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Tarquinia - La segnalazione di Daniela Scatolini dopo un guasto all'Ecocolor Doppler all'ospedale: "Intervenga il direttore generale della Asl"

“Tre mesi per sostituire una sonda e più di 100 prestazioni accumulate…”

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Tarquinia - L'ospedale

Tarquinia – L’ospedale

Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Purtroppo devo registrare, ulteriormente, che gli utenti che si rivolgono presso le strutture sanitarie a disposizione in questo territorio sono oggetto di disservizi sanitari e sociali. Le segnalazioni che mi giungono riguardano l’ospedale di Tarquinia.

Può capitare, come è accaduto a fine marzo 2018, che la sonda dell’Ecocolor Doppler in uso all’ospedale tarquiniese si guasti per cui gli esami prenotati sono stati tutti rimandati.

Solo in data 4 luglio 2018 (dopo circa tre mesi) si è resa disponibile una nuova sonda. Direi un grave disservizio. Ci sono voluti ben tre mesi prima che riprendesse la normalità degli esami; mi sembra un po’ esagerato atteso l’importanza dell’esame, sempre più richiesto, “per il suo elevato potere diagnostico”.

Si parla di una struttura pubblica dove i cittadini si rivolgono e dove l’efficienza deve essere una priorità per scongiurare ben più gravi malattie che andranno sicuramente ad incidere sul servizio sanitario nazionale.

Ciò ha causato l’accumulo di circa 100 prenotazioni, quindi utenti bisognosi di fare prevenzione, ma anche controlli.
Si insiste sulla prevenzione, ma se gli organi primari dediti a ciò non sono efficienti come si fa?

Mi risulta ufficiosamente che il medico responsabile U.O.S trattamento patologie vascolari periferiche dell’Ospedale di Tarquinia (piano 0 stanza 44) e referente delle cure primarie del distretto A, si è reso disponibile ad effettuare le prestazioni accumulatesi anche fuori orario tramite il servizio Alpa (attività svolta dal professionista al difuori dell’orario di lavoro, incaricato e pagato dall’Azienda per un fine utile all’utenza).

Mi affido al buon senso di chi dirige tale struttura affinché il disservizio di tale importanza sia sanato con scelte oculate e di umana comprensione, basti ai 100 utenti costretti a riprogrammare l’appuntamento tramite il cup con i tempi non certamente a breve, a causa delle lunghe liste d’attesa.

Gli utenti non possono affidarsi alla sorte dell’oggi lo strumento funziona hanno il diritto di essere curati. Auspico quindi in un intervento immediato da parte del direttore generale della Asl per sanare velocemente questa incredibile situazione.

Daniela Scatolini


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11 luglio, 2018

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