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Stop all’udienza preliminare per l’ex sindaco di Acquapendente

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L'ex sindaco di Acquapendente Alberto Bambini [3]

L’ex sindaco di Acquapendente Alberto Bambini

 

L'avvocato Enrico Valentini [4]

L’avvocato Enrico Valentini

Viterbo – Vox populi, stop all’udienza preliminare per il filone d’inchiesta che coinvolge  anche l’ex sindaco di Acquapendente.

E’ Alberto Bambini (Pd), finito nei guai per aver chiesto a due imprenditori l’acquisto di un macchinario per l’ospedale in cambio di un appalto. La famosa “tangente a fin di bene”. 

Ieri mattina il gup Rita Cialoni, che avrebbe dovuto celebrare l’udienza preliminare, ha accolto l’eccezione presentata dall’avvocato Enrico Valentini.

Secondo il legale, la giudice avrebbe dovuto rinviare gli atti alla presidente del tribunale, essendo incompatibile, in quanto, alla prima udienza del giudizio immediato ai due imprenditori e due tecnici comunali del filone principale, imputati anche in questo filone, faceva parte del collegio che dispose la revoca della misura di custodia cautelare, per cui sulla vicenda ha già espresso un giudizio.

Parte offesa il Comune. Al centro una presunta cordata di imprenditori pronti a versare tangenti, secondo l’accusa, per spartirsi le gare pubbliche indette sul territorio comunale. 

E’ l’inchiesta Vox Populi sull’appaltopoli dell’Alta Tuscia per cui dovranno comparire davanti a un diverso gup  l’ex sindaco Alberto Bambini, l’ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune Ferrero Friggi, gli imprenditori Marco Bonamici ed Enrico Barberini, l’operaio Giuliano Colonnelli, dipendente del già indagato imprenditore Fabrizio Galli.

Bambini, esponente di spicco del Pd nell’Alta Tuscia, risulta indagato per i reati di turbativa d’asta, rivelazione di segreti d’ufficio e corruzione in concorso. Con Bambini rischiano il rinvio a giudizio, quindi di finire sotto processo, anche l’ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune Ferrero Friggi e l’imprenditore Marco Bonamici. Questi ultimi già sotto processo nell’ambito della stessa inchiesta, dopo l’accoglimento della richiesta di giudizio immediato dei pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci.

A carico di Bonamici e Friggi sono spuntate nuove accuse nell’ambito, rispettivamente, dell’affidamento dei lavori di asfaltatura 2015 (Bonamici) e della gara per l‘affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino (Friggi).

Nomi nuovi, invece, rispetto al primo filone, quelli dell’imprenditore Enrico Barberini e dell’operaio Giuliano Colonnelli. Colonnelli è un dipendente dell’imprenditore Fabrizio Galli, già sotto processo con Bonamici, Friggi e l’ex responsabile dell’ufficio tecnico Vincenzo Palumbo (successore di Friggi quando è andato in pensione). 

Nel mirino della procura, ancora una volta, la gara per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino, per un valore di 790mila euro; la gara per i lavori di asfaltatura del 2015; e poi, il permesso a costruire alla società che ha realizzato il centro commerciale in località Cufaro.

L’ex sindaco sarebbe stato tradito da una “tangente a fin di bene”. Bambini risulta indagato per turbativa d’asta e corruzione nell’ambito dell’affidamento dei lavori di asfaltatura.

E’ la vicenda già nota che ha dato il via all’inchiesta, quando l’imprenditore Mauro Gioacchini ha denunciato di essere stato vittima di un tentativo di corruzione da parte del collega Galli, con cui spartirsi un doppio appalto per l’asfaltatura delle strade, devastate dall’alluvione del 2012, in cambio dell’acquisto di un’apparecchiatura del costo di 10mila euro per l’ospedale, come sarebbe stato chiesto in cambio dall’allora sindaco Bambini.

Corruzione e turbativa d’asta per Bambini. “Perché – si legge nell’avviso di fine indagine – mediante collusioni, mezzi fraudolenti o promesse di doni, Bambini e Palumbo hanno rivelato a Galli, al fine di procurare allo stesso  un ingiusto vantaggio patrimoniale, l’elenco delle cinque ditte da invitare a procedura negoziata, in modo tale che Galli avesse margine di manovra per concordare collusivamente con gli amministratori delle altre ditte la percentuale di ribasso da indicare nelle offerte  economiche e comunque il contegno da tenere in relazione alle procedure pubbliche e determinare la spartizione dei due appalti tra una ditta riconducibile a Galli e l’altra riconducibile a Mauro Gioacchini”.

A denunciare la tentata corruzione l’imprenditore Mauro Gioacchini. Bambini e Bonamici, in particolare, avrebbero, secondo la procura, concordato:“Il contegno da tenere in relazione alla partecipazione alle gare in questione anche in relazione alla ‘spartizione’ di altri lavori da affidare da parte del Comune di Acquapendente”.

A Galli e Gioacchini avrebbero proposto per l’accusa:“Di concordare le offerte con una percentuale di ribasso minima (4%) rispetto al prezzo posto a base d’asta in maniera tale  da pilotare l’affidamento  dei due appalti, ciascuno, ad una ditta riconducibile ed, al tempo stesso, da consentire elevati profitti alle loro imprese, rappresentando altresì Gallo al Gioacchini di avere la loro ‘copertura’ politica dal sindaco Bambini a cui era diretta una somma di 10mila euro per l’acquisto di un macchinario medico per l’ospedale di Acquapendente”.

Silvana Cortignani


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