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Ho visto cose che voi umani... - La fine dell'era Fioroni, passata quasi inosservata - Dall'arroganza politica al nulla

Solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo…

di Carlo Galeotti
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Leonardo Michelini e Giuseppe Fioroni

Leonardo Michelini e Giuseppe Fioroni – Una immagine dell’arroganza politica

Viterbo – Ma che cosa è successo? Che cosa è successo con le ultime elezioni? 

Non capiamo molto di politica, ma tre cose ci sembra siano accadute. E’ finita l’era Fioroni. Il voto d’opinione è sbarcato anche nella città dei papi in modo massiccio. I partiti, anche a Viterbo, sono alla frutta. Tutti.

Questa volta cerchiamo di analizzare la prima questione.

E sì, è finita l’era Fioroni. “Fioroni chi?”. E  no, non fate gli spiritosi, su non fate i bambini. Fioroni quello di Pianoscarano… Quello che a 16 anni era moroteo e poi divenne andreottiano. Quello che prima era democristiano e poi si è scoperto di centrosinistra. Quello che era ferocemente antirenziano e poi sulla via di Damasco è diventato renziano fuori tempo massimo. Sì lui! Il deputato sardo per capirci… Quello che per 4 secondi e mezzo è stato ministro. Ministro della pubblica istruzione. Ricordate? “No”. Eppure giuro è esistito, fidatevi.

E’ vero: sembra politicamente un secolo fa. Ma vi garantisco che tal Giuseppe Fioroni, detto Peppe a Viterbo e Beppe a Roma, è esistito. Giuro! Ora sembra si sia dato all’editoria, di bassa lega. Ma editoria. Accipicchia. Rcs sembra preoccupatissima…

Non che Fioroni sia stato poi popolarissimo nella sua città. Una volta lo chiamavano, come dicevo, il “deputato sardo”, visto dove era stato eletto. E che non sia stato mai molto amato lo si è visto alle elezioni politiche. Strapazzato senza pietà da personaggi appena appena emergenti del centrodestra. Niente di che. Ma la stramba “roccaforte” fioroniana non ha resistito neppure a questo.

Segno che la sua ultima bislacca operazione politica, la giunta di “centrodestra” guidata, si fa per dire, da Leonardo Michelini, non era proprio geniale. Doveva recuperare l’elettorato di centrodestra e lui, furbissimo, che fa? Fa salire sul carro dei vincitori sedicenti vertici di centrodestra. Il tutto quando era chiarissimo a tutti che Marini non avrebbe vinto.

Insomma una sicura vittoria per il centrosinistra regalata al centrodestra. Quando si dice che uno studia Aldo Moro e non ne capisce nulla dell’abilità politica. Moro usava le sue tattiche politiche per portare il paese verso gli “equilibri più avanzati”. Fioroni usa i voti del centrosinistra per dar vita a una giunta di destra con elementi di estrema destra. Un non genio politico. 

Ora se qualcuno non si prende la briga di risuscitarlo, Fioroni appare politicamente defunto. Anche perché il suo farneticante lavorio sembra destinato ancora a difendere la sua isola che non c’è più. Un po’ come certi combattenti giapponesi nel pacifico che difendevano l’isoletta a loro affidata, dopo che la guerra era bella e persa. Ma loro nessuno li aveva avvertiti…

Qualcuno si dia la briga di avvertire il soldato Fioroni che la guerra è persa. Anzi la guerra si combatte su un altro fronte che la sua ormai spenta vista politica non vede più. Qualcuno gli dia un bel paio di occhiali politici nuovi.

Ma cosa ha lasciato alla città l’era Fioroni? Poco o niente. Nessun sogno, nessuna idea di città, nessuna idea di sviluppo.

Tanta microconfusione. Questo ha portato. E dire che la politica ha dato molto al soldato Fioroni.

Nessuna soluzione anche per i problemi spicci ma fondamentali della città. Immondizia dappertutto, strade scassate, centro storico morente, periferie abbandonate,  idea di sviluppo nessuna, politica culturale inesistente. Alla giunta Fioroni – Michelini dobbiamo anche il fatto che Viterbo ha perso  il Tuscia opera festival. Ci dicono che ora sia emigrato in una città del nord Italia.

