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Neonato morto nel parcheggio, la madre chiede della sorellina dal carcere

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Giorgia Guglielmi [4]

Giorgia Guglielmi

Terni – Neonato morto nel parcheggio di un supermercato a Terni, la madre chiede i domiciliari e scrive una lettera ai familiari per sapere come sta la primogenita di due anni che non vede dal giorno dell’arresto. 

L’istanza della difesa è stata discussa davanti al tribunale del riesame del capoluogo umbro, che si è riservato.

L’avvocato Alessio Pressi ha chiesto l’applicazione degli arresti domiciliari per Giorgia Guglielmi, la 27enne ternana accusata di omicidio volontario aggravato per avere abbandonato il figlio appena nato, verso le 11 del mattino dello scorso 2 agosto, nel parcheggio di un supermercato di Borgo Rivo dove il piccino è stato trovato morto dentro una busta di plastica per la spesa verso le 20 da una cliente che ha visto spuntare una manina.

La richiesta di revisione della misura di custodia cautelare in carcere è stata discussa davanti al tribunale del riesame di Perugia e al termine dell’udienza i giudici si sono riservati la decisione.

La richiesta, per ora, non prevede la collocazione in una struttura protetta, per la quale la difesa attende l’esito delle perizie cui la donna è stata sottoposta in carcere su richiesta della procura, sollecitata anche dalla difesa, cui è stata invece negato la richiesta di perizia psichiatrica in sede di incidente probatorio. 

“Se ci saranno le condizioni – aveva detto l’avvocato Pressi – chiederemo i domiciliari in una struttura protetta”, spiegando che nel frattempo il ricorso al tribunale della libertà gli avrebbe permesso di accedere al fascicolo. 

La donna, intanto, avrebbe scritto una lettera dal carcere femminile di Capanne, a Perugia, dove è reclusa dal 7 agosto, ai familiari, chiedendo della primogenita di due anni, affidata ai nonni materni dall’arresto della madre.

Non avrebbe invece parlato del piccino abbandonato subito dopo il parto, la cui gravidanza avrebbe tenuto nascosta anche al compagno, un muratore albanese, che sarebbe stato all’oscuro di tutto, come il resto dei parenti.

 

 

 


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