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Comune - Cultura - Interviene il consigliere comunale Alfonso Antoniozzi (Viterbo 2020)

“Il museo civico chiuso a Ferragosto? E’ solo la punta di un iceberg”

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Alfonso Antoniozzi

Alfonso Antoniozzi

Viterbo - Il Museo Civico chiuso a Ferragosto

Viterbo – Il Museo Civico chiuso a Ferragosto

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il pezzo di Carlo Galeotti che ieri denunciava la chiusura del museo storico a Ferragosto è ahimé solo la punta di un iceberg la cui base è ben visibile, e da tempo, a chiunque sia interessato o si occupi di cultura nella nostra città.

Viterbo vive da tempo una sua personale schizofrenia: da un lato si ribadisce a ogni piè sospinto e ad ogni insediamento di qualsiasi nuova amministrazione come la cultura e il turismo debbano essere il volano dell’economia, dall’altro la promozione turistica e culturale della città finisce sempre nel novero delle buone intenzioni di cui è lastricata la via dell’inferno.

L’inferno che ci tocca vivere a seguito delle buone intenzioni mai messe in pratica, è quello che culmina con la chiusura del museo storico a Ferragosto a poche settimane dagli “Stati Generali del Turismo”, iniziativa con cui la nuova amministrazione ha voluto visibilmente ribadire, come quelle che l’hanno preceduta, il solito beneaugurante mantra “la cultura il turismo l’accoglienza ai visitatori”.

La realtà dei fatti è che la promozione turistica della città è stata fino ad oggi fallimentare, che quel poco di notorietà che Viterbo ha fuori delle mura cittadine è dovuta alla macchina di Santa Rosa (che però chiama turisti una volta l’anno) e alle iniziative personali di fondazioni e associazioni culturali.

La realtà dei fatti è anche che il giorno di Ferragosto ho faticato a trovare un posto al ristorante a Bagnoregio, dove ho raggiunto due miei colleghi pugliesi che, di ritorno a casa e passando per il nostro territorio, hanno scelto di visitare Civita. Civita, non Viterbo. Questo è l’inoppugnabile risultato di una campagna di promozione turistica straordinariamente ben fatta, una cosa che noi da sempre ci rifiutiamo di mettere in pratica seriamente.

La realtà dei fatti, aggiungo, è che il museo, anche aperto, non ha alcun appeal sul turista. Il percorso espositivo è “museale” nel peggior senso del termine, e le due tele di Del Piombo sono collocate come peggio non si potrebbe e senza alcun cenno divulgativo sull’importanza del pittore nel suo tempo, sulla sua collocazione storica e artistica, sul rapporto con Michelangelo, sul perché si trovassero proprio nella nostra città.

La realtà dei fatti è che raccontando tutto questo la National Gallery di Londra riesce a costruire una mostra monotematica con al centro il nostro dipinto, e noi invece la esponiamo malamente illuminata dentro una stanzuccia, e che questa mostra sbiglietta migliaia di ingressi mentre gli incassi dello sbigliettamento del nostro museo, lo scorso anno, ammontavano a euro tremila.

Bisogna invertire la rotta, il che significa avviare finalmente una seria e concreta promozione turistica di una città che ha molto da raccontare: dal mistero degli Etruschi allo strapotere della Maidalchini, dal papato ai Farnese, dai templari che ne fecero la sede alla setta degli spiritualisti, dal teatro romano alle ville suburbane, e mi fermo, basterebbe saper tuffare le mani nello scrigno e avremmo l’imbarazzo della scelta se davvero decidessimo, al di là delle parole, di passare ai fatti.

E i fatti sono che Viterbo deve tornare ad essere “il cuore della Tuscia”, ossia riappropriarsi del suo ruolo di capoluogo e di punto di partenza e di riferimento per le attività culturali e turistiche del territorio, un ruolo che le viene fino ad oggi facilmente scippato da chiunque sia in grado, tecnicamente e culturalmente, di promuovere e vendere in maniera efficace un patrimonio a volte molto meno imponente di quello a nostra disposizione.

Alfonso Antoniozzi
Consigliere comunale Movimento Civico Viterbo 2020


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17 agosto, 2018

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