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Cronaca - Intervengono Italia nostra, Forum ambientalista, Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia

“Non c’è necessità di una superstrada, si metta in sicurezza la SS1bis”

La trasversale Orte-Civitavecchia

La trasversale Orte-Civitavecchia

Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – In Italia ci sono vecchie grandi opere incompiute che diventano fondamentali solo sui giornali e in prossimità delle elezioni, e che periodicamente ravvivano i fan della trasversale a tutti i costi.

Il politico di turno di oggi si chiama Rotelli e come tanti altri bisognosi di protagonismo a basso costo si presenta, dichiara: “La SS 675 va completata, urgentemente”sì ma lui, che pur risulta eletto sul territorio del Viterbese, dove è stato fino ad ora?

“Il completamento – afferma – è inserito tra le opere strategiche, di fondamentale importanza per lo sviluppo insfrastrutturale dei trasporti del paese”.

Suona come uno spot ad un appalto tanto atteso da molti, null’altro, perché se fosse stata urgente come infrastruttura, avrebbe anche dovuto dire, per onestà intellettuale, che da oltre 40 anni, un susseguirsi di amministrazioni locali e nazionali di ogni colore hanno tenuto in vita un collegamento su un’arteria come la SS 1bis assolutamente indegno di una viabilità importante, con una strada mal gestita, pessimamente mantenuta e in tanti tratti pericolosa.

E invece di questo aspetto, come tanti suoi colleghi illuminati solo dal finanziamento a rischio di 472 milioni di euro, non se ne è mai interessato nessuno, lasciando il collegamento in questione abbandonato per decenni anche con elevati rischi per la sicurezza, anch’essa a lungo ignorata.

Rotelli, asserisce poi che, “l’area portuale al centro dell’attenzione, è uno dei principali hub del Mediterraneo e primo scalo crocieristico in Europa”, vero, ma ciò non ha niente a che fare con la vocazione di hub merci a cui incessantemente si fa riferimento per sostenere il completamento dell’opera e che appare oramai – dati portuali alla mano –  tristemente tramontata.

La verità è che dopo 40 anni tutta la necessità di fare una superstrada non c’è più, c’è quella, irrealizzata seppur urgente, di connettere il territorio, con strade già esistenti ma adeguate, messe in sicurezza e con un programma certo di manutenzione nel tempo che ne consenta un uso appropriato sia per i ridotti traffici merci che per la mobilità locale e turistica.

Dopo troppi anni ancora oggi la SS1 Bis è una arteria pericolosa e maltenuta, come ammette candidamente la stessa Anas, nei suoi documenti ma come nessuno dei politici in passerella sostenitori del mega finanziamento per la trasversale non si è mai impegnato a denunciare.

La realtà impone che si proceda urgentemente ad una messa in sicurezza del tratto esistente compreso tra Monteromano e Tarquinia, dopo il necessario aggiramento di Monteromano, evitando di passare per la vallata del Mignone che distruggerebbe un’ecosistema intatto e custodito come tale da centinaia di anni dai suoi residenti.

Per dovere di completezza infine il nostro  Rotelli omette di ricordare come a dare il primo “niet” al tracciato verde, è stato infatti il ministero dell’Ambiente che per ben due volte ha bocciato il tracciato progettato da Anas nella Vallata del Mignone e che l’intera procedura di approvazione è stata normata da quella famigerata “Legge Obiettivo” madre di tante altre grandi opere incompiute o sotto l’esame delle magistrature, ed oggi finalmente abrogata, che dallo stesso presidente della autorità anticorruzione Raffaele Cantone è stata definita come, “legge, potenzialmente criminogena”.

Inoltre occorre sempre ricordare come il Tar del Lazio, nel fissare a dicembre 2018 l’udienza di merito del ricorso promosso dalle associazioni ambientaliste e dai comitati locali, dai residenti, contro la localizzazione della SS675 nella Valle del Mignone abbia affermato come “le esigenze della parte ricorrente siano apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito”.

Ma i sostenitori della superstrada a tutti i costi, chissà perchè, questi elementi di chiarezza non li citano mai… si preferisce evocare presunti libri dei sogni e di progresso da offrire in pasto ad un elettorato che però sempre più punisce la vecchia politica dei mestieranti, sempre pronti a cambiare le regole, quando queste danno loro torto o a ignorare le leggi quando queste non riflettono i loro interessi.

Di sciagurato per ora abbiamo solo il tracciato verde e i suoi sostenitori, di sostenibile abbiamo la possibilità di una messa in sicurezza della SS1bis negli ultimi 10 km dopo l’aggiramento di Monteromano.

Noi lottiamo per questo e per la salvezza della Valle del Mignone.
 
Marzia Marzoli
Presidente di Italia nostra sezione Etruria
 
Simona Ricotti
Responsabile nazionale energia Forum ambientalista

Nicola Buonaiuto
Portavoce per il Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia

14 luglio, 2018

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