--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Cronaca - Nel Lazio, indice potenziale di infestazione a livello massimo a Latina, Roma e Viterbo

Zanzara tigre, scatta l’allerta nella Tuscia

Condividi la notizia:

Una zanzara

Una zanzara

Milano – Riceviamo e pubblichiamo – Zanzara tigre: massima allerta nel Lazio

Secondo i dati di Vape Foundation divulgati da Anticimex, nella settimana dal 26 luglio all’1 agosto, indice potenziale di infestazione a livello massimo a Latina, Roma e Viterbo; tendenza futura in crescita in tutte le province e indice di calore compreso tra i 41 e i 54 gradi a Roma e tra i 32 e i 40 gradi a Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.

Dopo un clima altalenante, l’estate sembra essere finalmente arrivata, e insieme all’aumento delle temperature, anche il fenomeno zanzara tigre comincia davvero a farsi sentire nelle città italiane.

Quali saranno nei prossimi giorni le aree più attaccate dal temuto insetto volante nel Lazio, adesso che ci avviciniamo ad agosto? Secondo i dati del bollettino meteo di Vape Foundation divulgati da Anticimex, azienda internazionale specializzata nel Pest Management e nei servizi di igiene ambientale, nella settimana dal 26 luglio all’1 agosto nel Lazio sono Latina, Roma e Viterbo le province con l’indice potenziale di infestazione di zanzara tigre più alto, in una scala di intensità da 0 a 4. Nelle altre province, a Frosinone e Rieti si registra invece un livello medio-basso (2). In tutte le province la tendenza futura è in crescita, mentre l’indice di calore è compreso tra i 41 e i 54 gradi a Roma, tra i 32 e i 40 a Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.

Nelle altre regioni, in Friuli Venezia Giulia l’allarme più alto si concentrerà su Gorizia, Pordenone e Udine (indice 4), seguite da Trieste (livello 3); in Abruzzo su tutte le province tranne Teramo (indice 2); in Liguria su Imperia e Savona, preferite a Genova e La Spezia (livello 3). Termometro massimo in Puglia e Umbria, interamente prese d’assalto, in Sicilia, dove a salvarsi è la sola Palermo (indice 0), mentre in Basilicata saranno sia Matera sia Potenza a registrare l’indice 4.

Calabria, Campania e Marche quasi al completo, dato che ad essere attaccate saranno tutte le province, ad eccezione di Cosenza per la prima, di Avellino e Salerno per la seconda e Ascoli Piceno per la terza.

Anche la Sardegna nel mirino del livello 4 con Cagliari, Carbonia Iglesias, Medio Campidano, Olbia Tempio, Oristano e Sassari, e a seguire le province di Ogliastra e Nuoro, al livello medio-alto (3).

In Lombardia gli insetti famelici faranno la loro comparsa manifestandosi principalmente sui territori di Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Milano, Monza-Brianza, Pavia e Varese, colpendo anche Bergamo e Como, che presenteranno invece un indice medio-alto (3).

In Piemonte maggiormente bersaglio delle zanzare Alessandria, Asti, Novara e Vercelli, a differenza di Biella, Cuneo e Torino che si attestano al livello 2 e, Verbano-Cusio-Ossola che si ferma al livello 1.

Se in Veneto a soffrire saranno principalmente Padova, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza, in Toscana ad avvicinarsi all’indice più alto saranno Arezzo, Firenze, Livorno e Lucca (livello medio-alto 3), in coda alle province che registrano il livello 4 (Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Prato).

Ma come influisce il clima sulla presenza delle zanzare? “Vi sono due aspetti climatici fondamentali che influenzano la proliferazione delle zanzare: le temperature e le piogge. – sottolinea Valeria Paradiso, responsabile tecnico di Anticimex Italia – Più le temperature si mantengono basse e più il ciclo di vita delle zanzare è lungo. Quando le temperature medie sono intorno ai 25°C, la zanzara può completare un ciclo di sviluppo in meno di 10 giorni. Ecco perché solitamente i picchi di massima densità si hanno solitamente nei periodi estivi. Le piogge abbondanti e frequenti innalzando il livello dell’acqua, determinano schiuse massive e creano molti focolai nuovi”.

 

Anticimex-Vape Foundation


Condividi la notizia:
27 luglio, 2018

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR