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Sutri - Giovedì 12 luglio alle 21,15

L’arte di saper invecchiare in scena a Teatri di pietra

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Sutri - Anfiteatro

Sutri – Anfiteatro

Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Tra un successo e l’altro continua, nella splendida cornice dell’anfiteatro romano di Sutri, Teatri di pietra. 

A cura di Pentagono Produzioni e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con il comune di Sutri ed il patrocinio del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo soprintendenza per i beni archeologici dell’Etruria meridionale, la prestigiosa rassegna proporrà, giovedì 12 luglio, alle 21.15, un classico della letteratura latina.

La compagnia Torino spettacoli porterà in scena L’arte di saper invecchiare, dal De senectute di Cicerone, scritto e diretto da Piero Nuti con Elia Tedesco e Giovanni Gibbin. L’attore e regista Piero Nuti, conoscitore e frequentatore del teatro antico ai massimi livelli, è la guida ideale per un percorso alla scoperta di questo sorprendente testo del più geniale avvocato di tutti i tempi. Lo spettacolo si apre all’attualità attingendo anche a spunti di autori contemporanei e illustrando le motivazioni che mettono generalmente in cattiva luce la vecchiaia, confutandone la fondatezza.

Cicerone esalta l’importanza delle attività per l’anima e delle “cose grandi” per le quali non è necessaria l’agilità del corpo ma piuttosto l’intelligenza e l’autorità e che si possono compiere anche da anziani come accadde, per esempio, a Sofocle che continuò a scrivere tragedie quali l’Edipo a Colono, o a personalità quali Platone o Pitagora. Il corpo non è una casa, ma un albergo dell’anima. Secondo l’autore, l’anima è immortale, e ne è una prova il fatto che si sanno molte cose già dalla nascita, e nemmeno quando siamo vivi l’anima si vede, dunque può esserci anche dopo…

L’intento di Cicerone è lui stesso a illustrarlo con chiarezza: “Desidero sollevare te, e anche me stesso, di questo peso della vecchiaia. La stesura di questo libro mi è stata così piacevole che, non solo ha spazzato via tutte le angosce della vecchiaia, ma mi ha anche reso la vecchiaia dolce e gradita”.

In fondo, come diceva il Premio Nobel per la medicina, Rita Levi Montalcini: “Bisogna aggiungere vita agli anni, non anni alla vita”. Concetto ripreso ed approfondito anche da Luciano De Crescenzo, secondo il quale: “I vecchi che posseggono il senso dell’umorismo hanno diritto al trenta per cento di sconto sull’età.  “La gioventù, la maturità e la vecchiaia sono tre periodi della vita che potremmo ribattezzare “rivoluzione, riflessione, televisione”. Si comincia col voler cambiare il mondo e si finisce col cambiare i canali!”.

Teatri di Pietra

9 luglio, 2018

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