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Viterbo - Domenica 16 settembre nel sito archeologico di Corviano in collaborazione con l’associazione Il Pettirosso di Soriano nel Cimino

Degustazione di confetture e prodotti tipici lungo il Cammino sulle vie dell’esilio

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Viterbo - Il cammino sulle vie dell'esilio di Santa Rosa

Viterbo – Il cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa

Viterbo - Il cammino sulle vie dell'esilio di Santa Rosa

Viterbo – Il cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa

Soci Pettorosso al lavoro a Corviano

Soci Pettorosso al lavoro a Corviano

Soci Pettorosso al lavoro a Corviano

Soci Pettorosso al lavoro a Corviano

Soci Pettorosso al lavoro a Corviano

Soci Pettorosso al lavoro a Corviano

Tabella al monumento naturale di Corviano

Tabella al monumento naturale di Corviano

Torrente a Corviano

Torrente a Corviano

Viterbo – (s.c.) – Dopo il successo di partecipazione di domenica scorsa per la tappa Viterbo-Soriano nel Cimino, circa duecentocinquanta i partecipanti, il cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa, continuerà domenica prossima 16 settembre con appuntamento alle 8 in piazza Vittorio Emanuele a Soriano nel Cimino per arrivare a piedi fino a Vitorchiano.

Per l’occasione è stato organizzato anche un bus che partirà da Piazzale Romiti a Viterbo.

Un itinerario naturalistico religioso di rara bellezza che, tra le altre cose, ci da l’opportunità di conoscere la fatica del viaggio che fece Rosa, debole e malaticcia, nel mese di dicembre 1250 per volontà del podestà della città di Viterbo. Fu, infatti, esiliata e dovette recarsi prima a Soriano dove, secondo le fonti storiche, si fermò per alcuni giorni prima di recarsi a Vitorchiano.

Durante il viaggio verso il castello di Soriano, lungo il tragitto (era la vigilia di San Nicola), attraverso i boschi dei Monti Cimini, Rosa ebbe una visione divina che le predisse la fine della persecuzione della Chiesa e la morte dell’imperatore Federico II di Svevia.

A Soriano nel Cimino trovò riparo presso la cosiddetta “Cuna”, una specie di grotta situata all’interno del centro storico, nelle immediate vicinanze del castello. La sua permanenza in questo paese durò pochissimi giorni.
Il suo viaggio da esiliata, compiuto insieme ai suoi genitori Giovanni e Caterina, continuò in direzione di Vitorchiano. Qui convertì un’eretica con la prova del fuoco, guarì vari infermi e risanò una bambina di nome Delicata che era cieca dalla nascita.

La passeggiata di domenica prossima, organizzata dall’associazione culturale Take Off, è un’occasione ghiotta anche per visitare i resti dell’antichissima città etrusco-romana di Corviano. Questo sito archeologico si trova in prossimità del Fosso Martelluzzo, ed è quasi del tutto nascosto da una boscaglia fitta ed intricata, dalla quale emergono le possenti mura del castello medioevale.

Ad accogliere i camminatori, quest’anno, ci saranno anche i soci dell’Associazione culturale “Il Pettirosso” di Soriano nel Cimino che hanno adottato, in maniera simbolica, il sito archeologico di Corviano, e che, grazie ad alcune iniziative portate avanti nel corso dell’anno, sono riusciti a fare alcuni interventi di ripulitura e valorizzazione del luogo.

Per l’occasione verranno offerte in degustazione marmellate, vino e altre confetture realizzate con ciò che la natura offre in maniera spontanea, senza aggiunta di conservanti o addensanti. L’associazione culturale “Il Pettirosso” è presieduta da Monica Castellani e alla pulizia del sito di Corviano hanno contribuito, tra gli altri, Bernardetta Catalani, Giuseppe Cittardi e Luigi Sora.

Numerose e sparse ovunque si trovano le “pestarole”, tipiche incavature nei massi di peperino ad una o due vasche comunicanti dove veniva pigiata anche l’uva. Il rudere del castello mostra, nella parte ovest, resti di mura etrusche in opera quadrata incorporate nella cinta difensiva.

Poco più avanti, lungo il crinale che si volge al torrente, si affacciano i vani di numerose case ipogee scavate nel peperino. Si compongono di due o tre ambienti e ricevono aria da grandi finestroni ricavati all’esterno della parete rocciosa.

Sparse per il pianoro, vicino ai resti di una chiesa alto-medioevale, ci sono tombe a fossa coperte da lastroni di peperino. La tipologia di queste sepolture è particolare in quanto la roccia nella quale sono ricavate è stata sagomata a forma umana.

Il cammino verso Vitorchiano comprenderà diverse soste, con punti di ristoro, allietate dai racconti della guida turistica Anna Rita Properzi e della poetessa Lorena Paris.

All’iniziativa patrocinata, tra gli altri, dal Sodalizio Facchini di Santa Rosa e per la prima volta quest’anno dalla Gramas – rete delle Grandi Macchine a Spalla, patrimonio immateriale dell’umanità, hanno aderito come sempre anche i Cavalieri del Soccorso Città di Viterbo.
Info: 333 4912669 –  338 2129568

14 settembre, 2018

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