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Politica - Comune - La consigliera Chiara Frontini (Viterbo 2020) ha depositato in comune sei mozioni e un'interrogazione

“Sicurezza, teatro dell’Unione, turismo per rilanciare la città”

di Daniele Camilli

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Viterbo - Il gruppo di Chiara Frontini consegna la sua proposta per la città

Viterbo – Il gruppo di Chiara Frontini consegna la sua proposta per la città

Viterbo - Il gruppo di Chiara Frontini consegna la sua proposta per la città

Viterbo – Il gruppo di Chiara Frontini consegna la sua proposta per la città

Viterbo - Il gruppo di Chiara Frontini consegna la sua proposta per la città

Viterbo – Il gruppo di Chiara Frontini consegna la sua proposta per la città

Viterbo - Il gruppo di Chiara Frontini consegna la sua proposta per la città

Viterbo – Il gruppo di Chiara Frontini consegna la sua proposta per la città

Viterbo - Il gruppo di Chiara Frontini consegna la sua proposta per la città

Viterbo – Il gruppo di Chiara Frontini consegna la sua proposta per la città

Viterbo - Il gruppo di Chiara Frontini consegna la sua proposta per la città

Viterbo – Il gruppo di Chiara Frontini consegna la sua proposta per la città

Viterbo – Detto, fatto. Il 14 agosto ha promesso che avrebbe lavorato e il 14 agosto l’ha fatto. Chiara Frontini, sconfitta d’un soffio al ballottaggio per la carica di primo cittadino a Viterbo, è oggi a capo del gruppo d’opposizione più numeroso dell’aula consiliare di palazzo dei Priori. Segue il Pd.

Presenza tutt’altro che simbolica. Ieri mattina Chiara Frontini, Alfonso Antoniozzi, consiglieri e militanti di Viterbo 2020, hanno protocollato al comune sette documenti in tutto. Sei mozioni e un’interrogazione.

“Uno degli impegni, presi in campagna elettorale – dice Frontini -, sarebbe stato quello di tenere un consiglio comunale il 14 agosto. Per affrontare i problemi della città e per dare il segnale che l’amministrazione è sempre, e deve sempre esserlo, presente. In qualsiasi momento. Non ci sono vacanze. Non siamo riusciti a vincere, facciamo lo stesso il nostro dovere. E scegliamo ugualmente e simbolicamente questa data. Per dire ai cittadini che ci siamo, anche a ferragosto”. 

In via Ascenzi c’è pure l’assessore al bilancio Enrico Contardo. Gli domandano del sindaco Giovanni Arena. “Torna il 17”, risponde. Prima di Santa Rosa dunque. Da palazzo scende anche il consigliere Paolo Muroni, maggioranza di centro destra.

Sette gli argomenti affrontati nei documenti depositati in comune ieri mattina dal gruppo Viterbo 2020. I temi. Progettazione sociale e consulta per il volontariato, affitti per il teatro dell’Unione e gli immobili utilizzati per le attività culturali delle associazioni, valorizzazione e rilancio sempre del teatro comunale, sicurezza urbana, sfalcio erba e pulizia, turismo e consigli dei territori.

“Dal giorno dell’insediamento del sindaco – fa notare Frontini -, il 27 giugno, non si è mai parlato dei problemi della città. Tre commissioni su cinque sono ancora ferme. Affari generali, urbanistica e lavori pubblici, ambiente e partecipate. Non c’è stata alcuna discussione sulle linee programmatiche. Abbiamo visto solo l’elezione del presidente del consiglio e la questione della ratifica dell’elezione a consigliere di Muroni. Tutt’altro che centrali per la crescita di Viterbo.

Cosa propone allora il gruppo 20/20? “Innanzitutto – spiega Frontini – l’istituzione della consulta del volontariato, con un presidente eletto e scelto con votazione democratica tra i rappresentanti delle associazioni. Chiediamo inoltre di istituire la consulta sulla disabilità e un tavolo di concertazione per la redazione del piano sociale di zona partecipato. Accanto a queste richieste, vorremmo che sindaco e giunta si impegnassero a fare anche, ogni anno, il bilancio sociale del comune, strumento di trasparenza e partecipazione dei cittadini alla vita dell’ente”.

