--

--

Caffeina-Stagione-Teatrale-580x60
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Sutri - Ieri mattina la conferenza sui due pensatori nella sala conferenze del palazzo museo Doebbing - A seguire la scoperta delle lapidi

D’Agostino: “Zeri diceva che ‘ognuno vede quello che sa’” – Giorello: “Croce il primo filosofo italiano del 900”

di Michele Mari

Caffeina-Tutankhamon-9-11-18-560x80-ok

Sutri - L'intitolazione delle vie a Benedetto Croce e Federico Zeri - Roberto D'Agostino, Vittorio Sgarbi e Giulio Giorello

Sutri – L’intitolazione delle vie a Benedetto Croce e Federico Zeri – Roberto D’Agostino, Vittorio Sgarbi e Giulio Giorello

Sutri - L'intitolazione delle vie a Benedetto Croce e Federico Zeri - Vittorio Sgarbi e Giulio Giorello

Sutri – L’intitolazione delle vie a Benedetto Croce e Federico Zeri – Vittorio Sgarbi e Giulio Giorello

Sutri – Roberto D’Agostino: “Federico Zeri diceva che ‘ognuno vede quello che sa’”. Giulio Giorello: “Benedetto Croce è stato il primo filosofo italiano del Novecento”.  Così il giornalista D’Agostino e il filosofo Giorello alla conferenza di presentazione dell’intitolazione di due vie a Benedetto Croce e Federico Zeri a Sutri. Ieri pomeriggio si è tenuta la cerimonia della scoperta delle lapidi, mentre nella mattina, nel palazzo museo Doebbing, si è svolta la conferenza sui due importanti pensatori italiani a cui hanno partecipato il sindaco Vittorio Sgarbi, Giorello e D’Agostino, nell’ambito dell’iniziativa “Voci a Sutri, le strade della storia”.

Presenti molti cittadini e membri della giunta come il vice sindaco Felice Casini e gli assessori Claudia Mercuri e Stefano Proietti. Inoltre lunedì 1 ottobre ci saranno le intitolazioni delle strade a Giovanni Testori, Giorgio Almirante e Gesualdo Bufalino.

In una gremita sala conferenze del museo, ha introdotto i lavori il sindaco Vittorio Sgarbi che ha ringraziato tutti i presenti sottolineando l’importanza di dedicare strade o vie a personaggi nazionali, ma ha rimarcato che “troveranno spazio anche le figure locali”. 

Poi ha preso la parola il filosofo Giorello che ha descritto nel dettaglio la figura di Benedetto Croce. 

“Trattare Benedetto Croce – ha esordito Giorello – è stimolante e provocatorio. E’ stato il primo filosofo italiano del Novecento. Ha scritto pagine straordinarie come quelle sulle tradizioni italiane, cercando di far parlare alcune figure emblematiche del nostro paese”.

Giorello ha poi sottolineato l’importanza di Benedetto Croce nella cultura italiana e negli studi scolastici.

“Oggi dobbiamo dire alla nostra scuola di ritrovare pensatori come Benedetto Croce – ha concluso -. Sono stato veramente contento di aver parlato oggi di questo filosofo e dell’idealismo italiano”.

Inoltre in un dibattito a tre, tra Sgarbi, Giorello e D’Agostino, si è parlato del tema della relazione di Benedetto Croce con il fascismo.

Poi Vittorio Sgarbi ha introdotto D’Agostino che ha trattato, nella sua miriade di sfaccettature, il critico Federico Zeri.

“Federico Zeri – ha spiegato D’Agostino – l’ho conosciuto personalmente. Sono rimasto sempre incantato dalla sua figura. La sua grande capacità era quella di passare dalle battute in romanesco, al tedesco, dagli scherzi alla cultura italiana”.

D’Agostino ha trasmesso al pubblico la vera essenza di Zeri anche sottolinenando i suoi aneddoti e una sua celebre frase “Ognuno vede quello che sa”.

“Zeri – ha aggiunto – rimarcava sempre che non si può mai fare a meno del passato; un paese senza passato non esiste. Il passato deve essere collegato al presente, così si arriva al futuro. Questo è l’insegnamento di Zeri che vi voglio trasmettere. E’ stato un personaggio eccentrico, di cui però il paese non ha ricordo. Questi due pensatori – ha concluso D’Agostino – sono più vivi che mai in questo momento attuale, persone che dovrebbero essere continuamente studiate”.

Poi il sindaco Vittorio Sgarbi ha concluso la conferenza.

“Voglio sottolineare – ha detto –  che la strada è un ricordo, anche per chiedersi chi è stato l’uomo a cui la via è intitolata e un modo per approfondirlo e studiarlo”. 

Michele Mari

 

 

30 settembre, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR