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Regione - È quanto emerge dall'ultimo rapporto Istat

Il Lazio è la regione dove si va di più al cinema

di Daniele Camilli

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Tuscia film fest

Tuscia film fest

Cinema

Cinema

Ficarra e Picone al Tuscia film fest

Ficarra e Picone al Tuscia film fest

Viterbo – Il Lazio è la regione italiana dove si va di più al cinema. È quanto viene fuori dall’ultimo report Istat dedicato a “Cittani e cinema”.

Il 59,5% degli intervistati ha infatti dichiarato che nel 2017 s’è messo seduto davanti al grande schermo almeno una volta. Il 3,9% 12, una volta al mese. Seguono Emilia-Romagna e Abruzzo (52,3%). Terzo posto per la Lombardia (51,1%).

Il Lazio è inoltre la regione dove si guardano più commedie. Il 59% degli intervistati. Seconda posizione per Toscana e Umbria (57%). Terza per la provincia autonoma di Bolzano (56%).

La scelta del cinema dipende poi dalla facilità nel raggiungerlo (30% degli intervistanti), dalla disponibilità di sale (29%) e dal film (24%). I generi più visti sono la commedia (59%), i film d’azione (45%) e quelli comici (39%).

Il Lazio è lontano invece dalle vette per quanto riguarda la frequentazione di cineforum (10° posto), festival e rassegne (12°), blog e community (15°). 

Tra quelli che non vanno al cinema, il 38% preferisce guardare film in tv, per il 21% il cinema costa troppo, mentre il 18% ha dichiarato di non avere “abbastanza tempo libero”.

A livello nazionale “nel 2017 – spiega l’Istat – si stima che il 49,6% delle persone di 6 anni e più (circa 28 milioni 400 mila persone) abbia frequentato sale cinematografiche almeno una volta nei 12 mesi precedenti l’intervista (40,7% nel 1993). Tra le persone che si sono recate al cinema, la maggior parte (30,1%) ha una frequentazione saltuaria (da 1 a 3 volte in un anno), l’11,7% un po’ più regolare (da 4 a 6 volte l’anno) mentre solo il 7,7% frequenta più assiduamente le sale (7 o più volte in un anno)”.

Le tendenze degli ultimi 25 anni sono state poi caratterizzate da un notevole aumento nella quota di spettatori saltuari (da 20,9% del 1993 a 30,1%) e dal calo di quella dei frequentatori assidui (da 9,5% del 1993 a 7,7%).

“Aumentano soprattutto – prosegue Istat – le spettatrici: rispetto al 1993, la quota di donne che sono andate al cinema almeno una volta nell’ultimo anno è passata da 37,6% a 48,8%, quella degli uomini da 44,0% a 50,5%. La frequentazione delle sale cinematografiche è fortemente legata all’età: nel 2017 si stima che siano andati al cinema almeno una volta l’anno più del 70% dei ragazzi fino a 14 anni e circa l’80% dei giovani di 14-24 anni”. 

“Le generazioni più giovani – conclude Istat – pur presentando livelli di frequentazione del cinema molto elevate, crescendo riducono la loro fruizione in anticipo rispetto alle generazioni che le hanno precedute. Si va di più al cinema nelle regioni del Centro rispetto alla media nazionale (54,5% contro 49,6%); seguono le regioni del Nord, con valori intorno alla media (50,2%) e infine quelle del Sud e delle Isole con valori sempre sotto la media (46,1%)”.

Infine, in Italia, ad andare di più al cinema sono soprattutto i laureati. Il 70,9% contro il 57,7% dei diplomati e il 23,9% di quanti hanno la licenza media. Almeno una volta all’anno. Differenze significative si ritrovano pure rispetto alle risorse economiche della famiglia di appartenenza. Il 66% di chi va al cinema una volta all’anno considera ottime le risorse economiche della famiglia, il 54 adeguate, il 43 scarse e il 36 assolutamente insufficienti. Un divario che aumenta quando si va a vedere chi va al cinema regolarmente (4-6 volte l’anno) oppure assiduamente (7 volte l’anno o più). In tal caso la percentuale di chi indica ottime risorse economiche è tripla rispetto a coloro che le ritengono invece assolutamente insufficienti.

Daniele Camilli

29 agosto, 2018

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