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Sutri - Dopo appena 2 mesi si dimette da sindaco - Copione già scritto? Prima ancora di voto e formazione lista, il critico qualcosa l'aveva detta

Sgarbi: “Mi cacciano sempre…”

di Giuseppe Ferlicca

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Viterbo – “Mi cacciano sempre…”. Vittorio Sgarbi, finisce dopo due mesi l’avventura da sindaco a Sutri. Pure chi scommetteva che, visti i precedenti in altre città, cinque anni non li avrebbe completati, non immaginava che sarebbe stata una presenza così fugace.

Eppure, anche il diretto interessato, in tempi non sospetti, un po’ scherzando e un po’ sul serio, non aveva escluso che pure nel comune della Tuscia, sarebbe potuto accadere.

Era aprile. Le elezioni ancora lontane, non c’era nemmeno una lista pronta e Vittorio Sgarbi, in un sabato pomeriggio, arrivava in città per capire se esistevano le condizioni per mettere insieme una squadra.

Bagno di folla, rose rosse a tutte le donne, una addirittura lanciata a due signore al primo piano, affacciate alla finestra per vederlo passare, visita ai mercatini, baci e abbracci. Unica nota stonata, il cesso che Vittorio Di Battista, padre di Alessandro, ex parlamentare M5s, avrebbe voluto regalargli.

Una protesta che non aveva scalfito l’umore di Sgarbi. Sereno e felice di sperimentare la nuova esperienza politica.

Sutri - Vittorio Sgarbi

Intervistato da Tusciaweb, inevitabile chiedergli conto di voci che già allora circolavano in paese. Dubbi. Sgarbi dopo un anno si stanca e vorrà cambiare, si diceva. E il critico d’arte e futuro, seppur per poco, sindaco di Sutri, aveva ammesso, con una precisazione: “Questo vale – disse Sgarbi – però, se uno guarda bene il mio passato, sono sempre stato cacciato. Io non me ne sarei mai andato mi cacciano sempre”.

O forse, la domanda successiva, Sgarbi trova il modo di farsi cacciare. “Per una ragione o per l’altra – risponde ridendo Sgarbi – questo è vero”.

Sutri - Vittorio Sgarbi

Però, poi spiega come a Salemi, ci sia stato lo scioglimento per mafia: “Quando mafia non c’è” o a Milano, tutta colpa di una mostra a tematica omosessuale. “Non gradita dalla sindaca Moratti. Sono stato sacrificato sull’altare gay. Sono situazioni, non so”.

Dirottando subito il discorso sulla ricchezza di Sutri, monumenti, cultura, musei e sul molto lavoro che lo avrebbe atteso in caso di vittoria. Nemmeno iniziato. Chissà se si troveranno altri in grado di farlo.


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26 agosto, 2018

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