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Vignanello - Il consigliere Enrico Gnisci chiede spiegazioni sulla delibera 59

“Zona Pip, perché il comune ora pretende l’affitto?”

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Vignanello

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Vignanello – Riceviamo e pubblichiamo – Il 12 luglio scorso la nuova giunta Grattarola, seppur a ranghi molto ridotti, decide di approvare una delibera, la numero 59, che fa storcere il naso al gruppo di minoranza “Le cose in comune”.

In particolare questa delibera si riferisce ad alcuni terreni individuati nella zona Pip, sub-comparto 1 (zona Centignano per intedersi), espropriati da anni dal comune per realizzare lotti per insediamenti produttivi. Ai vecchi proprietari di questi terreni, ancora fermi e attualmente coltivati a noccioleti, si richiede ora attraverso la delibera n. 59 un canone di affitto per continuare a coltivarli. In pratica la giunta chiede a questi signori: “o la borsa o la vita!”.

La richiesta di un “canone di affitto” suona infatti più o meno come la riscossione di un riscatto. La pena per il mancato pagamento? Si toglie agli ex proprietari la disponibilità dei terreni mettendoli a bando in modalità non ben specificate.

La questione che, tra tutte le anomalie rilevate, ha attirato l’attenzione del gruppo di minoranza, è proprio il fatto che si chieda direttamente di pagare un canone di affitto a delle persone che hanno già una sorta di comodato d’uso per quei terreni, consolidato da anni seppur verbalmente, per permettere agli stessi di continuare nella medesima attività e far incassare qualche quattrino al Comune. 

Queste operazioni, qualora permanga la volontà politica di attuarle, si realizzano con avvisi pubblici, dando a tutti i cittadini le stesse possibilità di partecipare a una gara e poter magari continuare a investire su quelle colture.

Con una interpellanza consiliare, il 31 luglio, il consigliere Enrico Gnisci, capogruppo di minoranza, oltre ad evidenziare quanto sopra, chiedeva come mai questa operazione di cassa avesse interessato solamente i terreni del Pip, sub comparto 1, anziché tutto il territorio comunale e perché non prevedesse, nel caso di avvisi pubblici e bandi di gara per le assegnazioni dei terreni, dei parametri di premialità a salvaguardia di categorie svantaggiate o bisognose di azioni di supporto dal comune (giovani imprenditori agricoli, famiglie svantaggiate, coltivatori diretti e simili).

Insomma la delibera così presentata fa acqua da tutte le parti e apre la strada verso contestazioni e ricorsi. Dall’amministrazione risponde il sindaco che rassicura di risolvere il caso con la pubblicazione di una seconda delibera che correggerà il tiro della prima, la già menzionata n. 59 ancora in vigore. Ci auguriamo non sia necessario un terzo atto per mettere un’altra toppa…

Nel frattempo, in attesa di leggere il contenuto della prossima delibera, possiamo dire con assoluta certezza che questa prima non è affatto buona!

 

Enrico Gnisci
Consigliere del gruppo di minoranza “Le cose in comune”


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1 agosto, 2018

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