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Agricoltura - Gli imprenditori Rossano Rosetto e Carlo Giorgi vittime degli attacchi rilanciano le richieste d'intervento di Coldiretti alla regione

“Campi di mais rasi al suolo nella notte dai cinghiali”

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Un campo di mais rovinato dai cinghiali

Un campo di mais rovinato dai cinghiali

Un campo di mais rovinato dai cinghiali

Un campo di mais rovinato dai cinghiali

Un campo di mais rovinato dai cinghiali

Un campo di mais rovinato dai cinghiali

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ancora attacchi, ancora danni ingenti. La situazione relativa alla presenza fuori controllo di ungulati selvatici nella Tuscia è in costante peggioramento e non più gestibile da parte degli agricoltori, che continuano a vedere devastati i loro raccolti.

Questa volta è Rossano Rosetto, allevatore di vacche da latte viterbese, ad essersi svegliato con una bruttissima sorpresa.

“Sono rimasto senza parole, il mio mais stamattina era in gran parte distrutto ed ora non so più come fare – commenta Rosetto – per garantire ai miei animali un’adeguata alimentazione.

Già ero disperato per le condizioni climatiche di questi due anni e per il prezzo del latte, prodotto sotto continuo attacco delle importazioni che ne minano il prezzo di vendita, ed ora dovrò pagare il mais per acquistarlo; non mi sento tutelato dalla regione e dall’assessorato, non sono presenti e non legiferano su niente.

Stamattina all’alba sul mio campo c’erano almeno trenta cinghiali che banchettavano con il mio mais e, credetemi, non ne avevo mai visti così tanti nello stesso momento tutti insieme, segno evidente che siamo totalmente fuori controllo con la gestione degli ungulati nel Lazio”.

Anche Carlo Giorgi stamattina era in campagna disperato.

“Ho trovato il mais completamente rovesciato e i terreni arati dai cinghiali, inoltre il vigneto era stato smembrato dei grappoli d’uva che dovevo raccogliere – dichiara Giorgi – un anno di sacrifici buttati al vento, contributi agroambientali che non arrivano e adesso attacchi quotidiani di cinghiali, che hanno invaso la mia azienda fino alle porte di casa, mettendo in pericolo anche la mia famiglia; non avevo mai visto una cosa del genere, ha ragione Coldiretti, non esistono politiche valide di gestione della fauna selvatica e la regione, in particolare l’assessore, non da risposte di alcun tipo. Se continua così dovrò chiudere i battenti”.

Il direttore di Coldiretti Viterbo Alberto Frau rilancia: “ogni giorno un disastro ed ogni giorno a contare i danni, non se ne può più, oltre a recare un danno enorme all’economia locale, si da il via all’importazione di prodotti da fuori regione per sopperire a quelli divorati dai cinghiali e tutto questo è inammissibile.

L’assessorato intervenga e lo faccia subito, mettendo in condizione gli Atc ed i selecontrollori di poter operare subito e concretamente. Fanno finta di non vedere e di non sentire, bel modo di dare risposte ai cittadini, ma l’assessore all’agricoltura dov’è? Se esiste, che batta un colpo!”.

Federazione provinciale Coldiretti Viterbo

14 settembre, 2018

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