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Tuscia Film Fest - Il duo Nuzzo-Di Biase ha presentato l'opera prima Vengo Anch’io, un road movie che parla d’inclusione e diversità in modo ironico

“Volevamo raccontare il diritto alla felicità”

di Daniele Aiello Belardinelli
Tuscia film Fest - Il duo Nuzzo - Di Biase

Tuscia film Fest – Il duo Nuzzo – Di Biase

Tuscia film Fest - Maria De Biase

Tuscia film Fest – Maria De Biase

Tuscia film Fest - Corrado Nuzzo

Tuscia film Fest – Corrado Nuzzo

Tuscia film Fest - Il duo Nuzzo - Di Biase

Tuscia film Fest – Il duo Nuzzo – Di Biase

Tuscia film Fest - Il duo Nuzzo - Di Biase

Tuscia film Fest – Il duo Nuzzo – Di Biase

Viterbo – “Volevamo raccontare il diritto alla felicità che dovrebbe avere ogni essere umano. Ci sembrava un bel tema che abbiamo voluto affrontare a modo nostro”. Coppia nella vita e sodalizio artistico. Corrado Nuzzo e Maria Di Biase ospiti ieri sera al Tuscia Film Fest con la loro opera prima Vengo anch’io. Una road movie a basso costo da Milano al Salento.

Piazza San Lorenzo gremita, per una serata all’insegna della comicità e dell’ironia. Nuzzo e Di Biase perfettamente a loro agio e sempre pronti alla battuta, come a non volersi mai prendere sul serio, hanno risposto alle domande di Franco Grattarola, raccontando come è nato il film.

“Mi è venuta questa idea, perché avevo comprato un furgone”, scherza Nuzzo, per poi farsi serio: “È nato dalla voglia di narrare una storia intima e raccontare il diritto alla felicità. Questo era il nostro desiderio. E vengo anch’io, il titolo, è un omaggio al grande Enzo Iannacci, che ha cantato e parlato degli ultimi”. “I personaggi non cambiano durante il film”, sottolinea Di Biase, che aggiunge: “Il lieto fine è che incontrandosi stanno meglio, ma rimangono uguali. Sono disperati all’inizio e lo sono anche alla fine. Sono sereni nella disperazione”.

I protagonisti del film. Corrado, assistente sociale licenziato per la dipendenza dagli psicofarmaci e aspirante suicida. Aldo, giovane con la sindrome di Asperger. Maria, appena uscita dal carcere. Lorenza, figlia di Maria, atleta di canottaggio. Insieme saranno costretti a intraprendere un viaggio, che li poterà ad affrontare il loro passato, per poi arrivare al lieto fine. Quello di una famiglia allargata e felice che accoglie, invece di escludere, le diversità. Tanti i camei. Da Ambra Angiolini a Vincenzo Salemme, da Francesco Paolantoni ad Aldo Baglio fino ad Alessandro Haber.

Avevamo tante scene comiche – dice Nuzzo – ma nella fase di montaggio abbiamo lavorato per sottrazione. Volevamo dare il giusto equilibrio alla storia. La storia deve vincere su tutto. Abbiamo cercato di mettere insieme la comicità e un pizzico di poesia”.

“Noi pensiamo che spesso la comicità nasce dal dramma. – afferma De Biase – È quella che ci piace di più. Quando ridi ma non dovresti farlo e come pubblico ti senti in colpa, perché i personaggi stanno soffrendo”.E questo è quello che accade nel film Vengo anch’io. Nel filone della grande commedia italiana e della comicità pura come Una vita difficile di Dino Risi e Miseria e nobiltà di Totò.

Daniele Aiello Belardinelli

11 luglio, 2018

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