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Neonato trovato morto a Terni - Sarà esaminata dai medici della struttura protetta individuata dalla difesa per i domiciliari

Affidata ai nonni la sorellina della vittima, psichiatri in carcere dalla madre

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Giorgia Guglielmi

Giorgia Guglielmi

Terni – (sil.c0.) – Neonato morto nel parcheggio di un supermercato a Terni, visita psichiatrica in carcere per la madre. 

La 27enne  ternana accusata di omicidio volontario aggravato dal vincolo di sangue sarà visitata in carcere dagli psicologi della residenza protetta che, in caso di parere positivo, già nelle prossime settimane potrebbe accoglierla agli arresti domiciliari. “Se daranno parere favorevole, presenteremo istanza”, fa sapere la difesa. 

Nel frattempo il Comune di Terni, tramite l’assessore ai servizi sociali Marco Cecconi, ha stanziato circa 1500 euro per i funerali del piccolo, che si sono tenuti ieri pomeriggio in forma privata nella chiesa di Santa Chiara, ad Acquavogliera, fra San Gemini e Terni. Presente l’assessore ai servizi sociali del Comune di Terni, Marco Cecconi, e i familiari.

“Il contributo del Comune è la prova delle difficoltà economiche della famiglia, checché ne dica la procura”, commenta l’avvocato Alessio Pressi, difensore di Giorgia Guglielmi, la madre 27enne che ha confessato di avere fatto tutto da sola, dal parto all’abbandono in una busta di plastica sotto il sole del figlioletto, nato e morto il 2 agosto, in isolamento da una settimana nel carcere femminile di Perugia.

La sorellina di due anni, figlia primogenita della coppia, è stata affidata ai nonni materni. La madre, in isolamento dal 7 agosto nel carcere femminile di Perugia, chiederebbe spesso di lei, mai del fratellino tragicamente scomparso. Il padre, invece, sentito più volte dagli investigatori, non è in grado di occuparsene a tempo pieno. 

“Grazie al ricorso al Riesame posso accedere al fascicolo che, per motivi burocratici, non era nella mia disponibilità”, sottolinea l’avvocato Pressi, spiegando le ragioni del ricorso al tribunale della libertà. 

La difesa conta piuttosto sulle perizie in carcere disposte dalla pm Barbara Mazzullo che, pur rigettando la richiesta di perizia psichiatrica in sede di incidente probatorio, ha concordato sulla necessità di sottoporre la 27enne ad accertamenti medico-legali di natura sia psicologica, sia ginecologica per accertare le sue condizioni di salute. 

“Obiettivo sono gli arresti domiciliari in una residenza protetta – spiega il legale – in un luogo che ho già individuato e presso il quale spero la giovane possa essere accolta al più presto. Considerata la concomitanza con la pausa estiva, spero al massimo entro metà settembre. A questo scopo, nei prossimi giorni, sarà visitata in carcere dagli psicologi della struttura, il cui parere favorevole è fondamentale perché il presidente della stessa dia preventivamente il suo via libera a un eventuale ingresso. Un passaggio fondamentale e indispensabile. Dopo di che sarà possibile presentare istanza”. 

Il vescovo aveva suggerito di chiamare il bimbo Francesco, come il pontefice. Il padre, un muratore trentenne d’origine albanese, riconoscendolo, l’ha chiamato Francesco Giuseppe. La famiglia si è fatta carico delle esequie, celebrate dal cappellano dell’ospedale al Santa Maria, dove è stata ricomposta la salma del piccino dopo l’autopsia. Il Comune contribuisce. 

“Non è un caso, ci sono tutti i presupposti, anche se la procura nega difficoltà economiche. Sia la madre che il padre del bambino fanno i salti mortali per campare, vivono di lavori saltuari, a chiamata, se non al nero. Una giovane coppia con tante difficoltà economiche. Tant’è vero che il Comune, tramite l’assessore ai servizi sociali Marco Cecconi, ha stanziato una somma tra i 1200 e i 1500 euro per contribuire alle esequie”, sottolinea in chiusura Pressi.


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14 agosto, 2018

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