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Roma - Al 34enne romano Alessio Figalli la medaglia Fields - Una carriera folgorante, è entrato alla Normale di Pisa nel 2002

Dopo mezzo secolo, torna in Italia il “nobel” della matematica

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Alessio Figalli

Alessio Figalli

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Alessio Figalli

Alessio Figalli

Roma – Alessio Figalli riporta in Italia il “nobel” della matematica. E’ la medaglia Fields, che l’Italia ha già vinto una volta nel 1974 con Enrico Bombieri e che viene riportata per la seconda volta oggi nel bel paese da Alessio Figalli, “per i suoi contributi al trasporto ottimale, alla teoria delle equazioni derivate parziali e alla probabilità”. Sono passati 44 anni.

La medaglia Fields viene assegnata ogni quattro anni dal congresso internazionale dei matematici della International Mathematical Union (Imu).

Figalli, 34enne romano di nascita, è professore ordinario presso il Politecnico di Zurigo ed ha avuto una carriera folgorante, i cui primi passi sono partiti da un liceo classico di Roma, partecipando alle Olimpiadi della Matematica.

Una carriera straordinaria, nella quale tra l’altro ha prodotto anche 119 studi, contando solo quelli pubblicati.  È stato lo stesso Figalli del resto a dire nel 2016 che quello del matematico è il miglior lavoro del mondo: “Devi essere creativo, devi metterci passione, ma fondamentalmente il tuo lavoro consiste nel trovare qualcosa che nessun altro aveva trovato prima”.  

La passione per la matematica si è ben presto trasformata in una scelta di vita, condivisa anche da sua moglie, Mikaela Iacobelli, professore associato in matematica all’università di Durham, in Inghilterra.

Dopo il diploma al liceo capitolino “Francesco Vivona”, nel 2002 arriva l’ingresso alla prestigiosa Normale di Pisa, dove in soli 4 anni si laurea col massimo dei voti, finendo sia la triennale che la specialistica, con tesi finale proprio sul trasporto ottimale.

In seguito conseguirà il dottorato – in un solo anno anziché in tre – con i docenti Luigi Ambrosio della Normale e Cedric Villani, anch’egli medaglia Fields nel 2010, dell’Università di Lione.

Da qui Figalli prende definitivamente il volo, vincendo prima il concorso da ricercatore al Centre National de la Recherche Scientifique, in pratica il CNR francese, diventando poi professore all’École Polytechnique di Parigi. Dopo un anno approda alla University of Texas di Austin, dove in soli due anni diventa professore ordinario e si appassiona alle equazioni derivate parziali, un altro dei temi per cui è stato premiato. Infine nel 2016, l’approdo al prestigioso istituto svizzero dove tutt’ora lavora.

 

 


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1 agosto, 2018

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