione agricoltura Lazio) in un rapporto del 2006. Sequestrata 13 anni fa dai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) perché conteneva oltre 140 mila tonnellate di rifiuti pericolosi in un’area agricola di 5 ettari.


 

Vetralla - La discarica di Cinelli vista dall'alto [6]


Dieci regione e 29 province coinvolte nel giro di rifiuti andato avanti per almeno tre anni. 

Tutto inizia il 2 maggio 2005 quando i carabinieri del Noe misero la discarica sotto sequestro perché contenente materiale non conforme a quanto stabilito dalla normativa sui siti di ripristino ambientale. Un’attività andata avanti probabilmente dal 2002. Circa 16 mila camion, provenienti soprattutto dal nord Italia, che hanno scaricato nella discarica del Cinelli fanghi di cartiera (circa l’82% del totale conferito nella cava) con sostanze pericolose presenti oltre ogni limite.

Un crescendo impressionante di materiali. Solo per quanto riguarda i fanghi di cartiera, al Cinelli sono finiti 31.798 tonnellate nel 2002 (99% di quanto conferito quell’anno), 29.914 nel 2003 (77%), 45.015 nel 2004 (71%) e 36.042 nei primi 5 mesi del 2005 (90%). Per un totale di 142.769 tonnellate (82%). 


Vetralla - La discarica di Cinelli vista dall'alto [7]


Il processo sul traffico illecito di rifiuti, che si aprì successivamente alla vicenda, è finito in prescrizione. L’inchiesta si chiamava “Giro d’Italia, ultima tappa Viterbo” e, oltre a quella del Cinelli, coinvolgeva altre due discariche. Capranica e Castel Sant’Elia, sempre in provincia di Viterbo. Il processo si è concluso nell’ottobre del 2012 con la prescrizione per tutti gli imputati.

Daniele Camilli