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Viterbo - Denis Illarionov al suo compagno di cella - Il gip: "Dopo l'attentato alla macchina di santa Rosa, poteva tornare a colpire" - La procura ha chiesto l'immediato

“Avevo deciso di fare una strage di bambini”

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Viterbo - Questura - L'arresto di Denis Illarionov

Viterbo – Questura – L’arresto di Denis Illarionov

Il 24enne Denis Illarionov su Instagram

Denis Illarionov su Instagram

Viterbo - Polizia - L'arresto di Denis Illarionov - Le armi, gli ordigni e l'esplosivo sequestrati

Viterbo – Polizia – L’arresto di Denis Illarionov – Le armi, gli ordigni e l’esplosivo sequestrati

Viterbo - Polizia - L'arresto di Denis Illarionov - Le armi, gli ordigni e l'esplosivo sequestrati

Viterbo – Polizia – L’arresto di Denis Illarionov – Le armi, gli ordigni e l’esplosivo sequestrati

Una vignetta pubblicata da Denis Illarionov su Instagram

Una vignetta pubblicata da Denis Illarionov su Instagram

Viterbo - Santa Rosa - Il lancio del fumogeno

Viterbo – Santa Rosa – Il lancio del fumogeno

Viterbo – Denis Illarionov aveva anche “individuato degli obiettivi da colpire”. Tra cui i bambini. Di cui, ha detto agli inquirenti il suo compagno di cella, con il quale il 24enne si sarebbe confidato, “aveva intenzione di fare una strage. Per dare dimostrazione a tutti della sua determinazione e che si ispirava a Igor il Russo, il noto omicida arrestato in Spagna”.

Che Illarionov volesse fare una strage di minori era cosa nota. I poliziotti della Digos di Viterbo, mentre indagavano sul 24enne segnalato dall’Fbi come potenziale terrorista internazionale, si erano già imbattuti in una foto (del 22 aprile 2017) su cui Illarionov, che si era fatto immortalare con una pistola in pugno, aveva scritto: “È ora di ammazzare i bambini dell’asilo. School shooting”. Ovvero, sparatoria a scuola. Ma dal 12 marzo, quando è stato rinchiuso in carcere, ne avrebbe addirittura “rafforzato” il concetto. Ribadendo al suo compagno di cella di avere “intenzione di fare una strage di bambini” e rivelandogli di “ispirarsi al noto omicida Igor il Russo” e di aver anche “individuato gli obiettivi da colpire”. Per questo la procura di Roma, a cui quella di Viterbo aveva inviato gli atti per un’ipotesi di “affiliazione ad associazioni sovversive”, prima di restituire il fascicolo, ha riqualificato e aggravato il capo d’accusa da fabbricazione e detenzione di materie esplodenti a strage.

Anche questo “rafforzamento” dei suoi “propositi”, ha spinto il gip Francesco Rigato ad emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere pure per l’attentato (fortunatamente mancato) alla macchina di santa Rosa. Nonostante Illarionov, che fino a pochi mesi fa era riuscito a farla franca, avesse commesso il fatto il 3 settembre del 2015. Ovvero, quasi tre anni fa.

“L’indagato – spiega il giudice motivando le esigenze cautelari – non ha affatto accantonato i propositi delinquenziali che, anzi, sembra aver fondato su un’ancor maggiore determinazione”. E, continua, “verificandosi l’occasione, può facilmente commettere reati della stessa indole”. Dunque, “le esigenze cautelari non solo sono attuali ma anche concrete. Illarionov, dopo aver attuato il proposito del 3 settembre 2015, non solo non ha abbandonato la sua progettualità stragistica ma l’ha anche incrementata. Approfondendo le proprie conoscenze in materia di sostanze esplodenti e sulla loro combinazione, col preciso scopo di compiere ulteriori e più gravi delitti. Giungendo addirittura all’individuazione degli obiettivi da colpire”.

Il gip definisce il 24enne “persona socialmente pericolosa, in ragione delle competenze che ha via via acquisto in materia di fabbricazione di ordigni artigianali realizzati utilizzando componenti facilmente reperibili. L’evento del 3 settembre 2015, pur non avendo avuto pieno successo, è stato un incentivo nella prosecuzione della fabbricazione di ordigni simili”.

Per il giudice Rigato, che ha accolta la richiesta della procura, la custodia cautelare in carcere è “proporzionata all’indubbia gravità del fatto”. Ovvero, l’attentato alla macchina di santa Rosa. E “idonea ad arginare il concreto e attuale pericolo di recidiva”. Inoltre, sottolinea  i “domiciliari, sostanzialmente di natura fiduciaria perché largamente fondati sullo spontaneo rispetto, non forniscono sufficienti garanzie rispetto alle spinte criminali di cui l’indagato, soggetto palesemente animato da intenti violenti, si è ampiamente dimostrato portatore”.

Nell’ordinanza d’arresto, che i poliziotti della Digos hanno notificato a Illarionov lunedì, quando già si trovava in carcere da quattro mesi, il gip già esclude, in caso di condanna, la concessione della sospensione condizionale della pena. “In considerazione – evidenzia – dell’impossibilità di formulare una prognosi favorevole circa la futura astensione di Illarionov dal commettere ulteriori reati”.

Intanto la procura, sia per quanto riguarda l’accusa di strage che di violazione della legge sulle armi in seguito all’episodio del 3 settembre del 2015, ha avanzato richiesta di giudizio immediato. Quel rito che non prevede l’udienza preliminare.

Raffaele Strocchia 


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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3 agosto, 2018

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