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Viterbo - Il presidente del Sodalizio Mecarini dopo i racconti sotto Gloria a cui ha partecipato Mario Sanna, figlio di Girolamo che trasportò la macchina nell'anno della fine del conflitto mondiale

“Importante ritrovare i nomi dei valorosi facchini del trasporto del 1918”

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Foto di gruppo sotto la macchina

Foto di gruppo sotto la macchina

Picchetto d'onore di due soldati con la divisa della Prima Guerra Mondiale durante l'omaggio ai Caduti da parte dei Facchini

Picchetto d’onore di due soldati con la divisa della Prima Guerra Mondiale durante l’omaggio ai Caduti da parte dei Facchini

Picchetto d'onore di due soldati con la divisa della Prima Guerra Mondiale durante l'omaggio ai Caduti da parte dei Facchini

Picchetto d’onore di due soldati con la divisa della Prima Guerra Mondiale durante l’omaggio ai Caduti da parte dei Facchini

Picchetto d'onore di due soldati con la divisa della Prima Guerra Mondiale durante l'omaggio ai Caduti da parte dei Facchini

Picchetto d’onore di due soldati con la divisa della Prima Guerra Mondiale durante l’omaggio ai Caduti da parte dei Facchini

I racconti sotto la Macchina

I racconti sotto la macchina

Viterbo – Girolamo Sanna, classe 1901, è stato facchino della Macchina di Santa Rosa di Virgilio Papini nel 1918. A darne notizia è stato il figlio Mario durante i “Racconti sotto la Macchina” organizzati dal Sodalizio Facchini di Santa Rosa domenica 9 settembre scorsa.

“Mio padre Girolamo – ha raccontato Mario Sanna sotto la Macchina – quando diventai facchino nel 1968, subito dopo il fermo del Volo d’Angeli, mi disse che anche lui era stato facchino nel 1918.

In quell’anno c’era ancora la guerra e i viterbesi, che da tre anni non festeggiavano pubblicamente la Santa Patrona a causa della Prima Guerra Mondiale, erano convinti che finché la Macchina di Santa non passava la guerra non sarebbe finita.

Purtroppo i giovani validi erano tutti impegnati al fronte, avevano precettato anche quelli del 1899, e quelli rimasti in città o erano invalidi o inidonei, e allora furono chiamati i ragazzi nati nel 1900 e nel 1901che avevano circa diciotto anni d’età. Tra questi anche mio padre Girolamo. Sarà stata pure una coincidenza ma, dopo il trasporto del 3 settembre 1918, la guerra il 4 novembre successivo, dopo circa due mesi, finì”.

La Macchina di Santa Rosa era rimasta ferma per tre anni e i facchini in trincea a combattere dal 1915 al 1917.

Nel 1914, infatti, il comune di Viterbo aveva deciso di assegnare l’incarico per la progettazione e la costruzione della nuova Macchina di Santa Rosa all’artista Virgilio Papini. Purtroppo, con l’entrata in guerra dell’Italia, la festa di Santa Rosa venne soppressa il 27 luglio 1915.

Quasi tutti i facchini furono chiamati alle armi e inviati al fronte a combattere. Durante la Prima Guerra Mondiale il Regio Decreto Legge n. 674 del 23 maggio 1915, in materia di pubblica sicurezza, aveva previsto il divieto di riunioni, cortei, processioni e assembramenti in luoghi pubblici.

Di conseguenza il Consiglio Comunale di Viterbo, con deliberazione n. 62 dello stesso anno, all’unanimità decise di non celebrare le festività in onore di Santa Rosa destinando i soldi risparmiati al Fondo speciale per le esigenze belliche.

Il trasporto della Macchina di Santa Rosa rimase sospeso per tre anni (dal 1915 al 1917) e riprese soltanto “nel 1918, quando ufficialmente la guerra non è ancora terminata. Con i ciuffi e le spallette ancora in trincea, i nuovi valorosi ragazzi presenti sotto la Macchina al momento della mossa”.

Per colpa del conflitto mondiale circa 650 giovani della città di Viterbo morirono e molti altri rimasero invalidi.
Per questo il sodalizio Facchini di Santa Rosa ha dedicato loro il trasporto del 3 settembre appena trascorso.

Aver conosciuto il primo nome di quei valorosi Facchini che fecero il Trasporto del 1918 è un dato importante, che si aggiunge e arricchisce la storia dei Facchini di Santa Rosa, e alla storia della città di Viterbo, perché grazie a questa preziosa informazione si possono andare a ricercare i nomi dei Facchini, di quell’importante trasporto effettuato con la guerra ancora in corso, tra i nati nel 1900 e 1901. Conoscere i nomi dei Facchini della prima metà del Novecento è cosa rara perché prima non si usava pubblicare gli elenchi.

“Sarebbe molto importante – afferma il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini – anche con il contributo di discendenti familiari e amici, ricostruire nomi e cognomi di questi valorosi Facchini di Santa Rosa. Chiunque avesse notizie in merito può mettersi in contatto con i membri del Sodalizio e fornire informazioni che verranno approfondite e valorizzate”.

Silvio Cappelli


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15 settembre, 2018

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