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Sutri - Il clamoroso ripensamento del critico d'arte - Dimissioni da sindaco confermate ma nel 2019 si ripresenta senza la sua attuale coalizione

Sgarbi si ricandida, ma senza “amori” e nemmeno “casini”

di Giuseppe Ferlicca

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Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Viterbo – Vittorio Sgarbi, andata e ritorno. Prima lo scontro feroce con la sua maggioranza, in cui sono volate parole durissime, quindi la scelta d’andarsene da Sutri. Dimissioni irrevocabili da parte del critico d’arte.

Per l’aggressione subita, come riporta l’esposto presentato ai carabinieri, da un suo consigliere, Matteo Amori. Senza che suoi consiglieri e assessori muovessero un dito in favore di Sgarbi. A cominciare dal suo vice Felice Casini.

Addio a Sutri per candidarsi Sgarbi a Sirmione. Poi il clamoroso colpo di scena arrivato in una domenica di fine agosto. Dimissioni confermate, ma si ripresenterà a Sutri.

Un ripensamento dettato dall’amore per Sutri? Forse. Magari pure incoraggiato da qualcosa che è accaduta a Sirmione. Le cronache locali raccontano di un candidatura durata soltanto poche ore.

Da quelle parti, Viviana Beccalossi, consigliera regionale, non ha preso troppo bene la scelta di Sgarbi. Opponendosi fermamente. Altro botta e risposta. Con conseguente chiusura della pratica, da parte di Sgarbi. “Ritiro la mia candidatura”. Non sono serviti due mesi, sono bastati due giorni.

Nel frattempo, si sarebbe aperta un’altra strada: “Ieri – racconta Sgarbi – mi hanno offerto la candidatura a Trani”. Comune da più di ventimila abitanti e che quindi, avrebbe creato qualche problema con la sua carica di parlamentare. Ma il problema non si è posto. Perché, galeotta fu la sua visita in Sud Africa, Sgarbi ha avuto modo di vedere da una prospettiva diversa le ultime vicende politiche.

Da laggiù, la visione si è fatta improvvisamente chiara. “Dal Sudafrica – spiega Sgarbi – vedo l’Italia con amore e con rabbia”. L’Italia, ma soprattutto il comune dove ancora a tutti gli effetti è sindaco.

“Penso con struggimento a Sutri e ai suoi cittadini buoni e intelligenti in mano a bestie e ignoranti”. Ogni riferimento alla sua maggioranza è del tutto voluto.

Un pensiero che lo deve avere assillato per tutto il viaggio. Al punto da portarlo a una conclusione: “Mi sembra che alla scadenza del 26 maggio 2019, oltre le mie inevitabili dimissioni e la loro disperata sfiducia con la quale spariranno, la soluzione più umana e meno politica, per l’amore che ho per Sutri, e per il piacere della sfida, sia ricandidarmi. Non gliela darò vinta”.

Tradotto, le dimissioni annunciate restano. Il 21 settembre Sgarbi se ne va, arriva il commissario per portare Sutri a elezioni anticipate a maggio 2019.

In quella data, tra i candidati ci sarà di nuovo il critico d’arte. Con una coalizione e soprattutto, persone diverse. Una lista senza “amori” e priva di “casini”.

Giuseppe Ferlicca


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27 agosto, 2018

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