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Sport - Calcio - Serie C - I gironi non cambiano, la Viterbese lascia davvero - Rottura totale con la Lega Pro - Sospesa la campagna abbonamenti del club

Piero Camilli: “E’ una vergogna, sono pronto a denunciare”

di Samuele Sansonetti

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Sport - Calcio - Viterbese - Piero Camilli e i figli Vincenzo e Luciano

Sport – Calcio – Viterbese – Piero Camilli e i figli Vincenzo e Luciano

Sport - Calcio - Viterbese - Bismark Ngissah

Sport – Calcio – Viterbese – Bismark Ngissah

Sport - Calcio - Viterbese - Il match contro la Sampdoria

Sport – Calcio – Viterbese – Il match contro la Sampdoria

Viterbo – Martedì sera sembrava tutto finito. E invece, almeno per la Viterbese, non è stato affatto così.

Nonostante le previsioni affermassero il contrario il club di via della Palazzina era convinto di finire nel girone A, che avrebbe garantito una flessibilità logistica molto più ampia, visto che la maggior parte delle formazioni iscritte in quel raggruppamento sono facilmente raggiungibili dalla Tuscia.

Così non è stato e dopo l’ufficializzazione dei tre gruppi arrivata martedì sera la società laziale è passata all’attacco in maniera altisonante, finendo alla ribalta delle cronache sportive locali e nazionali.

Duro, per usare un eufemismo, il comunicato stampa diffuso ieri mattina, col quale la Viterbese ha spiegato che “Avere nell’arco di 300 chilometri 15 squadre ed essere collocati in un girone in cui la nostra società, che è ai confini con la Toscana, significa essere costretta a sobbarcarsi trasferte di 1240 chilometri di media, con tutte le conseguenze a livello economico e logistico”.

Non un semplice sfogo, ma una netta presa di posizione che si e conclusa con la minaccia, sempre più reale, di abbandonare il campionato. “Contestiamo in toto la composizione dei gironi – si legge a margine della nota – e chiediamo che vengano rimodulati evitando penalizzazioni economico-logistiche alla nostra società. In caso contrario, comunichiamo fin da ora la nostra ferma e irrevocabile intenzione a non partecipare al campionato di Lega Pro, liberando immediatamente atleti e staff nel numero di 43 elementi“.

Il messaggio, che molti tifosi gialloblù hanno sottoscritto, è stato recepito dalla lega Pro a pochi istanti dal sorteggio dei calendari. Il risultato? Gli uffici fiorentini di via Jacopo da Diacceto hanno spiegato che la Viterbese, inizialmente inserita nel girone A, è stata penalizzata dai mancati ripescaggi in serie B ed essendo la formazione più a sud delle dirette concorrenti (Rieti e Ternana) è stata spostata, per forza di cose, nel girone C.

Nessun passo indietro, dunque, da parte della Lega Pro e anche la Viterbese sembra decisa a portare avanti le sue idee. “E veramente una vergogna – ha tuonato ieri Piero Camilli -. Sono stanco di farmi prendere in giro. Sono pronto a denunciare i consiglieri della Lega”.

Per il momento la scelta della Viterbese, che nel frattempo ha sospeso la campagna abbonamenti, è quella di non prendere parte al campionato e disertare le prime tre uscite contro Sicula Leonzio, Juve Stabia e Reggina. Mentre dalla Lega Pro non sembrano arrivare segnali di apertura.

Lo scenario, per i tifosi gialloblù, è da film horror. Vedere la propria squadra, che appena un mese fa ha tenuto testa alla Sampdoria (alla Sampdoria), auto-eliminarsi da un campionato che l’avrebbe vista tra i protagonisti è una punizione veramente troppo grande. Ma per il momento, purtroppo, la previsione è questa.

Nel frattempo, come se non bastasse, anche Giuseppe Leonardi, presidente della Sicula Leonzio, ha sbottato contro la gara di mercoledì (a rischio ma che i siciliani dovranno comunque programmare).

“La Sicula Leonzio è stata gravemente danneggiata, come era successo l’anno scorso, anche se in altri modi – ha spiegato il numero uno del club siciliano -. Lo vedo come un sopruso contro di noi il fatto di farci giocare la prima in casa della Viterbese, con un viaggio lunghissimo da organizzare in pochi giorni. Quando invece altre società come Catanzaro e Casertana sono state sicuramente avvantaggiate da scontri con squadre molto più vicine geograficamente. La Sicula Leonzio è stata a lungo in silenzio ma ora non sarà più così. Nel rispetto delle istituzioni e dei ruoli”.

Samuele Sansonetti

13 settembre, 2018

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