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Tuscia Film Fest – L’attrice con il regista Riccardo Milani ha fatto il pieno a piazza San Lorenzo - Un trionfo il loro ultimo lavoro Come un gatto in tangenziale, il film italiano più visto in assoluto

A Paola Cortellesi il premio Pipolo

di Valeria Conticiani

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Tuscia Film Fest - Paola Cortellesi riceve il premio Pipolo dalle mani di Andrea De Simone di Confartigianato

Tuscia Film Fest – Paola Cortellesi riceve il premio Pipolo dalle mani di Andrea De Simone di Confartigianato

Tuscia Film Fest - Paola Cortellesi

Tuscia Film Fest – Paola Cortellesi

Tuscia Film Fest - Paola Cortellesi riceve il premio Pipolo dalle mani di Andrea De Simone di Confartigianato

Tuscia Film Fest – Paola Cortellesi riceve il premio Pipolo dalle mani di Andrea De Simone di Confartigianato

Tuscia Film Fest - Riccardo Milani

Tuscia Film Fest – Riccardo Milani

Tuscia Film Fest - Paola Cortellesi riceve il premio Pipolo

Tuscia Film Fest – Paola Cortellesi riceve il premio Pipolo

Tuscia Film Fest - Federico Moccia

Tuscia Film Fest – Federico Moccia

Viterbo – A Paola Cortellesi il premio Pipolo.

Enrico Magrelli, Federico Moccia e Andrea De Simone di Confartigianato hanno consegnato il premio Pipolo a Paola Cortellesi. Introducendola come attrice di talento e artista versatile. L’attrice, ringraziando con il suo consueto sorriso contagioso, a voluto dedicare questo premio, insieme al marito, il regista Riccardo Milani, a Carlo Vanzina, appena scomparso. Il Tuscia Film Fest, a tre giorni dall’inizio ha riempito le vie del quartiere San Pellegrino. Interminabile la fila per l’ingresso in piazza San Lorenzo, lunedi 9 luglio. Un’affluenza del genere difficilmente è stata registrata in precedenza. Il tutto esaurito ha portato gli spettatori a sedersi persino in cima alle scale del palazzo dei Papi. Pur di vedere Come un gatto in tangenziale, l’ultimo lavoro di Riccardo Milani e Paola Cortellesi. Un successo incredibile che ha portato al botteghino cinque milioni di persone. E’ risultato il film italiano più visto in assoluto. Ha vinto tre Nastri d’Argento e ottenuto tre candidature al David di Donatello. E al botteghino ha fatto registrare cifre da capogiro.

Fotogallery: Paola Cortellesi a Viterbo per il premio Pipolo

“La leggerezza ci vuole. E’ importante far sorridere anche su tematiche pesanti – ha detto la Cortellesi -. Cerchiamo di mettere in scena, insomma sul piatto, tutte le emozioni possibili. E’ importante sia far ridere che far piangere. E io e Riccardo, che se non so se lo sapete ancora, ma è pure mio marito, amiamo offrire questo tipo di spettacolo. La nostra passione è la commedia all’italiana. Non lavoriamo sempre insieme per fortuna eh. Ma da quattro film scriviamo insieme le sceneggiature. Lui poi dirige benino dai. Se la cavicchia”, ha ammiccato l’attrice strizzando l’occhio al marito regista seduto insieme a lei di fronte al pubblico di Viterbo.

“Io sono cresciuto con i cineforum. Per me erano motivo di grande noia. Per questo ho trovato nella realtà della vita quotidiana e reale, il vero spunto che potesse attrarre l’attenzione. Giocando sui temi seri. Per comunicarne il lato più vero e a volte anche pesante ma con leggerezza”, ha detto Riccardo Milani.

Poi il critico cinematografico Enrico Magrelli ha domandato alla coppia, che ha scritto la sceneggiatura insieme anche a Giulia Calenda e Furio Andreotti, di parlare della scelta di lavorare con l’attore Antonio Albanese.

“Quello che è nato con Antonio, a parte l’amicizia, è una intonazione – ha spiegato la Cortellesi -. Bisogna essere una squadra e intonarsi. Con lui è successo questo. Si fa famiglia e tutto va bene. Facciamo piccole prove di memoria anche quando siamo al trucco, per esempio. Poi Riccardo ci dirige e sposta delle cose ma, insomma, il tutto non cambia. Siamo un duetto che funziona. Poi Milani ha aggiunto “Quando ho proposto la coppia Antonio e Paola li volevo insieme da un po’. Mettendo al centro l’uso del corpo. Cosa che mi piace molto degli attori. Loro due hanno entrambi fatto un percorso simile tra teatro e altro. In entrambi mi piace molto l’aspetto della malinconia. 

La cosa che mi aveva attratto di Paola, quando l’ho incontrata la prima volta, è che fosse esponente di una comicità moderna e contemporanea, nel picco della popolarità. Ma avevo colto un tono di malinconia in lei che mi piacque molto. Mi ha colpito l’uso del corpo in funzione della comicità da un lato, ma anche dell’emotività e della passione umana dall’altro. E questa è una caratteristica che hanno sia Paola che Antonio. E questo mi piace molto nella commedia. Noi raccontiamo un paese che è sull’orlo del precipizio sociale”. 

La Cortellesi poi, rivolgendosi al marito Milani, ha aggiunto, “Ci vuole il suo occhio di regista per guidarci perché il film non si gira in sequenza dunque entrare nel ruolo e nel momento di quel ruolo è difficile. C’è bisogno del parere e della guida del regista. A volte si parte dalla scena finale. Ed è difficile saltare da un umore e da un passaggio all’altro”. Poi ha spiegato “Il filmCome un gatto in tangenzialeè stato girato a Bastogi. Questo quartiere tosto, molto duro di Roma.

Nei provini Riccardo ha scelto delle persone di lì, della zona. Ci siamo inventati anche due personaggi quando abbiamo trovato queste sue sorelle gemelle del quartiere per inserirle nel film”, ha raccontato l’attrice, riferendosi a due curiose protagoniste del film.

Infine Enrico Magrelli ha domandato come fosse nato il titolo del film, chi dei due lo avesse inventato. E così è partito un divertente battibecco tra i due. La Cortellesi e Milani si sono contesi un po’ la maternità del titolo. Lei, spiegando che a Roma quello è un modo di dire, ha detto “Volevamo far capire, parlando della storia sentimentale di quei due, che era qualcosa che durava poco. E quindi io che sono di Roma, nata e cresciuta nel quartiere Aurelio, dicevo a Riccardo che quei due sarebbero durati come un gatto sull’Aurelia. E allora Riccardo mi disse: beh allora usiamolo come titolo. Ho detto ok. Però poi l’Aurelia non è che la possono capire tutti, anche fuori Roma. Tipo a Firenze. E allora ho detto, la tangenziale! Quella ce l’hanno tutti. Insomma, esiste non solo a Roma”.

Valeria Conticiani

10 luglio, 2018

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