Qualche primo della classe dirà: “Ma i milioni per le periferie?”. Beh, mi dicono che in realtà il governo Renzi quei soldi li abbia dati a chiunque li abbia chiesti e quindi non c’è nessun merito. “Ma il restauro di Santa Rosa?”. Beh anche lì ci ha pensato il ministro Franceschini. Vogliamo dire che una piccola influenza la può aver avuto l’ex ministro dell’Istruzione? Diciamolo. 

Per i tre milioni sbloccati e fermi per l’aeroporto. Sembra che più che altro Fioroni abbia fatto da ufficiale di collegamento, perché l’iniziativa non è stata sua.

Ah dimenticavo, ha lasciato anche un pupazzetto che guida le frotte di turisti nella Tuscia alla scoperta degli etruschi. Con tante idee bislacche che più bislacche non si può.

Fin qui quello che ricordiamo, il buon Fioroni avrà fatto molte cose, ma, insomma, non a memoria  d’uomo. E poi rispetto al danno di avere cancellato i sogni di una intera città, che cosa sono?

I veri danni Fioroni li ha fatti poi nel Pd. Da vero alunno ripetente di Moro. Ha spaccato il partito, lo ha ridotto a una macchietta, tanto che alle elezioni comunali è arrivato sesto. La sua candidata sindaca, Lisetta Ciambella, è arrivata quarta. Dopo Francesco Serra. Incredibile uno si sveglia nel Pd fa un “par de liste” e prende più voti della candidata di Fioroni. Incredibile.

E va detto che il risultato è di gran lunga peggiore di quello nazionale, dove il Pd è franato, ma comunque rimaneva il secondo partito alle politiche. Prima della Lega. Che per ora i consensi grossi li ha solo nei sondaggi.

E se è certo che la responsabilità dello sfascio del Pd è anche colpa di Serra & c., va detto che un leader si vede da due cose: dalla capacità di guidare un partito verso la strada giusta per la nazione e l’abilità di tenerlo unito. E invece no. Fioroni & c. hanno fatto la loro battaglia interna, con un’arroganza politica degna di miglior scopo. L’amministrazione Fioroni – Ciambella è stata maestra nel chiudersi in se stessa. Nel non accettare nessun contributo di idee. Nell’isolarsi da chi l’aveva votata. Perché “noi siamo noi e voi non siete un cazzo!”, come disse il Marchese del Grillo. 

E gli elettori possono sopportare tutto ma non chi gli sputa in faccia. Politicamente parlando.

Insomma la pratica Fioroni è stata archiviata da Renzi quando lo ha relegato a presentarsi nella sua città, sapendo bene quale sarebbe stato il risultato. Trombato senza mezzi termini. E dagli elettori che, dopo le elezioni politiche catastrofiche per Fioroni & c., non sono riusciti a spiegargli come stavano le cose, se non con una assordante raffica di voti che era più contro che pro. E il dato delle comunali di Viterbo è veramente politicamente significativo.

Ma non è bastata a Fioroni & c., la cui arroganza politica è seconda solo al livello di miopia, dopo il primo turno hanno continuato a perdere pezzi vista la simpatia suscitata, con Ricci che ormai si muove liberamente. In pratica il gruppo Pd avrà due consiglieri. Insomma una bella prova. Quello di Serra tre. 

Ma la scioccheria politica non ha limiti. Ora Fioroni & c. ci tengono che sia cacciata formalmente la parte del Pd che raccoglie più voti tra i cittadini. Quando uno è lungimirante. E’ lungimirante. Prima le piccole vendette politiche, poi la propria parte del Pd e se c’è tempo il partito e la nazione. E poi dice che la gente non vota più Pd.

Come diceva Deng Xiaoping: “Non importa che sia un gatto bianco o un gatto nero, finché cattura topi è un buon gatto”. E non importa chi sia il leader, l’importante è che tenga unito il suo partito, vada per la strada giusta per la nazione e vinca per governare, verrebbe da dire. Ma purtroppo Fioroni non sembra imparare dai suoi errori… 

Il potere dà alla testa a chi non ce l’ha più. Vien da chiosare.

E ora la fine politica di un leader, che non mai è stato tale, appare certificata da due elezioni. La pratica Fioroni è chiusa. Come dire che sono rimaste: solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo…

Carlo Galeotti


Ps: per chi avesse dubbi sulla confusione politica in cui versa il buon Fioroni basta leggere un suo recente intervento denso di involutezze concettuali e linguistiche: Al Pd serve l’apporto del popolarismo. Come dire: un blog non si nega a nessuno.


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16 luglio, 2018

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