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Una delegazione di Fontanarosani all’Unione con i facchini

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Il carro di Fontanarosa [4]

Il carro di Fontanarosa

Fontanarosa – Riceviamo e pubblichiamo –  “Il carro, unico grande amore” canta il popolo festante durante il tragitto. “Il carro, unica fede e devozione” .

Il 14 agosto alle 19,15 il carro, il grande carro, è caduto! Ciò che tutti pensavano fosse impossibile si è realizzato. Stanco, si adagia con la parte superiore su un tetto, chiude un occhio, con l’altro veglia sulla sua gente, accertandosi di non aver fatto del male.

Miracolosamente quella Madonnina, che nell’impatto si è staccata volando lontano illesa, ha protetto ancora una volta la comunità: nessun morto, nessun ferito grave (si conta una sola ragazza colpita da un pezzo staccatosi dal “gigante”, miracolata anche lei). Nessuna vera tragedia. Eppure i Fontanarosani, feriti nel più profondo delle loro anime, hanno vissuto e stanno vivendo questo episodio come un lutto, dal quale lentamente stanno cercando di riprendersi ma che ha lasciato una cicatrice in ogni cuore. 

Il 14 agosto alle 19,15 regnano l’immobilismo, il silenzio, l’impotenza nelle strade del paese. Le mani che odorano di canapa, quella canapa delle funi, stropicciano ora gli occhi sperando di scacciare via l’incubo e far spazio a una realtà felice. Il carro non può essere caduto! Le mani vanno via dal viso e la pioggia tagliente bagna i volti, le sacre maglie e si mischia all’olezzo di asfalto bagnato. L’odore della paglia inzuppata e del legno si alza forte nell’aria… si realizza l’accaduto. Ci sono il fragore della pioggia e il silenzio, che lascia spazio al pianto e alle lacrime. Ci nutriamo del sale delle lacrime… da allora… ancora oggi. 

Protagonista è il carro, obelisco interamente e finemente lavorato in paglia, montato e trasportato ogni anno il 14 agosto per le vie del paese.

Nato secoli addietro come ringraziamento alla Vergine Maria per il raccolto, ma soprattutto simbolo che unisce profondamente ogni singolo cittadino alla propria terra, Fontanarosa. Simbolo d’identità, sacralità, gioia pura. Sulla sommità si erge imponente la statua di “Maria santissima della Misericordia” (anch’essa lavorata interamente a mano dal compianto maestro Mario Ruzza). Ogni anno scruta intorno, veglia sul suo popolo, ama incondizionatamente e regala armonia. 

Dal suo trono si allungano fino a terra 28 metri di struttura in legno e registri di paglia intrecciata con lavoro certosino. O Maria, guarda giù a terra. Ogni anno ci siamo noi, uniti a trasportare la regina. Dalle vesti del gigante partono le nostre funi. O Maria, noi ti riporteremo lì, ad ammirare dall’alto, estasiata ed entusiasta di noi tutti, la tua casa, lo splendido santuario di Maria santissima della Misericordia. 

“Uniti ci rialzeremo”, “Mentre qui manchi tu”, sono solo due dei numerosi striscioni che i ragazzi hanno apposto nel luogo in cui il “gigante” sarebbe dovuto arrivare per essere posizionato, nel punto centrale del paese: “La punta della selice”, e lì restare per lungo tempo. 

Questo episodio ha visto i Fontanarosani essere confortati dall’affetto e dall’abbraccio di decine di comunità che con svariati gesti di solidarietà si sono mostrate vicine al loro “dolore”. 

Flumeri, Villanova del Battista, Mirabella Eclano, Carpignano, paesi che, come Fontanarosa, appartengono alle “Vie del grano” dell’Irpinia, hanno invitato la comunità a partecipare alle loro manifestazioni (simili alla tirata del carro). Giunti lì i ragazzi, indossando le maglie tipiche della tirata del 14 agosto, si sono ritrovati avvolti nell’abbraccio di persone fantastiche, che hanno applaudito per omaggiarli, hanno intonato cori e canti in loro onore. 

Solidarietà arriva a Fontanarosa anche da fuori. Associazioni di Nola, cittadina campana celebre per i suoi “Gigli”, hanno fatto arrivare il loro calore fino all’Irpinia. La città laziale di Viterbo, famosa anche per la grande manifestazione della Macchina di santa Rosa, si è attivata per far giungere alla piccola comunità irpina tutto il suo appoggio, morale e materiale.

Lunedì 3 settembre, il popolo di Fontanarosa risponderà al grande gesto di generosità recandosi numeroso a Viterbo. Durante la giornata si avrà la possibilità di assistere alla magnificenza maestosa della Macchina e al convegno che si terrà alle 13 al teatro dell’Unione di Viterbo.

Prima della partenza della Macchina ci sarà un simbolico scambio, ovvero la comunità di Fontanarosa omaggerà i facchini e tutto il popolo di Viterbo di una maglia della Tirata del Carro e di qualche lavorazione tipica. Con grande onore per i fontanarosani, il tutto verrà trasportato insieme alla Macchina… come simbolo, da parte dei cari amici di Viterbo, di vicinanza, onore e solidarietà. 

Fontanarosa è ferita ma si sta rialzando. Fontanarosa si rialzerà e ringrazia tutti coloro che, comprendendo la ferita nel cuore di ogni singolo cittadino, stanno contribuendo alla sua rialzata, e che porterà alla “Rialzata” del loro unico grande amore. Grazie funaioli Irpini, grazie Nola, grazie facchini viterbesi.

Rossana Pasquariello
Luca Ruzza
Fontanarosani funaioli


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