Sul fronte del Teatro Unione e degli immobili comunali utilizzati per attività culturali e mostre, “chiediamo – sottolinea Frontini – di dimezzare canoni e caparre per le associazioni e di estendere i benefici previsti dall’articolo 7 del regolamento per la concessione in uso degli immobili alle Onlus e alle realtà associative di comprovato carattere benefico”. L’articolo 7 del regolamento esenta dal pagamento del canone e del deposito cauzionale.

Per quanto riguarda poi il teatro nello specifico, il gruppo di Viterbo 2020 propone, come sta scritto nella mozione depositata ieri mattina, di “non rinnovare più il contratto con AtcL (associazione teatrale fra i comuni del Lazio)” e di “individuare sul territorio, tramite bando, organizzatori teatrali in linea con i criteri di storicità previsti dalla legge per l’accesso ai fondi, che possano gestire il teatro fino alla scadenza del 2020”. Nella mozione si fa inoltre riferimento alla “creazione di una compagnia stabile” e alla predisposizione di tutti gli atti necessari affinché il teatro, tra un paio d’anni, possa essere gestito “tramite l’istituzione di una fondazione di diritto privato o di una fondazione partecipata”.

Tra le mozioni, l’impegno da parte di sindaco e giunta a istituire, come previsto da una delibera del 2012, i consigli territoriali di Grotte Santo Stefano, Bagnaia, San Martino e Roccalvecce. Così come “misure straordinarie sulla sicurezza urbana”. Per quanto attiene quest’ultime, le proposte riguardano, tra le altre, l’istituzione della figura del vigile di quartiere, anche con l’assunzione di nuovo personale di Polizia locale, la firma di un patto per l’attuazione della sicurezza urbana, nuove postazioni di video sorveglianza per centri storici e parchi pubblici. 

“Interventi più che possibili – spiega la consigliera Frontini -. I comuni che hanno rispettato gli obiettivi del patto di bilancio possono infatti assumere a tempo indeterminato personale di polizia locale nel limite di spesa individuato. Per la videosorveglianza la legge 48 del 2017 autorizza, da parte dei comuni, una spesa di 7 milioni di euro per il 2017 e di 15 milioni per ciascuno degli anni 2018 e 2019”. 

Dal lato turismo/sviluppo economico della città, la proposta della capogruppo Frontini “non è soltanto quella – dice – di adottare politiche integrate per aumentare la permanenza media dei turisti, ma quella di creare dei circuiti turistici tra Viterbo, l’alto Lazio, il litorale e la zona a sud della provincia. Accanto a questi circuiti vanno sviluppati pure dei mini percorsi per camminatori tra Viterbo e le zone naturalistiche più importanti della Tuscia”.

Tra la documentazione lasciata in mano a palazzo dei Priori, c’è infine un’interrogazione con risposta scritta. “Per intervento straordinario per sfalcio erba e pulizia caditoie”. Le griglie lungo la strada dove va a finire la pioggia in città. Le richieste in tal caso sono tre.

La prima. “Fornire – riporta l’interrogazione – chiarimenti sull’entità e la provenienza dei fondi reperiti per interventi straordinari”, considerato che il 10 agosto “si è appreso da organi di stampa che è iniziato un intervento straordinario per lo sfalcio dell’erba e per la pulizia delle caditoie, grazie al reperimento di fondi di cui non si conosce l’entità e la provenienza”. 

La seconda. “Fornire una relazione relativa agli interventi di pulizia effettuata dall’appaltatore nel 2017 e nel 2018”. Il tutto con “allegata documentazione”.

La terza. “Fornire documentazione, in caso di inadempienza accertata, relativa alle procedure sanzionatorie avviate e agli esiti prodotti”.

Daniele Camilli

 


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15 agosto, 2018

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